Gaul
by Franco Bellacci- Published:dicembre 7th, 2005
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Charly Gaul era il suo nome anagrafico, l’angelo della montagna il nome che gli fu dato per la sua capacità di scalare le montagne. Uno dei più grandi grimpeur del secolo scorso, che nella Trento – Bondone del Giro del ’56 ha realizzato una delle imprese che hanno reso leggendario il ciclismo. Alla partenza di quella tappa aveva 23 corridori avanti in classifica, 17 minuti da recuperare alla maglia rosa e 3 colli da scalare. Quel giorno avrebbe trovato la pioggia incessante nei primi due colli e il tradimento dei freni che lo avrebbero abbandonato alla prima discesa. All’inizio del terzo colle la temperatura crolla ed arriva a meno 10, la pioggia si trasforma in una tempesta di neve. C’è chi sviene, molti si ritirano, in 60 abbandoneranno il Giro quel giorno. Chi decide di andare avanti lo farà utilizzando ogni sorta d’aiuto, più o meno legale. Quel giorno però la giuria mostrò comprensione per tutti. A parte Gaul che fece corsa a sé, lui scalando la montagna con le sue gambe.
Un evento meno conosciuto è quello legato al Giro dell’anno successivo, quello del ’57. Quell’anno alla vigilia della Tappa del Bondone, era già in Rosa, praticamente il Giro era già vinto. Durante la tappa, alle porte di Ospitaletto si ferma a fare Pipì e mentre si ferma fa un gesto che stizzisce Bobet, tantochè il francese decide di attaccare insieme agli altri favoriti. Gaul è costretto ad inseguire da solo, e nonostante la generosità del tentativo, da solo contro tutti finisce per naufragare.
Si sarebbe preso la sua rivincita con i francesi l’anno successivo vincendo il Tour , con due grandi imprese. La prima nella cronoscalata del Ventoux dove battè il suo più grande nemico, non Anquetil (anche se qual giorno battè anche lui), ma il caldo. la seconda nel tappone Briançon – Aix-les-Bains dove regolò gli avversari con distacchi impressionanti.
L’anno seguente poi avrebbe bissato al Giro la vittoria di 3 anni prima.
Per definirlo bastano le parole di Alfredo Binda “Gaul è un fenomeno, arrivare secondi dietro di lui è come vincere!”.












