Yale
by Franco Bellacci- Published:dicembre 23rd, 2005
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- Category:ciclismo urbano
L’utilizzo della bicicletta per muoversi in città ha innumerevoli vantaggi e sostanzialmente due controindicazioni: i pirati della strada, che comunque costituiscono un pericolo per tutti e i lestofanti, quelli che si aggirano per città, soprattutto con il favore delle tenebre, per far cambiare padrone alle bici.
Tempo fa (fine marzo) vi raccontai che mi avevano rubato la bici. Ecco il seguito. Qualche giorno dopo mi trovo in Viale Mazzini, mentre sto slucchettando la bici, la sostituta della numero 1, anche detta numero 2. Mi sento chiamare, è un vecchio compagno di liceo che non vedevo da oltre un anno. Fra le cose che si possono dire due ex compagni di classe, lui inserì un giudizio sul lucchetto che utilizzavo “secondo me, un lucchetto in quel modo lo strappano con i denti!”. Detto fatto, 3 giorni dopo anche numero 2 era fottuta. Non persi tempo a interrogarmi se il vecchio amico era stato più gufo o profeta, non mi persi d’animo e comprai la numero 3, che da allora, freni a parte, fornisce un egregio servizio e un portentoso lucchetto.
Ieri però c’è stato un problema. Erano le 19,45 circa e in quel momento stavo scendendo in garage per recuperare la bici che mi avrebbe accompagnato allo stadio, se non fischiettavo era solo perché non so fischiare, il quadro però era quello. Quello che rappresenta un uomo sereno, che sta per essere colto di sorpresa. Una sorpresa determinata dalla visione della chiave del lucchetto, che era orrendamente mutilata. Inutilizzabile.
Ovviamente sono andato allo stadio a piedi e nel tragitto ho cercato di ricordare dove fosse l’altra chiave. Credo capiti anche a voi, a me comunque succede così, quando cerco una cosa la visualizzo nei posti più strani. Tornato a casa, vado a cercarla nel primo posto che mi era venuto in mente. Ebbene a me non era quasi mai capitato: era effettivamente lì.
Sorpreso, ho pensato che la fregatura stesse altrove.
Stamani ho capito dove. Esattamente dentro il lucchetto, dove stava incastrata mezza chiave.
Ho dovuto quindi immedesimarmi scassinatore e pensare ai metodi dei sopracitati lestofanti. La prima idea è stata quella utilizzare un trapano opportunamente attrezzato con delle punte per il metallo. Qualcuno mi ha detto subito“Non funzionerà”, ma io non l’ho ascoltato. “Ne voglio 2, una piccola per il primo foro, e la seconda per andare a fondo. Le più dure che avete” ho chiesto al mesticaio “con queste cedono anche le casseforti!”. Era lo stesso che in aprile mi aveva venduto il lucchetto e mi aveva detto che era il migliore, praticamente invincibile. Ebbene aveva ragione la prima volta, le due punte si sono accartocciate dopo aver girato a vuoto per un paio di secondi.
Domani si riprova con il flessibile.
Update: il flessibile ha funzionato, la bicicletta è stata liberata.












