censura di stato

by Franco Bellacci

Lo web hijacking, è quella pratica che consiste nel sequestro di siti web e di solito è un’azione esclusiva di truffatori, cracker, phisher, insomma di gente poco buona con intenzioni poco buone. Per trovare uno Stato che abbia utilizzato una pratica simile, che ha evidenti finalità censorie, bisogna pensare a campioni di democrazia come Arabia Saudita, Iran, Cina, Vietnam. Quindi potete essere certi che se qui in Italia, digitate un indirizzo e siete reindirizzati altrove, su un altro sito senza la volontà di chi gestisce il sito che volete raggiungere, state certi che c’è sotto la mano di un truffatore.
Questo era vero fino ad ieri.
Da oggi in Italia 516 siti sono bloccati. Non sono più raggiungibili, ma se si prova ad visitarli si viene indirizzati altrove, su una pagina che ci dice sito non raggiungibile (cliccando si vede un esempio).
censura Lo web hijacking quando è deciso dal governo ha un nome più semplice: censura. Da oggi in Italia il governo stabilisce quello che è lecito trovare su Internet e quello che non lo è. Nello specifico la censura riguarda siti di scommesse. Fra questi ci sono i siti dei peggiori spammers e altri di storiche agenzie di bookmakers inglesi, quelli dove si può scommettere su tutto, dalla ricomparsa di Jim Morrison a chi vincerà fra Prodi e Berlusconi (su unibet le ultime quote davano Prodi a 1,31, Berlusconi a 2,85 altri a 18).
Il punto però non è la raggiungibilità dei siti di scommesse, oggi è semplicemente toccato a loro, ma domani?
Qui ne parlano più approfonditamente.

polli valdarnesi

by Franco Bellacci

pollo valdarnoIl pollo Valdarno è uno dei tanti vanti alimentari di queste zone. Il motivo della sua diffusione dipende dalle condizioni socio economiche della zona. Qua infatti era sviluppata la mezzadria  e per i mezzadri la regola era questa: metà al contadino, metà al padrone, l’unica eccezione erano i polli, che di fatto costituivano la vera ricchezza del contadino.
Il motivo del suo successo dipende dal fatto che è l’ultima razza di pollo che vive allo stato brado nei campi. Inoltre vive 6 mesi rispetto ai 45 giorni di quello  d’allevamento. Deve stare all’aperto perchè è una razza claustrofobica, se non ha un suo spazio inizia ad aggredire gli altri polli:  claustrofobico e cannibale dunque ma anche gustoso. Tutto un altro mangiare rispetto a quello d’allevamento.
L’aviaria però rischia di far estinguere la razza bianca del pollo valdarno, dopo quella nera che è estinta da qualche decennio. Se infatti  nella zona arrivasse qualche traccia del virus attraverso qualche volatile migratore, i polli dovrebbero essere uccisi o chiusi in capannoni
dove comunque non sopravviverebbero. Una soluzione è stata individuata nella costruzione di pollai lontani dai punti attraversati dai migratori che passano da queste parti, una sorta di arca di Noè per polli. L’idea mi è sembrata buona, però chiedendo in giro nessuno mi ha saputo dire  nulla quindi i casi sono due o la notizia che ho letto dei “pollai reliquia” è un’invenzione  oppure qualcuno mi ha scambiato per un migratore.

Podcasta, clicca registra

by Franco Bellacci

Il Generatore di dotcom stronze del Web2.0 dal Phibbi

Berlingaccio

by Franco Bellacci

Oggi è Berlingaccio, non so se fuori Toscana, o già fuori Firenze questa parola vuol dire qualcosa. L’etimo non è chiarissimo, ci sono varie ipotesi, che però tutto sommato tutte richiamano il mangiare “per Berlingaccio chi non ha ciccia ammazzi i gatto”, ma anche il bere, il leccare, il parlare. Berlingaccio ricorre il giorno del giovedì prima della fine di carnevale, e al tempo dei Medici era il giorno in cui si poteva straviziare. E i fiorentini straviziavano, peccati di gola e non solo quelli. Nonostante la processione dei fratelli incappucciati della compagnia di Sant’Albero della Morte, con la quale invitavano i fiorentini alla redenzione. Purtroppo per i fratelli, i fiorentini avrebbero accolto il loro invito solo a partire dal giorno dopo. Purtroppo per noi, invece, Berlingaccio è rimasto un giorno dove si mangia carne e dolci, praticamente quello che si fa già tutto l’anno e mentre della parte più peccaminosa abbiamo perso ogni traccia. E secondo me il vero peccato non era il Berlingaccio dei fiorentini, ma averlo perso.

Nuovi dubbi

by Franco Bellacci

Dopo il sostenziale fallimento del concerto degli oasis dove sono state suonate lo zero per cento delle canzoni che volevo sentire, per quanto non possa negare che il denominatore (1) era molto basso, mi chiedo se è il caso di riprovare con Lou Reed, venerdì sera, considerando anche che il mio target di riferimento in questo caso è di circa 4/5 canzoni.

quesiti e mittenti

by Franco Bellacci

In un’ipotetica suddivisione per categorie delle persone che inviano mail, si possono individuare 2 categorie particolarmente originali:

1 quelli che ti telefonano per annunciarti: “sto per inviarti una mail” oppure “ti ho appena inviato una mail”, una piccola variante che rende ancora piu inutile la telefonata, perché se per qualche motivo remoto tu volessi rispondergli “no, da te non voglio mail” non potresti. Di solito la telefonata avviene con grande tempestività, mentre sei in vespa nella corsia centrale di una circonvallazione, e quindi devi accostare, toglierti il casco ecc. ecc.. Oppure nel mezzo di una riunione tanto importante quanto noiosa quando hai appena preso la parola e non puoi spengere il telefono perché stai aspettando una telefonata importante.
2 quelli che ti inviano la mail che consiste nella scritta “vedi allegato” nel corpo e un allegato, appunto, di word, che ha nell’intestazione un simbolo microscopico ridotto tirandolo per un angolo utilizzando un’immagine che nella sua dimensione originale è adatta per un manifesto 70 per 100, e infatti l’allegato è di circa 2 mega. Il testo che segue poi, di solito, ha un’importanza inversamente proporzionale alla pesantezza dell’immagine che funge da intestazione.
Mi sono sempre chiesto se fossero piu fessi i primi o i secondi. Per fortuna negli ultimi giorni ho ricevuto delle mail da persone che sono riuscite nell’impresa di appartenere ad entrambe le categorie. Così almeno ho eliminato il dilemma.

Sul futuro dei porcospini

by Franco Bellacci

Su Internazionale c’è un articolo, preso dal guardian, che annuncia la possibile estinzione dei porcospini. Questa notizia mi ha despresso per due motivi, che sono i due motivi per cui a me piace questo animale. Il primo motivo dipende dal fatto che è uno dei pochi animali che posso disegnare senza destare equivoci sulla mia volontà. Se disegno un porcospino, si capisce che voglio disegnare un porcospino, se disegno, ed esempio, una tigre, questa può essere scambiata per molti altri animali, praticamente quasi tutti i quattrozampe.
Il secondo motivo è il carattere, a me il porcospino ha sempre dato l’idea di uno che se la gode. Si piazza lì, nel mezzo del prato e guarda con indifferenza il resto del mondo. Inoltre ho sempre pensato che sia un animale indipendente, mite di carattere, che sta nel suo, senza disturbare nessuno e capace di difendersi se qualcuno prova a rompergli le scatole.
La lettura dell’articolo oltretutto conferma questa sensazione: tranquillo, notturno, discreto, dignitoso. Dicono anche che sia un po’ stupido e questo per la verità non me l’aspettavo. In realtà non è stato fatto un grande studio su questo punto, semplicemente è stato fatto un esperimento su un porcospino, esperimento dove l’animale non ha brillato per acume.
A dire la verità la lettura un po’ mi ha tranquillizzato, la tesi che stia per estinguersi infatti è dedotta in modo un po’ bizzarro, cioè che sono sempre meno i porcospini spiaccicati sull’asfalto dalle auto. Tanti porcospini nel bosco uguale a tanti porcospini sull’asfalto. Pochi porcospini sull’asfalto, pochi porcospini nel bosco.
Può darsi benissimo sia così, però io, voglio sperare che le cose stiano diversamente, ad esempio, potrebbe essere che questi porcospini non siano così stupidi come qualcuno si crede, ma che nel tempo abbiano capito quanto sia pericolosa la strada.
Oppure, può essere che ci siano gruppi con capacità diverse anche fra i porcospini. Magari coesistono porcospini stupidi (quello dell’esperimento sicuramente era uno di questi), insieme ad altri più intelligenti, che hanno abbandonato la strada da tempo, mentre quelli in via d’estinzione sono solo quelli stupidi che continuano a frequentare luoghi pericolosi.
L’esperimento del resto è basato sull’osservazione di un fenomeno e questo tipo d’esperimento ha sempre un limite, quello di pensare che esista solo quello che si vede.

Miracolo a Torino

by Franco Bellacci

Non si parla dei dirigenti juventini che hanno deciso di diventare sobri, teneri, limpidi, corretti, simpatici, garbati, discreti e, infine, di vuotare il sacco. Si parla invece di una festa.” Quella di sabato sera allo stadio Filadelfia è stata una serata speciale, un viaggio nel tempo in cui le ombre hanno preso forma e sostanza. Indimenticabile per tutti quelli che sono malati di Toro.”

In attesa di una versione podcast in mp3 (cari blogger tecnologici, voi potreste farlo, vi dividete il compito e registrate un pezzo per uno), di un video o almeno di una versione in A5 su carta, c’è da capire cosa fare per assimilare questo programma. Leggerlo a video non se ne parla. 280 pagine su un monitor è una pratica che uno rischia di dover chiedere la pensione d’invalidità per problemi agli occhi, così l’Unione avrebbe ulteriori problemi una volta al governo. Quindi non c’è altra soluzione che il passaggio su carta. 281 pagine sono più di mezza risma e una bella botta alla cartuccia a meno che uno non abbia la stampante laser. Di solito però la laser è in ufficio, purtroppo però la stampa di 281 pagine di cazzi propri non è proprio un gesto che passa inosservato soprattutto se fra i colleghi c’è qualche simpatizzante del centro-destra.
E se anche uno riesce a venire a capo di questi problemi rimane comunque la scomodità di portarsi dietro qualcosa che nella forma ricorda un mattone molto grande.
Comunque sia, vedo che molti hanno superato questi livelli di difficoltà e sono già oltre. Leggendo giornali, blog, vedo che nonostante la evidente lunghezza quando si parla di questo programma, è solo per dire che manca qualcosa, se c’è è lacunosa, se c’è ed è approfondita è poco coraggiosa. Questi, mi sembra, siano i primi giudizi.
Io, per ora, ne ho letto solo qualche parte. Un capitolo che ho letto e di cui sono particolarmente fiero è quello relativo ai migranti, argomento su cui penso di poter dire qualcosa con una certa cognizione di causa. Questa è una parte di programma scritta con cervello e cuore e punta all’intelligenza e non all’emotività (se a qualcuno interessa magari entro anche nei particolari).
Per questo penso che non farà guadagnare voti. Ma tanto non è per questo che si fanno i programmi.

un video da vedere

by Franco Bellacci

Nel senso che va visto. 2 minuti e 46 (dopo 15 secondi di pubblicità) che parlano della Storia della squadra di calcio più importante della città dove si stanno svolgendo le Olimpiadi. Eccolo qui e poi cliccare su “Torino remembers a tragedy”

conflitti dimenticati

by Franco Bellacci

clicca per vedere la foto più grande
A Firenze solitamente si presta molta attenzione a conflitti insidi, mentre sono trascurati altri che investono decine di persone e gruppi molto consistenti. Uno di questi è quello che si è sviluppati i mesi scorsi fra la “corte dei conti di Firenze” e i ciclisti urbani. Pietra dello scandalo è la recinzione della sede della corte dei conti che a Firenze è in fondo a Viale Mazzini nelle immediate vicinanze della stazione di Campo di Marte. Tantochè i ciclisti spesso hanno utilizzato la recinzione per legare, in totale tranquillità, la propria bici.
Fino a quando non comparirono 5 o 6 cartelli dal tono decisamente minaccioso e con un uso dei grassetti da far pensare che av averlo scritto fosse stato Beppe Grillo o Antonio di Pietro

clicca sulla foto per leggere il cartello
Per i ciclisti, in evidente situazione di svantaggio, non rimase altro che ammontare le bici da altre parti e soprattutto quelli che amano le recinzioni utilizzare al massimo quella della scuola che costeggia Viale Mannelli.
Rapidamente però i cartelli iniziarono a sparire, 5,4,3,2,1, nessuno. Dopo qualche settimana il recinto della corte non aveva più nessun cartello minaccioso. Nessuno sa con certezza chi li abbia rimossi: i ciclisti arrabbiati, un custode su disposizione del presidente della corte, evidentemente pentito, un giudice ribelle solidale con i ciclisti, magari uno della corte che si chiama Mascetti, sarebbe sicuramente stato un possibile indiziato del gesto.
Non si sa, fatto sta che i cartelli sono scomparsi e che timidamente hanno cominciato a tornare le bici.
Ieri c’è stata l’inaugurazione dell’anno giudiziario alla corte dei conti. E il Presidente non ha minimamente fatto cenno alla diatriba con i ciclisti, che si stia per aprire una fase idilliaca con i ciclisti?

il programma

by Franco Bellacci

Si chiama Per il bene dell’Italia – programma di governo 2006-2001, è lungo, sono 279 pagine, ma del resto sono tante le cose da fare dopo i 5 anni che abbiamo passato. E’ qui in file pdf di 600K.
Per il programma degli avversari, per ora, bisogna rivolgersi a “chi l’ha visto?”.

Certamente ho certo goduto per la partita, ma questo non mi ha impedito di rimanere disgustato quando ho visto le performances arbitrali di ieri sera.
Un arbitro che arriva in A è davvero uno su mille che ce l’ha fatta. Sono i migliori venti di una selezione che ha coinvolto qualche decine di migliaia di persone. E siccome gli errori di ieri non sono tollerabili nenache nell’Anspi non si può non pensare ad altro.
A me piacerebbe sapere se oggi Palanca si sia rivisto in tv e sopratutto mi piacerebbe sapere cosa pensa del suo finale di partita. Se è davvero in buona fede dovrebbe credo che dovrebbe prendere atto che lui con il ruolo d’arbitro non ci azzecca nulla.
Io però, per il rispetto che si deve a quelle decine di supervisori che l’hanno via via promosso e portato dai dilettanti alla serie A, non posso pensare che sia così incapace. Per questo sono portato a credere alla sua buona fede come posso credere alla buona fede di qualcuno che vuol pagare il conto con delle banconote da un euro.
E il contesto in cui si è verificato il tutto, mi porta a pensare che la situazione sia ad un livello di marciume così avanzato, che chi decide, chi vuol vincere (poi sono gli stessi) non si accontenti più del riguardo dovuto alla cosidetta sudditanza psicologica. Il livello che abbiamo raggiunto è così spudorato che questi pretendano il bonus settimanale.
Per cui va bene esultare, essere contenti per una bella squadra e per uno stadio in festa, ma comunque questo rimane un particolare di un quadro d’insieme incancrenito.

E’ sicuro

by Franco Bellacci

Bello il Franchi, tanta gioia, bei colori, tanti interisti in più o meno in incognito. Bello tutto insomma. Un paio d’ore che riempiono il cuore.
Poi uno torna a casa vede quello che combinano quelli che dovrebbero stare sopra le parti, e allora, quel sospetto che uno ha da tempo diventa certezza: il calcio è finito! Un paio d’anni al massimo e non rimarranno che un po’ di macerie.

Fiorentini

by Franco Bellacci

Venerdì sera, unitevi.

1 i fans degli Oasis si fanno più canne di quelli che frequentano la Fiesole;
2 c’è un sacco di gente pettinata in modo strano, che però io non vedo mai in giro;
3 il nuovo impianto che elimina l’effetto rimbombo del Mandela Forum funziona davvero;
4 andare ad un concerto per una sola canzone non ha senso, perché c’è il concreto rischio che non venga fatta.

auspici

by Franco Bellacci

E al primo che dirà “tanto la juve è così forte che non ha bisogno di questi aiuti”, io gli auguro da quel momento fino alla fine dei suoi giorni di aver a disposizione solo ed esclusivamente del cibo dello stesso gusto e della stessa qualità come quello che ho mangiato io venerdì sera.
Ovviamente lo stesso augurio va anche a Capello che oggi non ha saputo dire che lui degli arbitri non parla.

rigore e precisione

by Franco Bellacci

Nell’articolo che spiega il virus kamasutra, c’è una perla fantastica:
“Viaggia per e-mail sotto forma di un messaggio pornografico e prende di mira sistemi diffusissimi quali ‘Microsoft’, ‘Adobe’ e ‘Zip’; una volta entrato in una casella di posta elettronica, si moltiplica auto-inviandosi a tutti gli indirizzi elencati.”
Questi non sanno distinguere il nome di un’azienda da un formato di file e vogliono spiegarci come va il mondo.

Oltre i confini della realtà

by Franco Bellacci

Allora in questi giorni ho sentito:
Berlusconi dire che va poco in tv;
Capello lamentarsi degli arbitri;
Gaucci impegnarsi a moralizzare il mondo del calcio.
Il problema non è tanto la mancanza di senso del ridicolo. Il senso del pudore uno ce l’ha o non ce l’ha e questi signori evidentemente non sanno neanche cos’è. E neppure, che questi comportamenti autorizzano chiunque a sparare le più immani cazzate anche nei contesti più seri, perchè tanto non esiste più nessuna forma di rapporto fra quello che è e quello che viene raccontato. Il punto grave è che siamo obbligati ad anestetizzare il senso della sorpresa, che rimane l’ultima forma utile di difesa per non essere sopraffatti da questo tsunami di puttanate.

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