Evidentemente parecchio, solo la rabbia e la delusione per un risultato inatteso e deludente può far comprendere, ma non giustificare il post di Luca Sofri sul risultato delle primarie.
Lasciamo perdere la parte dedicata a Prodi, “un candidato democristiano, resistente a diversi valori di sinistra (di scarsissima sensibilità sui referendum, perduti anche con il suo concorso), di poco carisma e inesistenti visioni, di scarsa modernità e cronologicamente distante da parecchi di loro” ormai quello che pensa di lui è risaputo, certamente sarebbe meglio se quanto scrive lo facesse passare per il suo pensiero, lasciando perdere il tono del professore che descrive gli assiomi di Peano.
Gli sta talmente sulle scatole che tiene a sottolineare che Prodi non è stato scelto, ma approvato.
Sicuramente è un limite mio ma non ho capito. Però se la differenza sta nel fatto che quando la scelta nel voto è limitata ad opzioni predefinite, invece della possibilità di indicare chi si vuole, allora l’ultima volta che ho scelto risale all’elezione del capoclasse in quarta elementare, da allora, come tutti, ad eccezione dei parlamentari quando eleggono il Presidente della Repubblica, ho sempre approvato.
Se su Prodi si può passare sopra (anche se sarei curioso di sapere cosa lo differenzia da Veltroni, che quando erano al governo erano in totale simbiosi, forse il fatto che l’attuale Sindaco di Roma vuol cancellare dalla strade i sanpietrini?), quello che pensa su chi ha votato Prodi è stomachevole.
A suo modo di vedere quella gente, quella che ha votato Prodi, ha una colpa, quella di essere povera (e ignorante) e quindi di preferire un governo che si curi di loro ad una posizione “lungimirante, altruista e costruttiva” che consiste in 10 anni di opposizione, il tempo necessario per costruire un leader. Potessero, sceglierebbero diversamente, ma il bisogno li costringe a scegliere, ovviamente in apnea, Prodi, invece di iniziare un lungo bagno d’opposizione, che regalerebbe alla sinistra un leader alla rosa canina.
La mia sensazione è che Luca Sofri forse avrebbe bisogno di incontrare un po’ di quelle persone, magari salire su qualche treno di pendolari o su un tram, e provare a parlarci, e scoprirebbe che la realtà è un po’ più complessa di quella che descrive. Che le persone che hanno votato Prodi lo hanno fatto senza scendere a nessun compromesso, lo hanno fatto perché si fidano, e magari non capivano invece cosa significasse e chi rappresentasse Scalfarotto. Tanto per essere più chiari, ci sono persone che pur sapendo leggere, scrivere e far di conto, scientemente hanno scelto Prodi, convinti che sia la scelta migliore. Forse però è meglio che Luca Sofri non incontri mai queste persone, il suo modello d’Italia quello con la sinistra che può e la sinistra che vorrebbe ma non può, è un modello che ha un suo fascino e forse anche dei vantaggi, però ha un limite oggettivo: non esiste.