I gobbi

by Franco Bellacci

4 portieri (di questi Bennefoi), 1 oriundo, 7 forti, 1 excocainome, 8 che non si sa cosa ci stanno a fare, 1 capitano di nazionale, 1 Ibrahimovic, 1 vecchietto, 1 traditore, 1 Criscito 1 con un nome di città brumosa (Gladstone), 1 allenatore che è l’unità di misura dell’antipatia, 1 massaggiatore pure traditore, 1 amministratore delegato in attesa di giudizio per frode sportiva, 1 direttore sportivo di nome Moggi, praticamente un ossimoro rispetto all’aggettivo che definisce il suo ruoli, 1 coiffeur dei 2 sopracitati, una dozzina di guardie del corpo per i 3 sopracitati, 1 medico condannato per frode sportiva in primo grado in attesa di giudizio di secondo grado, Altri con vari ruoli, il magazziniere, l’autista, il cuoco, il barman, il guardiano della notte, l’oliatore della playstation, il lucidatore di dvd porno. Questa è la simpatica combriccola che da stasera soggiornerà a Firenze fino a domenica prossima e nel mentre giocherà due partite di calcio, a cui assisterò. Io ovviamente mi comporterò benissimo, le 20 auto della polizia che il direttore sportivo ha richiesto (ma era una battuta) possono essere dirottate altrove. Nella autovalutazione del mio comportamento ovviamente non tengo conto né dei pensieri né delle parole.

Io però rimango convinto che se non ci fosse tutta quella gente che dalla tv vuole insegnarci come ci si deve comportare, che vuole educarci con frasi che vanno dal filosofico “sono una minoranza, una goccia nell’oceano, ma l’oceano è composto di gocce” al categorico “la mamma degli imbecilli è sempre incinta”, la questione del razzismo si potrebbe affrontare un po’ più seriamente. Magari pensando che ha più a che fare con la vicenda di una ragazzo che si è fatto un anno e dieci mesi di isolamento ingiustamente per questioni che riguardano il credo religioso piuttosto che con gli urli di una curva.
Urlare contro un calciatore avversario è un comportamento normale che ha poco a che vedere con il razzismo. Come non ha nulla a che vedere con il desiderio di morte il coro “devi morire” al calciatore avversario che si trova a terra. “Buh” poi, fino a quando non è entrato nel dibattito, l’ultima volta che l’avevo sentito frequentavo le elementari.
Ai i tifosi quello che interessa è mettere in difficoltà gli avversari e magari sentirsi al centro dell’attenzione. E siccome ormai sono convinti che fare “buh!” oltre a infastidire i calciatori gli regala anche della notorietà, ovviamente non perdono occasione di esibirsi.
Qualcuno magari si sorprenderà di quanto ho scritto è che a me mancano totalmente i presupposti per capire il razzismo. E’ che ho abbastanza esperienza per capire che i difetti umani sono molto democratici e si distribuiscono nelle persone a prescindere dal colore della pelle, dai credi, dalla nazione di provenienza. Comunque sia sono certo che le frasi che ho sentito oggi non servono a nulla, se non a creare un po’ di rumore di fondo, in attesa del prossimo rigore non concesso.

Update: Balzaretti for dummies
Balzaretti fino a qualche mese fa era il calciatore che sognano tutti i tifosi. Tifoso e in squadra fin da piccolo, da quando aveva 6 anni, facendo tutta la trafila: pulcini, esordienti, giovanissimi, allievi, primavera, un periodo di raccattapalle, quindi finalmente l’esordio in prima squadra per diventare dopo qualche anno il capitano.
Insomma bandiera, in questi anni dove le bandiere non esistono più.
Balzaretti era questo. Poi un certo giorno d’agosto, quando all’A.C. Torino 1906 fu negata l’iscrizione alla serie A si trovò, come tutti i calciatori di quella squadra, libero di sceglierne una nuova squadra. Poteva scegliere, la Roma, la Lazio, il Parma, poteva anche aspettare la rinascita del Torino, o qualunque altra. Fra tutte, scelse la juventus. Perché, si giustificò di fronte allo sconcerto generale, stava per diventare padre e non voleva abbandonare Torino.
Insomma una bella Fava.
Il problema non è tanto domani, quando sarà in campo, ma domenica, perché Capello in campionato ritiene che il suo ruolo ideale stia in tribuna, è molto probabile che me lo troverò esattamente dietro. Per questo ho detto che è una fortuna che sia bianco biondo e alto, perché se domenica mi dovesse uscire qualche brutta parola di bocca nessuno mi accuserà di razzismo.

una bruttura in meno

by Franco Bellacci

il campo com'era, il nuovo villaggio, il campo dopo la demolizioneChe Firenze sia bella è indiscutibile, però come tutte le città ha delle aree di cui non deve andar fiera. Una di queste è, anzi era il campo Masini, un’area di baracche, che se una persona non ha visto è difficilmente immaginabile, dove vivevano poco meno di 200 persone. Parlo al passato perché da mercoledì quell’area non esiste più, le baracche sono state abbattute e le persone sono state tutte trasferite, la maggior parte nel nuovo villaggio, gl i altri in case fuori Firenze.
Ne parlo non solo perché sono convinto che l’eliminazione di quell’area alzi il livello di civiltà di Firenze, ma anche perché quella giornata mi ha coinvolto in prima persona. Essendo arrivato alle 6 di mattina e andato via alle 6 di sera l’ho vissuto per intero. E’ stata un’esperienza unica, e questa non è solo una considerazione, ma anche un auspicio, perché vorrebbe dire che si sono ricreate le condizioni per interventi analoghi. Su tutto, e le cose successe sono veramente tante, l’immagine migliore è quella dei bambini che la mattina alle 7,30 sono usciti dalle baracche per andare a scuola e la sera sono rientrati in una casa.

Più giocatori per tutti

by Franco Bellacci

Il Presidente del Consiglio ieri, durante una convention elettorale, a Messina “non mi piace la posizione del Messina. Mi fa soffrire e allora, nonostante che lo scorso anno ci abbiano battuto, dirò a Braida di fare un gesto di signorilità dando dei giocatori alla squadra”.
Insomma basterebbe che qualcuno spiegasse a Berlusconi che tanti italiani stanno come il Messina e forse tanti problemi sarebbero risolti, non servirebbero né gli scioperi né un nuovo governo altro. Basterebbe un Braida qualunque a cui telefonare.

Parigi

by Franco Bellacci

L’ultima tappa del Tour, nella sua antiagonisticità, è uno degli eventi sportivi più godibili in assoluto. Per chi non è avvezzo all’evento glielo riassumo brevemente. La gara conta pochissimo, solo per la vittoria di tappa, che si decide negli ultimi 300 metri allo sprint. La classifica infatti è già decisa. Per cui la tappa è una sfilata, una passarella, dove i corridori ne approfittano per bere champagne, farsi le fotografie in pose un po’ sceme, dire battute ai cameraman, il tutto aaviene mentre percorrono le strade di Parigi. Un evento identico e immutabile come l’ultimo giorno di scuola. Un ultimo giorno di scuola, che si ripete anno dopo anno e che la Rai contribuisce a rendere ancora più identico invitando un Professore universitario, sempre lo stesso, che insegna storia dell’arte a Parigi, e che tutti gli anni fa la stessa lezione: descrive i monumenti, narra aneddoti.

Pensavo all’ultima tappa del Tour mentre vedevo il video di Lelouch che scorrazza per le vie di Parigi, fra semafori rossi e contromano a 220 all’ora a bordo di una Ferrari. Un video, girato nel 1976 , che al regista francese è costato anche un po’ di galera per non aver rivelato il nome del pilota (Laffitte o Ickx secondo il corriere). Un video che inchioda come l’ultima tappa del Tour. Il merito è sicuramente della ville lumière che conserva il suo fascino a 40 come a 220 all’ora. Io però se posso scegliere il giro turisitico io lo faccio con i ciclisti.

cifre di stasera

by Franco Bellacci

Juventus – Bruges partita di Champions Legue: 6000 spettatori;
Genoa – La Spezia partita di Serie C1: 25.000 spettatori.

stile

by Franco Bellacci

Lo stile Milan è quello di presentarsi in più di 40 (con 3 sole donne di cui 2 tardone over 50) con circa 20 posti e lamentarsi se qualcuno deve mettersi a sedere sugli scalini.
Lo stile Milan è quello di Valerio Fiori, il terzo portiere, che, dopo essersi abbondantemente lamentato perché doveva sedersi sugli scalini, annuncia che se ne andrà a vedere la partita in tv, quando la pratica sarà risolta. La sua previsione era che sarebbe rimasto circa un quarto d’ora, in realtà scomparirà alla fine del primo tempo a pratica abbondantemente aperta.
Lo stile Milan è quello di Galliani che se ne va senza salutare, quando l’assistente dell’arbitro segnala un fallo di Gilardino.
Lo stile Milan è quello del figlio di Galliani che se ne va senza salutare, quando la Fiorentina segna il terzo gol.
Lo stile Milan è quello di Braida che se ne va prima della fine della partita quando non è successo nulla, mentre finge una telefonata per evitare di salutare.
Lo stile Milan è quello di una società che ufficialmente non si lamenta mai degli arbitri (anche perché ufficialmente hanno un senso del ridicolo), anche perché sanno bene che c’è chi lo farà al suo posto.

si parte

by Franco Bellacci

Anzi, prima si mangia una Fiorentina di carne, poi si parte. Oggi fa veramente freddo, questo vuol dire che se saranno presenti le simpatiche milaniste, la cui presenza lo scorso aprile mi aveva reso più leggera l’immeritata sconfitta, saranno decisamente molto coperte.
Per cui il risultato se era importante prima, oggi lo è ancora di più.

Firenze si interroga

by Franco Bellacci

Tre principalmente sono i dilemmi che attanagliano i fiorentini in questi giorni:
1 è realmente indispensabile l’auditorium da 2500/3000 posti che gli industriali fiorentini indicano come conditio sine qua non per rilanciare l’attività fieristica?
2 cosa accade dentro lo stabile occupato dal gruppo “vagine volanti”?
3 stasera per Roma – juventus. Sperare in una vittoria dei romanisti per continuare a tenere vicino la testa della classifica. Oppure più razionalmente sperare che la Roma, che può essere una delle rivali più importanti per la conquista del quarto posto, che oggettivamente quest’anno è il massimo risultato che può raggiungere la Fiorentina?
Stamani per togliermi i dubbi sono andato a fare colazione al Bar Marisa. Ebbene, fra i tre quesiti tiene banco soprattutto il terzo. E la posizione è unanime: tutti dalla parte dell’irrazionalità. Anche se stare dalla parte opposta dei gobbi, secondo me è la posizione più logica possibile.

prepararsi per tempo

by Franco Bellacci

Visto che dicembre è alle porte, per non trovarsi impreparati il 24, vi offro qualche spunto: qua potete trovare degli oggetti assolutamente meravigliosi. Su tutti segnalo quello del 28 ottobre, una cosa che se l’avesse avuta con sè Enzo Paolo avrebbe potuto vincere anche l’isola dei famosi.
Se non trovate nulla, e cercate qualcosa di veramente originale,qua c’è un lettore mp3. Che non sarebbe una grossa novità se non fosse che il lettore è incastonato nel cesso.
Se poi volete avere più scelta, date un occhio in queste pagine, dove l’oggetto più presentabile, secondo me, è mr soccer.

was “lo sciagurato egidio”

by Franco Bellacci

la cancellazione dello sciagurato Egidio dal palinsesto di sky sport, mi era sembrato un clamoroso autogol, in realtà è stata solo un’illusione. Italia-Germania quattro a tre, è esattamente la stessa cosa, ci sono solo un po’ più di colori sui fondali, è un po’ più orientato ai mondiali, ma è la stessa cosa. E questa è una cosa buona.

Le varie

by Franco Bellacci

Nell’antichità per permettere un sereno svolgimento delle Olimpiadi c’era la tregua olimipica: le guerre in atto erano tutte sospese.
In questi tempi invece per permettere un sereno svolgimento delle Olimpiadi c’è la tregua legale: le guerre continuano, ma sono sospese le norme sul doping.
La normativa italiana sul doping non sarà ufficialmente sospesa, ma come ha detto oggi il sottosegretario allo sport Pescante “Né lui (Rogge, il presidente del Cio) né noi vogliamo che a Torino 2006 si verifichino certe spettacolarizzazioni, penso insomma alle irruzioni dei carabinieri negli alberghi. Si rovinerebbe tutto il lavoro che abbiamo fatto sinora”. Sempre secondo il Pescante pensiero, cioè l’uomo che si occupa di sport nel governo italiano “continuo a pensare che estremizzazioni facciano del male più del doping stesso. Non le vuole il Cio e non le vuole lo sport italiano. Non facciamo harakiri, per favore. Per questo lavoriamo sodo. Non cambieremo la legge, ma qualcosa stiamo facendo. Intravediamo una via d’uscita onorevole. La percorro con tutte le forze”.

*l’organismo deputato a tutelare lo spirito olimpico

Il Giro 2006 promette di diventare uno dei più spettacolari degli ultimi decenni. Chi l’ha disegnato, di fronte al dilemma su quali vette inserire, ha tagliato la testa al Toro, quelle importanti ci sono quasi tutte: Gavia, Mortirolo, Tonale Bondone, Pordoi, Passo Fedaia, Passo San Pellegrino e quel Plan de Corones, un colle dove fino ad ora gli sportivi lo hanno scalato sempre con lo ski-litf, tratti sterrati al 24%.
A dire la verità lo spettacolo è già iniziato, sabato, mentre era in corso la presentazione in diretta tv, Petacchi, che evidentemente non ha ancora realizzato quanto abbia perso come autorevolezza dopo il pessimo mondiale, si è messo a bofonchiare che forse non andrà al Giro per andarsene al Tour.

il Toro dopo 42 anni è tornato a battere il Modena, è vero che per un bel pezzo non poteva farlo, ma comunque sono cifre che danno il senso di un’impresa.

Dico una cosa ovvia, ma in certi casi il silenzio può essere male interpretato: la maglia della nazionale è sensazionalmente orrida. E siccome è un orrido ovvio io sono convinto che la Puma l’abbia presentata un po’ per scherzo e un po’ per far parlare di sè, per presentare qualcosa di dicente in seguito.

A Firenze c’è la febbre. Su tre discorsi almeno uno casca lì, sulla partita di domenica. Io vorrei che andasse bene la partita con il Milan e quella successiva a Roma. Ma non perchè nutro ambizioni particolari, ma solo per vedere che delirio collettivo diventerebbe la settimana della doppia sfida Fiorentina – Juventus

domanda

by Franco Bellacci

Ho una domanda in testa e non riesco a darmi una risposta definitiva, poi, pensando, pensando, pensando, ho trovato la soluzione, che non è la risposta alla domanda, ma un modo per avere la risposta: voi.
Voi infatti, se leggete questo blog vuol dire che siete supportati sia da una notevole cultura di base, sia da un livello d’intelligenza significativo.
Dunque, prima di passare alla domanda vi dico anche che non sto facendo un sondaggio, quindi un sì o un no senza elementi che motivano la risposta non bastano, d’altro canto se qualcuno teme di scrivere delle scemenze (e se c’è questo qualcuno vuol dire che legge poco i blog a partire da questo) e non vuole condividerle nei commenti, può rispondermi in privato via mail (sopra c’è l’indirizzo oppure cliccate sull’immagine a destra), può telefonarmi, può invitarmi a cena, può scrivermi una lettera ecc. ecc. quello che conta è che mi comunichiate il vostro pensiero.
La domanda è la seguente: la connessione internet è un servizio che i cittadini dovrebbero utilizzare gratuitamente, come ad esempio l’illuminazione pubblica, oppure è un servizio che in ogni caso deve essere pagato, come l’acqua di casa (l’esempio è un po’ provocatorio, lo riconosco), oppure possono esistere terze o addirittura quarte vie?
Prima di rispondere una doverosa precisazione, posta in questi termini la domanda non ha quasi senso, nessuno di fronte all’opzione gratis / a pagamento sceglie la seconda possibilità. Quindi la domanda va contestualizzata, è evidente infatti che se si sceglie l’opzione gratis si deve aver presente che a fornire un simile servizio deve essere un ente pubblico e quindi è evidente che il concetto gratis cambia di significato. Quando qualcosa arriva dal sistema pubblica, sia che si tratti di un bene o di un servizio non è mai gratis, è solo che il costo non è sostenuto da chi fruisce del bene o del servizio, è sostenuto o dalla collettività per intero che suddividendo il costo per tutti, oppure da una parte di essa.
Tendendo presente questo dunque, questa connessione deve essere pagata direttamente dal fruitore oppure dalla moltitudine che sostiene i costi per un sistema che offre la connessione a tutti a secondo delle necessità?
Una precisazione, la domanda ha carattere filosofico, quindi non considerate gli eventuali problemi che vi vengono in mente legati al decreto-pisanu e roba simile.

clima

by Franco Bellacci

c’è euforia, non siamo ancora ai baristi che quando chiedi il cappuccino ti fanno la mitraglia come 7 anni fa, in questo periodo, ma se i prossimi turni vanno avanti così può succedere di tutto

segnalazione

by Franco Bellacci

il talent scout italiano di Lost ha cambiato indirizzo, io ho già provveduto ad aggiornare il link, però mi dispiace perdere contatto con un post meraviglioso che traccia il clima pre-elettorale. Per ovviare al problema lo copio pari pari, così per leggerlo non dovete neanche fare lo sforzo di cliccare.

  • le reti di Mediaset iniziano ad ospitare Bertinotti ogni 5 minuti, alimentando il suo ego e di conseguenza le cazzate che spara (perché Bertinotti è uno che si cissa da solo mentre parla, poi non ha l’intelligenza di fare marcia indietro), sempre più impresentabili. Il fatto che non gli abbiano ancora fatto fare la classica puntata pre-elettorale su Cuba (che è un classico di Porta a Porta), è solo dovuto ad una mera questione di tempo: arriverà e lui come al solito difenderà una dittatura dove non ci sono i PACS per il semplice fatto che i gay li fucilano e comandano uomini in divisa (che si dicano comunisti o meno, a me interessa poco). Ogni volta che apre bocca perdiamo 1000 voti. Sappiatelo.


  • le reti di Mediaset iniziano a trasmettere in loop i film di Don Camillo. Li usano come mantra consolatori, ma fateci caso: la settimana prima delle elezioni (o di un evento favorevole alla sinistra come le Primarie) Rete4 ogni sera trasmette Fernandel & Gino Cervi, tanto per creare vecchie ansie in nuovi cretini. Lo so che è una soluzione stupida e farsesca alla Berlusconi, ma accade regolarmente dal 1994 ad ogni elezione (sono 11 anni che ci faccio caso, sì, sono un alienato).


  • le reti di Mediaset iniziano a trasmettere film come Caccia a Ottobre Rosso, Alba Rossa (tremendo: con Cuba che invade gli Stati Uniti) e l’immancabile accoppiata Rocky IV e Rambo 3 (in cui Stallone libera l’Afghanistan da solo, con l’aiuto di pochi guerriglieri, tra cui l’alleato degli USA - all’epoca – Bin Laden…)


  • misteriosamente gli “anarco insurrezionalisti”, cioè geni del crimine al cui confronto Lupin è una pippa, visto che non ne è MAI stato non dico arrestato ma almeno identificato uno, iniziano a fare casino in giro con bombe, molotov, gazebi leghisti o di AN incendiati (io li brucerei solo per il nome, per di più io odio Chopin [questa è sottile]), ecc.


  • ancora più misteriosamente compaiono – di solito da Vespa a scandalizzare vecchiette, boy-scout e gente che magari ci voterebbe ma li manderebbe volentieri a farsi 8 ore di catena di montaggio o più semplicemente 8 ore di qualsiasi lavoro – Casarini e Caruso, i due capetti degli “antagonisti”.
    Non ho ancora capito che lavoro facciano nella vita per mantenersi, ma secondo me beccano abbastanza soldi dalla destra per queste azioni di disturbo da camparci di elezione in elezione.


  • peggio ancora, escono dall’oltretomba i “dissidenti” di Rifondazione, cioè quelli che vorrebbero che il partito stesse da solo e non si alleasse con nulla che non sia il PCUS o l’EZLN. Che poi sono una triste cariatide qui di Torino e un altro che è così insignificante che mi fa quasi tenerezza. Ma siamo nell’ambito dei casi umani, più che dei casi politici.
    Fatto sta che nei 15 giorni prima delle elezioni si vedono più loro di Fassino o Prodi. Sono i preferiti di trasmissioni geniali come Parlamento In e qualsiasi baraccata kitsch di Anna La R(d)osa.


  • incredibilmente nei 2 mesi prima del via alla par condicio, inizia una trasmissione tipo Avanzi/Tunnel, insomma quel genere lì con la Dandini, con Guzzanti et similia. Noi di sinistra ci sentiamo tanto rassicurati, ridiamo a crepapelle, ce la contiamo tra di noi nel nostro piccolo mondo e non capiamo che trasmissioni simili non servono ad altro che a danneggiarci, perché di fatto vivono solo ed esclusivamente di autoconsumo, cioè sono cose che guardano solo quelli di sinistra e fatte da gente di sinistra, che non spostano e non conquistano un singolo voto. In compenso fanno incazzare e allontanano gente che magari ci voterebbe ma non è esattamente simile a noi sinistri puri, magari è pure solo moderata ma civile e vorrebbe votarci, se non la spaventiamo con questa cazzate. Lo dico per esperienza.
    E non prendiamoci in giro: vinciamo se ci vota questa gente qui. E non si tratta di farsi dettare la linea da loro, ma solo di non fargli paura. Cacciare Berlusconi val bene un po’ di imitazione scadente di Tremonti in meno.
    Che poi dico “noi”, ma io è dai tempi della “Tv delle ragazze” che DETESTO quel genere di trasmissione alla AVANZI, Guzzanti mi fa ridere a tratti e ogni volta che vedo la Dandini in Tv cambio canale, non per antipatia ma per il semplice fatto che mi fa più rabbia che ridere. Insomma, ci danneggiamo da soli e non lo capiamo.


  • Cossiga inizia a dare i massimi segni di squilibrio, tipo che dichiara che al Senato vota DS e alla Camera AN. (poi in verità secondo me vota a destra in entrambi i casi)


Non vorrei che a questo elenchino simpatico si aggiungesse la voce “scoppia qualche bomba, si dà la colpa al musulmano di turno e si invoca l’uomo forte, Forattini fa l’ennesima vignetta in cui Prodi e Fassino sfilano con gli striscioni con su scritto “Viva Bin Laden”, la Fallaci schiuma qualche articolessa e la brava gente si fa prendere dal sentimento più funzionale alla destra: la paura)

trainer

by Franco Bellacci

Cagliari – Treviso è stata una partita così oscena che sembrava avesse fatto fuori entrambi gli allenatori. Poi oggi è arrivata la smentita, per ora, Ezio Rossi è ancora allenatore del Treviso. Cellino invece non ha resistito all’inizio del campionato viaggiava ad un esonero per turno, ora si è tranquillizzato con l’esonero di ieri la media si è alzata a un esonero ogni 4 turni, insomma se continua così gli bastano 12 allenatori.

due segnalazioni

by Franco Bellacci

potete vedere questo blog, il tuscany pod travels, dove si possono vedere dei video di queste terre, fra tutti segnalo quello su quella meravigliosa chicca che è Gropina e quello su Rocca Ricciarda.

In alternativa, potete leggere l’ordine del giorno presentato da Cofferati sulla legalità. Per quel che mi riguarda, dopo che l’ho ascoltato da Fazio, posso dire che io sto dalla sua parte. Insomma è stata la vituperata tv a permettergli di spiegare la sua posizione, che non è quella di essere il Gentilini di sinistra.

clicca sotto per leggere l’ordine del giorno

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