sul voto

by Franco Bellacci

Ho dormito 3 ore e svegliato con il timore che avessero sbagliato i dati della Camera, non sono lucidissimo, ma un paio di riflessioni sconclusionate sul voto non ve le faccio mancare.

Elezioni
Le elezioni in Democrazia servono per scegliere i rappresentanti del popolo e i governanti. Se qualcuno, secondo le regole del gioco, ottienela maggioranza, questo è il vincitore e ha il diritto e il dovere di governare.
Dalle elezioni è uscita una maggioranza.
Che il paese sia diviso in due non è una novità, non è un male e soprattutto non è una prerogativa esclusivamente italiana. Tutte le ultime elezioni che hanno riguardato le principali democrazie si sono sempre risolte al fotofinish, l’unica eccezione che mi viene in mente è l’ultimo ballottaggio presidenziale francese quello fra Chirac e Le Pen. In altri casi invece si sono avuti casi dove non è uscita nessuna maggioranza oppure si sono avute situazioni dove il risultato è stato influenzato non da regole alla cazzo, ma da altro. Se oggi Zapatero è il leader che tanto apprezziamo non dobbiamo dimenticare, che a determinare la sua vittoria fu una bugia in seguito ad un evento drammatico. Ma questo non gl impedisce di giovernare egregiamente.

Risultato politico
Il risultato politico è inutile negarlo mi ha deluso, ieri è stato il giorno politicamente più pesante della mia vita, sicuramente peggiore delle elezioni del ’94. Al di là della beffa degli exit poll, che ha reso il proseguire del giorno ancora più amaro, complessivamente pensavo che andasse meglio. Fra i due schieramenti secondo me c’era una differenza di 4 punti percentuali non di 7 centesimi di punto, tacendo del Senato.
Se una parte di popolazione, principalmente concentrata al nord, ci ha voltato le spalle oppure una parte solitamente astensionista è andata a votare scegliendo centrodestra non credo dipenda da questioni di mera alchimia politica sulle modalità di presentazione dei simboli o roba simile. Più banalmente c’è una parte di popolazione con cui non abbiamo un rapporto o che non si fida del centrosinistra. Sono appunto quelli che non votano mai o quasi e che magari non dicono cosa votano, e questo spiega gli errori dei sondaggi e negli exit poll. Questi elettori invisibili noi li abbiamo persi, Berlusconi invece è stato bravissimo, ha puntato alla loro pancia e li ha conquistati.
Credo sia necessario farsi un’idea chiara di chi siano queste persone e capire cosa vogliono, limitarsi a disprezzarli non ha senso. Io un po’ me li immagino e penso che con loro non servono gli intellettuali, ma un po’ di sana concretezza per mostrare che noi rispetto al centrodestra non ci fermiamo alle parole.
Di positivo, c’è da sottolineare che la differenza fra Camera e Senato mostra come i giovani si siano schierati in grande maggioranza dalla nostra parte.
Le regole del gioco
Le regole erano alla cazzo, siccome a volte c’è una giustizia si sono rivoltate contro chi le ha volute. Nonostante siano stati decisivi, il voto degli italiani all’estero per me rimane un non senso. Come erano senso i premi di maggioranza attribuiti alle singole regioni. C’erano infatti regioni con un numero di abitanti quasi uguale che attribuivano premi di maggioranza diversissimi. Così come è stata indecente l’abolizione delle preferenze.

Chi non ci sarà più ministro
Sottotitolo: ne è valsa la pena
Berlusconi, Castelli, Buttiglione, La Loggia, Tremonti, Landolfi, Maroni, Lunrardi e altri.

Quello che è successo dalle 2,30 alle 3,00
Molti hanno avuto da ridire sulla festa in Piazza io invece penso sia stato un atto dovuto verso chi ha passato ore in una piazza. La cosa più terribile di quei momenti sono comunque le occhiaie di Fassino in sala stampa.

Porta a porta dalle 1 alle 3
Nonostante fossi emotivamente coinvolto in dei momenti era impossibile non ridere, ad un certo punto 4 persone dialogavano, ma ognuna di loro parlava di un argomento differente.
Se avessi avuto come fratello minore un tipo come quello della nexus, avrei una cattiveria e un sadismo molto più sviluppati.
L’inviato al Viminale a un certo punto mi ha fatto pena, continuava a sciorinare i dati del Senato quando non interessavano più a nessuno, mentre per la Camera, si militava a dire la percentuale degli schieramenti dicendo che non era in possesso di altri dati, quando sarebbe bastato dare un’occhiata su internet per vedere quante sezioni mancavano al termine dello scrutinio e la differenza fra i due schieramenti in termini assoluti.

Simboli sostanza e apparenza
L’Ulivo ha preso in percentuali più voti dei DS e Margherita: partito democratico subito!
Rifondazione Comunista alla camera ha preso meno 300.000 voti rispetto al Senato. Può dipendere da molti fattori, al Senato comunque il simbolo dei Comunisti italiani era piccolino, piccolino.

E infine: Abbiamo Vinto!! E i fiorentini stasera festeggiano in Piazza Santa Croce.


Rss Commenti

1 Commento

  1. I conti si fanno alla fine e se hai vinto ti faccio già i complimenti

    mi riterrei offeso se i miei rappresentanti facessero quanto consigliato da dalema “se un senatore di maggioranza si sente male in altre democrazie le opposizioni fanno uscire un senatore di minoranza”

    se e ripeto se….. una coalizione è maggioranza e come tale si presenta, almeno se non si accetano grosse coalizioni, è bene che i suoi componenti si facciano molti vaccini

    #1 roberto

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