ricette sul debito pubblico della cdl
by Franco Bellacci- Published:Marzo 27th, 2006
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il programma della cdl sulla finanza, che qui si legge integralmente riporta:
- l’attivo è superiore al passivo. Il patrimonio pubblico (circa 1.800 miliardi di euro) è in specie superiore al debito pubblico (circa 1.500 miliardi di euro);
- tutto il passivo è collocato come debito pubblico sul mercato, mentre la parte di attivo che potrebbe essere collocata e valorizzata sul mercato, fatta da azioni, aziende, immobili, crediti, diritti di concessione, etc. (fino al 40% del totale, fino a circa 700 miliardi di euro) è ancora in mano pubblica;
- mentre quasi tutto il debito pubblico è del Governo centrale (dello Stato), il grosso del patrimonio pubblico che può essere collocato e valorizzato sul mercato – circa i due terzi del totale – è dei Governi locali (Regioni, Province, Comuni).
Dunque, il totale del patrimonio pubblico (immobili, aziende, azioni, ecc.) vale 1.800 miliardi di euro e per due terzi è di proprietà di degli enti locali e delle Regioni.
Il programma, poi continua:
La nostra proposta è un grande e libero patto tra Stato, Regioni, Province, Comuni, risparmiatori ed investitori…che
- riduca il debito dello Stato, immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico;
Quindi la ricetta del centrodestra è la vendita del 40% patrimonio pubblico, quella che, secondo loro, può essere immessa sul mercato, corrispondente a 700 miliardi di euro. Per capire quello che ha in testa il centrodestra, ognuno può far riferimento alla propria città, individuare i beni di maggior valore e pensare che poco meno della metà dovrebbero essere venduti. A meno che il centrodestra non voglia far credere che il 40% del patrimonio pubblico sia costituito dagli ospedali chiusi e le caserme dismesse.
Quest’operazione comporterebbe certamente una diminuzione del debito pubblico, pensate a quanto potrebbe far incassare la vendita degli Uffizi, di Palazzo Vecchio, di Palazzo Pitti, di Boboli. Non bisogna però sottovalutare alcuni effetti collaterali, come l’evidente impoverimento della ricchezza pubblica e la necessità concreta per molte amministrazioni di dover affittare nuovi locali e quindi un peggioramento del bilancio corrente, creando quindi i presupposti per un rilancio del debito pubblico.
E’ vero che il centrodestra è destinato alla sconfitta e quindi forse non ha molto senso approfondire il programma dello schieramento, però non è neanche giusto far finta che non esista, quantomeno per sapere da cosa stiamo scampando.













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