dall’amo al bisturi
by Franco Bellacci- Published:dicembre 21st, 2005
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Romeo lo conosco da quando avevamo 14 anni, il suo modo preferito di passare il tempo era quello di infilzare del metallo nella carne viva, nello specifico si trattava di ami da pesca nei bachi da sego. L’obbiettivo dichiarato, ma invero raramente raggiunto, era quello di prendere pesci. Alla fine del liceo gli piaceva talmente tanto infilzare metallo nella carne viva che si iscrisse a medicina. Oggi che esercita da qualche anno in una città della Toscana si può dire che è passato dall’amo al bisturi e dai bachini al cervello e spina dorsale. Evidentemente la pratica con gli ami da pesca è stata molto utile, dicono infatti che con il bisturi sia molto bravo. Considerando dove va a parare è meglio affidarsi ai si dice che provarlo direttamente.
In realtà dopo un periodo di pausa ha ripreso in mano anche ami e bachini, ma in questo campo i risultati continuano ad essere modesti.
Ieri Romeo ha compiuto gli anni e mi ha invitato a cena. Lui ha fatto questo, il resto lo ha lasciato alla sua partner che di fronte alla diatriba quantità/qualità ha pensato di risolverla con preparando cose buonissime, su tutto una bourguignon di quelle che non si dimenticano, per un reggimento di persone, anche se eravamo in 5.
E’ stato quando sono andato via, mentre percorrevo per intero Via San Gallo (a proposito, ma l’ospedele militare non c’è più?) che ho avuto l’intuizione su quanto siano stati importanti gli ami da pesca nella sua formazione. La riprova della bontà di questa tesi sta nel fatto che a me, che non ho mai preso in mano un amo, i basta vedere il sangue, in primo luogo il mio, poi quello degli altri per avere dei mancamenti.
Ho scritto qui questa cosa, così la prossima volta che lo vedo gli espongo la teoria, a meno che qualcuno non mi convinca che era solo un po’ di alcool da smaltire.












