Ricorrenze
by Franco Bellacci- Published:Aprile 26th, 2006
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- Category:Fiorentinismi
Era il 26 aprile 1478, poca prima di mezzogiorno quando Lorenzo e suo fratello Giuliano entrano in Duomo per la messa. Al momento della Consacrazione Bernardo Bandini e Giuliano de’Pazzi colpiscono a morte Giuliano. Contemporaneamente Antonio Maffei e Stefano di Bagnone si avventano su Lorenzo, che però con un agile scatto e dopo una breve colluttazione, che vede il sacrificio di Francesco Nori, riesce a guadagnare la sacrestia grazie all’aiuto di Angelo Poliziano, che chiude la porta ai congiurati. Nel frattempo altri congiurati raggiungono Palazzo Vecchio con l’obiettivo di uccidere i membri della Signoria. Il gonfaloniere Petrucci però con l’inganno riesce a imprigionarli e a impiccarli in rapida successione. Nei giorni seguenti si aprì una sanguinosa caccia all’uomo, uno dei pochi congiurati a salvarsi fu il cardinale Raffaello Riario, pronipote del Papa, che fu tenuto nascosto in casa proprio da Lorenzo prima di rispedirlo a Roma. Il 26 aprile raggiunse quindi il culmine il complotto antimediceo voluto dal Papa Sisto IV, che aveva visto alleati la famiglia Riario e la famiglia Pazzi, unite dall’odio per i Medici e dalla voglia di mettersi a capo di Firenze. Obiettivo il primo compatibile con un’alleanza, meno il secondo. Tanto da far pensare che se la congiura avesse avuto buon fine si sarebbe aperta una nuova guerra. Prima dell’attacco i mesi precedenti c’erano stati altri tentativi, l’obiettivo era di eliminare i due fratelli avvelenando il cibo. I tentativi però sempre falliti a causa del cattivo stato di salute di Giuliano, che mancava sempre gli appuntamenti. Un mese dopo il culmine della congiura nasceva Giulio, figlio naturale di Giuliano, che crescerà sotto la guida di Lorenzo e che a 45 anni diventerà Papa prendendo il nome di Clemente VII. Se il complotto avesse avuto buon fine, la storia di Firenze sarebbe stata diversa.













2 Commenti
Grazie Franco, lettura interessante!
prego