sta avvenendo una sorta di trasloco, teoricamente invisibile agli occhi del visitarore. Può darsi però che si verifichi qualche inconveniente, quindi è probabile che per un po’ scompaiano le pagine.
Visto che l’avvertenza è visibile solo se il sistema funziona, è un po’ come se uno mettesse il cartello “torno subito”, rivolto verso l’interno.
Io l’ho già scritto quello che penso della proposta di riforma elettorale che il centrodestra vuole approvare. Quindi questo è solo per aggiungere quanto sia triste la parabola del nostro presidente del consiglio, 5 anni fa promise di cambiare l’Italia, oggi esulta perchè sta cambiando le regole del gioco elettorale. E’ come se uno annunciasse che presto sarà il campione del mondo, e invece si accontenta di essere quello che vuole cambiare le linee del campo.
A chi si lamenta che qui si parla solo di calcio, chiarisco che questo post parla di economia.
Per quanto la vicenda risalga alla scorsa settimana è giusto parlarne. La notizia è questa, il presidente della Sampdoria, squadra secondo la vulgata esempio di buona gestione, Garrone ha ceduto il logo della sampdoria per 25 milioni di euro attraverso “un’innovativa operazione finanziaria” (così è stata presentata su buona parte della stampa, che ha in buona parte ha copincollato il comunicato della società sampdoriana) alla società SelmaBipiemme Leasing. “l’innovativa operazione finanziaria” è di fatto un pegno con diritto di riscatto.
Al di là del fatto un po’ squallido che una squadra dia in pegno il suo simbolo, se servissero per un investimento una tantum, tipo la costruzione di uno stadio, l’acquisto di 2 fuoriclasse, l’operazione avrebbe un senso, ma invece questi soldi serviranno per ripianare il disavanzo di bilancio. Quel disavanzo risultato dei ricavi e dei costi. E’ un po’ come se una famiglia vendesse la casa per pagare i debiti del supermercato. L’anno successivo non hai più il bene, ma se non intervieni strutturalmente sulla dinamica dei costi e ricavi hai nuovamente il problema.
In pratica nonostante tutto quello che si è detto il calcio italiano è sempre più nella merda, superato l’imbroglio delle plusvalenze, attaccati allo spalmadebiti, ora siamo al banco dei pegni, si vende il vendibile. Il punto però è sempre lo stesso, le società di calcio continuano a prendere impegni per spendere circa il triplo di quello che introitano.
Di fatto quanto è accaduto le ultime estati è solo un antipasto, il grosso deve ancora venire, e non c’è dubbio che chi oggi ha chiamato “innovativa operazione finanziaria” quella della dirigenza sampdoriana si sorprenderà, chi invece conosce minimamente la storia e sa che sal banco dei pegni ci si rivolge per come extrema ratio, forse si sorprenderà meno.
Navigando per capire cosa mi mancasse della discografia degli statuto (i primi 2 e i campioni siamo noi del 2003) ho scoperto che il cantante ha un blog e che sabato suonano a Firenze. Il fatto che io il locale dove si esibiranno non sapevo neanche esistesse, mostra il mio livello d’aggiornamento.