In attesa di una versione podcast in mp3 (cari blogger tecnologici, voi potreste farlo, vi dividete il compito e registrate un pezzo per uno), di un video o almeno di una versione in A5 su carta, c’è da capire cosa fare per assimilare questo programma. Leggerlo a video non se ne parla. 280 pagine su un monitor è una pratica che uno rischia di dover chiedere la pensione d’invalidità per problemi agli occhi, così l’Unione avrebbe ulteriori problemi una volta al governo. Quindi non c’è altra soluzione che il passaggio su carta. 281 pagine sono più di mezza risma e una bella botta alla cartuccia a meno che uno non abbia la stampante laser. Di solito però la laser è in ufficio, purtroppo però la stampa di 281 pagine di cazzi propri non è proprio un gesto che passa inosservato soprattutto se fra i colleghi c’è qualche simpatizzante del centro-destra.
E se anche uno riesce a venire a capo di questi problemi rimane comunque la scomodità di portarsi dietro qualcosa che nella forma ricorda un mattone molto grande.
Comunque sia, vedo che molti hanno superato questi livelli di difficoltà e sono già oltre. Leggendo giornali, blog, vedo che nonostante la evidente lunghezza quando si parla di questo programma, è solo per dire che manca qualcosa, se c’è è lacunosa, se c’è ed è approfondita è poco coraggiosa. Questi, mi sembra, siano i primi giudizi.
Io, per ora, ne ho letto solo qualche parte. Un capitolo che ho letto e di cui sono particolarmente fiero è quello relativo ai migranti, argomento su cui penso di poter dire qualcosa con una certa cognizione di causa. Questa è una parte di programma scritta con cervello e cuore e punta all’intelligenza e non all’emotività (se a qualcuno interessa magari entro anche nei particolari).
Per questo penso che non farà guadagnare voti. Ma tanto non è per questo che si fanno i programmi.

un video da vedere

by Franco Bellacci

Nel senso che va visto. 2 minuti e 46 (dopo 15 secondi di pubblicità) che parlano della Storia della squadra di calcio più importante della città dove si stanno svolgendo le Olimpiadi. Eccolo qui e poi cliccare su “Torino remembers a tragedy”