Ci vuole un fisico bestiale

by Franco Bellacci

Una delle attività più faticose della campagna elettorale, è il giro nelle case dei cittadini che da quando sanno che ci sono le elezioni, tutte le volte che ti vedono dicono “ricordati di portarci a vedere le schede”, “non ti scordare di venire, che finisce che poi si sbaglia a votare”. Per qualcuno sarà difficile da credere, ma per le persone di una certa età, anche relativamente giovani, il rischio di sbagliare li terrorizza. Per questo chiedono a qualcuno che “la pensa come loro” di mostrargli i fac-simili delle schede e fargli vedere come si vota. Oggi pomeriggio è dedicato al giro. Troverò persone sole, mogli con mariti, altre che hanno invitato a casa le amiche. In totale mi toccheranno una dozzina di caffè, fra normali e d’orzo, quattro o cinque thè, tanti cioccolatini, caramelle sperlari e, sono certo, anche le mitiche caramelle Rossana. Quando tornerò a casa, sarò contento e stremato, che al confronto quando scalai il Mont Ventoux ero fresco come una rosa.

il bene, il male e i fischi

by Franco Bellacci

Come, le suore di Calcutta, l’unicef, medici senza frontiere, amnesty international, gli angeli della città, i pompieri di New York e di tanti altri l’Arsenal è fra quello che combattono le forze del male. I fischi dei sostenitori bianconeri, che ieri sera hanno accompagnato i giocatori juventini durante il secondo tempo e mentre uscivano dal campo, mi portano a fare due considerazioni:

  1. La superlega non è la soluzione per eliminare il problema juventus dal calcio italiano. La juventus infatti, per una serie di ragioni qui ampiamente illustrate in passato, non è competitiva in Europa, però per continuare ad esistere deve stare ai vertici, altrimenti è abbandonata anche dai suoi tifosi virtuali, quelli televisivi, quelli reali infatti hanno abbandonato lo stadio da tempo. Per questo è logico pensare infatti che la juventus in superlega non resisterebbe più di due, tre anni.
  2. I tifosi juventini ieri sera hanno scoperto che il calcio è un gioco che si può anche perdere. Non che non lo sapessero, ogni squadra ha un curriculum di sconfitte che supera ampiamente le vittorie. Quest’anno però per gli juventini era diverso, un martellamento continuo ininterrotto da parte dei media, aveva di fatto convinto i tifosi bianconeri, almeno la parte più sprovveduta, che quest’anno la loro squadra fosse la più forte di tutte, fosse la più forte di sempre. Inoltre che i 4 moschettieri sarebbero capaci di azzerare il debito pubblico italiano e portare la democrazia, affidandosi solo ad azioni diplomatiche, anche in Arabia Saudita e in Bielorussia. Questa era la realtà di cui si erano convinti gli juventini che guardavano le partite sapendo che il risultato alla fine doveva premiarli. Questo però non è calcio, è wrestling. E anche se in Italia chi conta ha fatto molto per trasformare il calcio da sport vero a wrestling, questo passaggio, almeno in Europa deve ancora avvenire.