Il mistero della cotoletta
by Franco Bellacci- Published:Marzo 17th, 2006
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- Category:alimenti e bevande
La discussione che risale ad un paio di settimane è stata affrontata fa 3 carnivori: Io, MM, intenditore di carne per tradizione familiare e Volpe, uomo di mondo, anche se non ha fatto il militare a Cuneo, ma a Bresso. Tenete a mente questo particolare, perchè in questo contesto la questione è rilevante. Ad un certo punto la discussione cade sulla cotoletta alla milanese, che secondo Volpe è carne di maiale, io ed MM lo riprendiamo dicendo che si sbagliava, perché si tratta di carne di manzo. Per avvalorare la propria tesi, noi facciamo riferimento alla nostra autorevolezza in campo alimentare, Volpe al suo anno al servizio della patria nei pressi di Milano. Successivi indagini fanno propendere per il manzo, anche se nel chiedere non è mancato chi è stato ingannato dall’a-pollo dell’autogrill. Oggi ho fatto la prova sul campo, nell’unico ristorante trovato nei pressi del palazzo di giustizia, ho ordinato prima risotto allo zafferano poi la cotoletta alla milanese. Ebbene quella che mi hanno portato a 2 persone sembrava maiale, mentre a me sembrava manzo. Ovviamente non l’abbiamo chiesto. Insomma, il mistero si infittisce.













6 Commenti
La cotoletta alla milanese si prepara con carne bovina. Se qualcuno spaccia fettine di porco impanate per cotolette alla milanese, credo che possa rientrare nella categoria dei cazzari.
in genere è carne bovina, ma non dimentichiamo che è un piatto di derivazione austriaca (wiener schnitzel) e li si usa solo carne di maiale (e si capisce che lo è)
Grazie per i chiarimenti, che però converrete con me, non danno una risposta definitiva. Se ho capito però è bovina, ma se qualcuno laprepare con il maiale, non è poi un fuori dal mondo.
bovina, con l’osso e fritta nel burro…
Amici, la vera cotelètta a la milanes è rigorosamente cucinata utilizzando lombata di vitello con l’osso, quindi alta, passata nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato e poi fritta nel burro. Non confondetevi con la wienerschnitzel,che è una fettina molto sottile di noce di vitello o anche di maiale, passata nella farina, nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato e poi fritta nel grasso di maiale. Tutta un’altra cosa. Della cotoletta alla milanes si parla già su tewsti del 1100, mentre la wienerschnitzel incomincia a essere citata a fine ‘700.
Franco, un link internet a un ristorante milanese che ti può interessare:
http://www.lacotoletteria.com/pages/cotoletteria/cucina.cfm
...e questa è la ricetta, se vuoi fartela a casa:
“Prendasi una costoletta di vitello o nodino che abbia il suo osso attaccato, altrimenti sarebbe almeno esagerato e fuori luogo chiamarla costoletta… E la si scelga né troppo grassa né troppo magra, ma più sul magro che sul grasso. La si stenda sul tagliere e col pestacarne si cominci a tormentarla dolcemente di modo che le fibrille della carne non si spappolino, ma si rompano. Quando questa operazione che può anche durare una ventina di minuti è finita, la costoletta viene fatta passare in uovo battuto, poi in pane grattugiato. Anche questa operazione va ripetuta almeno due volte per garantire una impanatura perfetta e regolare. Sul fuoco si sarà nel frattempo messo a sciogliere un grosso pezzo di butirro e poco olio di oliva finissimo, in modo da giungere alla bollitura. In esso si faranno passare le costolette che debbono, per essere mangiabili e perfette, risultare dorate in ogni loro parte. Prima di portarle in tavola, le costolette vanno finite, cioè bisogna coprire i ‘manici’ di ciascuna con un decoro di carta. Un tempo infatti i buoni milanesi non avrebbero per nessuna ragione al mondo rinunciato ad agguantare l’osso e a rosicchiare la saporita carne fino in fondo. Ci sembra inutile aggiungere che i contorni ideali sono l’insalata, le patate fritte alla francese, ma specialmente il risotto alla milanese. E sia eterna lode al Sacro Bue e ai doni impanabili che esso ci profonde! Nel nome del padre bue, del figlio vitello e dello spirto mucca, amen.”