Arsenal

by Franco Bellacci

Oggi a chi mi ha chiesto perché avrei tifato per l’Arsenal invece che per la juventus, facendomi intendere che facendo così avrei tradito in qualche modo la mia nazione, ho risposto prendendo in prestito le parole che il Bartali televisivo dice a Godet “per me non esistono né italiani, né inglesi, esistono solo uomini e – ho concluso – quando in una partita di calcio degli uomini indossano una maglia bianconera io sono per gli altri”.
Ma non è questo il punto. Come pure non è il caso di soffermarsi troppo sul punteggio, in queste gare conta quello che accade nei 180 minuti, né sul fatto che la juventus il primo tiro in porta lo abbia fatto all’80° minuto e che il miglior bianconero sia stato Buffon. Forse qualcosa bisognerebbe dire sul commento dei cronisti che denunciavano i “problemi di rosa” dei bianconeri e quel vantaggio che, secondo Capello, avrebbe avuto l’Arsenal per non aver giocato sabato scorso in campionato. Sono una persona educata e non potrei commentare e allo stesso tempo rimanere fedele a questo modo di essere.
Il punto importante è un altro. Ha ragione chi dice che gli arbitraggi italiani non aiutano la juventus, anzi, stasera l’hanno danneggiata. I bianconeri infatti, abituati agli standard dei Dattilo, dei Palanca e compagnia, ormai scendono in campo convinti che il regolamento scritto sia una cosa che non li riguarda. Invece in Europa capita anche di incontrare arbitri che abbiano deciso di applicare il regolamento, che se vedeno un fallo fischiano e se vede un fallo duro estraggono il cartellino giallo. Nulla di strano, ma per la juventus qualcosa di straordinario: 2 ammoniti e 2 espulsi.
Stasera mi piacerebbe essere Rino Tommasi per dire quando alla juventus è capitato di finire una partita in 9 in Italia. Probabilmente quando ai vertici del calcio italiano c’erano Pro Patria e Pro Vercelli.

Sotto un classico della settimana enigmistica: individua le differenze

arbitro vero arbitro?

Su Repubblica parlano della top ten degli assoli di chitarra, riprendendo un sondaggio effettuato dalla rivista inglese Total Guitar  Classifica che non ho la competenza di discutere, se non per l’ottavo posto occupato, secondo l’articolo all’ottavo posto ci sarebbe Ozzy Osbourne con l’assolo di Crazy Train.

oligarchie

by Franco Bellacci

Se l’Ascoli in classifica non è fra il Treviso e il Lecce una buona parte del merito è del suo allenatore Marco Giampaolo, che è rusicito a dare ad una squadra obbiettivamente abbastanza modesta un gioco brioso e efficace. Oltre ad essere bravo, poi è uno dei pochi allenatori che parla al plurale sia in caso di vittoria che di sconfitta.
Uno su cui scommettere insomma. Oggi però, i suoi fan hanno avuto la mazzata. Una squalifica fino al 15 maggio per “violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità di cui all’art. 1 del codice di giustizia sportiva, nonchè degli articoli 37 e 38, comma 4, del regolamento del Settore Tecnico”.
Sleale, scorretto e improbo. Cosa mai avrà combinato, si è forse venduto una partita? avrà umiliato gratuitamente alcuni calciatori durante un allenamento, oppure minacciato un arbitro?
Niente di tutto questo.
Semplicemente non ha la patente da allenatore. Per essere allenatori infatti non basta convincere un presidente di calcio, del fatto che sei uno bravo ad allenare una squadra  (almeno fino a quando non cambierà idea), occorre frequentare un corso, anzi un supercorso, che ti rilascerà il patentino, che già questo è un controsenso, un supercorso dovrebbe rilasciare una superpatente, un patentone, non un patentino.
Il problema è che questo supercorso è a numero chiuso e si accede tramite graduatoria, una graduatoria che tiene conto della carriera come calciatore, più prestigiosa è stata la carriera più punti sono attribuiti e della curriculum come allenatore nelle categorie inferiori e/o giovanili.
E se uno è bravo lo stesso, tanto da non aver bisogno di fare gavetta nelle serie inferiori ma come calciatore ha fatto pena? semplice, sarà un abusivo che viola i doveri di lealtà, correttezza e probità.
E’ ovvio che tutto questo è semplicemente ridicolo, le capacità di un allenatore si misurano sul campo e siccome in un team che si occupa di preparare una squadra esistono i preparatori atletici, i medici, i dietologi ecc. non si può neanche giustificare queste misure con la scusa che gli allenatori devono avere delle conoscenze che tutelino la salute degli atleti. Ma sopratutto con benefattori come Zamparini, Cellino, Tonellotto che ad oggi in questa stagione hanno dato lavoro ad una dozzina d’allenatori queste barriere all’ingresso rischiano di esaurire l’offerta di allenatori sul mercato.