Lost

by Franco Bellacci

La prima puntata della seconda serie di Lost è stata all’altezza delle mie aspettative e, vi garantisco, non era semplice.
Ovviamente, per rispetto di chi deve vederla, non la racconto, ma vi racconto come io e un altro lostista avevamo immaginato l’inizio di questa serie.
Prima puntata: Kate, Locke e Jack scendono le scale del tunnel.
Flashback: Kate ha 4 anni, si trova ai giardini, mentre sta salendo le scale dello scivolo mette male il piede e cade a terra nel fango. La caduta gli procura una sbucciatura al ginocchio destro e una ferita alla fronte che viene tamponata con la carta gialla del macellaio.
Nuovamente al presente. I 3 arrivano arrivano in fondo al tunnel, è buio e non hanno portato niente che faccia luce.
Fine prima puntata.
Seconda puntata: Kate si offre volontaria per risalire e prendere qualcosa che possa fare luce. Quando arriva in cima è stremata è chiede qualcosa che faccia luce a ad Hurley, che gli dà una candela.
Scende di nuovo la scale, raggiunge i due compagni e gli consegna la candela. Locke tocca la candela e urla “quel cretino ti ha dato un candelotto di dinamite”
Flashback: Locke ha 22 anni, è stato appena licenziato dal suo lavoro di fattorino. E’ molto amareggiato non per il licenziamento in sè, quanto per la consapevolezza di essere un capro espiatorio. E’ colpa del suo capo che sbagliava sempre a consegnargli il materiale.
Fine seconda puntata
Terza puntata: Locke sta salendo le scale, arriva all’uscita, dà dell’idiota a Hurley e si fa consegnare una pila.
Flashback: Hurley ha 9 anni sta uscendo da McDonald’s e sta piangendo, ancora una volta la cameriera ha sbagliato gli ha dato la bustina di maionese invece dal ketchup.
Presente: Locke scende, arriva finalmente in fondo, accende la pila. Si vede una porta con sopra una targhetta: “l’apertura della porta e l’accensione delle luci è comandata dall’interruttore sotto il primo piolo della scale appena proprio sotto l’apertura della botola”
Fine terza puntata
Quarta puntata: Jack sale con le scale, arriva in cima accende la pila e vede l’interruttore e rimane sconvolto: è un interruttore bticino, di quelli che non vanno toccati, ma basta sfiorarli.
Flashback: Jack ha 5 anni, sta piangendo, ha appena preso uno schiaffone da suo padre, che sta urlando “smettila, non ho intenzione di cambiare gli interruttori di casa, per mettere quelli che basta sfiorare. Sono certo che non funzionano. Se insisti ti tolgo la tv, così non potrai più vedere quelle stupidissime pubblicità.”
Sfiora ll’interruttore e si accende la luce nel tunnel ed esclama compiaciuto “ero certo che funzionavano!”.
Fine quarta puntata.

mondiali

by Franco Bellacci

Per ora il mondiale di ciclismo che si sta correndo a Madrid da quasi 5 ore, ha avuto un livello di vivacità che potrebbe avere un pranzo con Publio Fiori.
Quindi in attesa che la situazione cambi, parliamo del futuro, precisamente dei mondiali del 2008. Da qualche giorno infatti l’ufficiosità è diventata ufficialità, si correranno a Varese, praticamente a pochi chilometri da quelli già fissati nel 2009 a Mendrisio in Svizzera (che promettono bene).
Varese ha battuto l’altra candidatura italiana di Lucca- Viareggio e quella olandese di Valkenburg. I
varesini sono stati bravissimi, hanno coinvolto le istituzioni, trovato gli sponsor generosi, tessuto le relazioni giuste. Si sono dimenticati solo di una cosa: individuare un percorso decente.
Ivan Basso, che è di quelle parti, quando lo provò, lo definì facile, praticamente un ciclista meno educato avrebbe detto che faceva cacare. Dopo il giudizio di Basso è stato inserito il Montello, una salita la cui difficoltà è scritta nel nome.
L’altra asperità, quella prevista fin dall’inizio, è il Ronchi, che presenta una pendenza media del 4%, una salita tanto dura, che se c’è del vento a favore i ciclisti neanche si accorgeranno del cambio di pendenza. In pratica più che un percorso ciclistico sembra il quadro di Escher che rappresenta un percorso chiuso che sembra sempre andare in discesa. La differenza è che il quadro di Escher è un illusione ottica.

UPDATE: il finale di questo mondiale invece è stato all’altezza. Ha vinto uno dei favoriti (vedi qualche post indietro), Tom Boonen, che quest’anno è stato sicuramente il numero 1 nelle gare in linea. Peccato per Bettini a cui sono mancati 500 metri. A Petacchi invece qualche chilometro in più.

censura

by Franco Bellacci

Internazionale ha pubblicato la graduatoria delle notizie più censurate dell’anno. Nella classifica italiana al nono posto c’è la sentenza di condanna sulla vicenda doping juventina.

la salvifica terza via

by Franco Bellacci

Botta risposta fa Adriano Galliani e Repubblica:
Galliani con aria fra l’addolorato e l’incredulo “c’è gente che si fida ancora di Repubblica!”
Repubblica con aria indignata “c’è gente che si fida ancora di Galliani”
Fosse per me potevano stare zitti, visto che non mi fido né dell’uomo, né del quotidiano.