oligarchie

by Franco Bellacci

Se l’Ascoli in classifica non è fra il Treviso e il Lecce una buona parte del merito è del suo allenatore Marco Giampaolo, che è rusicito a dare ad una squadra obbiettivamente abbastanza modesta un gioco brioso e efficace. Oltre ad essere bravo, poi è uno dei pochi allenatori che parla al plurale sia in caso di vittoria che di sconfitta.
Uno su cui scommettere insomma. Oggi però, i suoi fan hanno avuto la mazzata. Una squalifica fino al 15 maggio per “violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità di cui all’art. 1 del codice di giustizia sportiva, nonchè degli articoli 37 e 38, comma 4, del regolamento del Settore Tecnico”.
Sleale, scorretto e improbo. Cosa mai avrà combinato, si è forse venduto una partita? avrà umiliato gratuitamente alcuni calciatori durante un allenamento, oppure minacciato un arbitro?
Niente di tutto questo.
Semplicemente non ha la patente da allenatore. Per essere allenatori infatti non basta convincere un presidente di calcio, del fatto che sei uno bravo ad allenare una squadra  (almeno fino a quando non cambierà idea), occorre frequentare un corso, anzi un supercorso, che ti rilascerà il patentino, che già questo è un controsenso, un supercorso dovrebbe rilasciare una superpatente, un patentone, non un patentino.
Il problema è che questo supercorso è a numero chiuso e si accede tramite graduatoria, una graduatoria che tiene conto della carriera come calciatore, più prestigiosa è stata la carriera più punti sono attribuiti e della curriculum come allenatore nelle categorie inferiori e/o giovanili.
E se uno è bravo lo stesso, tanto da non aver bisogno di fare gavetta nelle serie inferiori ma come calciatore ha fatto pena? semplice, sarà un abusivo che viola i doveri di lealtà, correttezza e probità.
E’ ovvio che tutto questo è semplicemente ridicolo, le capacità di un allenatore si misurano sul campo e siccome in un team che si occupa di preparare una squadra esistono i preparatori atletici, i medici, i dietologi ecc. non si può neanche giustificare queste misure con la scusa che gli allenatori devono avere delle conoscenze che tutelino la salute degli atleti. Ma sopratutto con benefattori come Zamparini, Cellino, Tonellotto che ad oggi in questa stagione hanno dato lavoro ad una dozzina d’allenatori queste barriere all’ingresso rischiano di esaurire l’offerta di allenatori sul mercato.


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