Domenica c’è il mondiale di ciclismo su strada. Questo è il sito (l’intro in flash, con il valzer in sottofondo, è l’unica cosa che vale la pena di vedere), questa è la planimetria . Come potete vedere, siamo ancora una volta di fronte ad un equivoco uno sbaglio, chi lo ha scelto credeva che si sarebbe disputato un torneo di biliardo. Invece, anche se non è facile da credere, è il percorso per una corsa ciclistica che consentirà a chi vince di indossare la maglia iridata per un anno.
Difficile aspettarsi qualcosa di diverso da un arrivo allo sprint, come pure è difficile aspettarsi una gara godibile prima dell’ultimo giro.
Il favorito d’obbligo è Petacchi, poi Tom Boonen, McEwen e Zabel. Altrimenti una sorpresa, che può venire da uno scatto malandrino negli ultimi 10 chilometri. Il compito della nazionale italiana sarà quello di impedire appunto questi scatti e organizzare il treno per lanciare lo sprint di Petacchi.
La squadra che dovrà fare tutto questo, si conosce da venerdì scorso, quando Ballerini ha comunicato le convocazioni: 2 capitani, Petacchi e Bettini, 2 nonni Lombardi e Bramati, 2 zii Velo e Tosatto, 1, per me, inutile, Paolini, 1 giovane vincente alla prima convocazione Pozzato, 2 giovani meno vincenti Bernucci e Bennati, 1 riserva sicura Ballan.
Bettini, è la risorsa la risorsa in caso di imprevisti.
Io, avrei lasciato lasciato a casa Paolini per Di Luca se avessi avuto la massima fiducia in Petacchi o il giovane Napolitano, che ha mostrato notevoli qualità di sprinter, nel caso avessi voluto avere una valida alternativa a Petacchi.

Hanno nome e cognome, sanno dove mi trovo, mi tengono sotto osservazione con le loro telecamere, ho a pochi metri dozzine di steward (“no agli steward, sì alle hostess” di oggi è stato meraviglioso, che fa perdonare anche la coreografia sponsorizzata) pronti ad entrare in azione. Dunque, per quanto sia considerato un delinquente in potenza, e come tale sia tenuto sotto stretto controllo, continuo ad essere trattato come un delinquente che si può muovere nell’ombra.
Oggi durante l’intervallo, a seguito di un pranzo che mi ha procurato un accentuato senso d’arsione, sono andato al bar per comprarmi una bottiglia d’acqua. Ebbene con mia grande sorpresa hanno tolto il tappo e nonostante le mie rimostranze “neanche in Fiorentina – Barcellona del ’97 lanciai nulla, perché dovrei farlo oggi che c’è un cecchino per ogni ogni spettatore, come minimo mi sparano” non mi è stato restituito, costringendomi a muovermi fra la gente come un funambolo, per evitare di versare l’acqua addosso a tutte le persone che sfioravo.
Oggi però ho anche scoperto che nel bar sotto la tribuna centrale vendono il caffè degli sportivi.
Questo caffè, un surrogato del caffè borghetti, viene consegnato caldo e con il tappo. Un tappo che è assolutamente identico nelle dimensioni a quello delle bottiglie.
Quindi chi compra il caffè degli sportivi e l’acqua avrà la possibilità di portarla al posto con il tappo, e da lì, potrà decidere se bere l’acqua o lanciare la bottiglia. Ovviamente, e giustamente, chi lancia la bottiglia sarà immobilizzato immediatamente e fustigato, però il lanciatore godrà di un momento di gloria nella trasmissione di Bonolis, grazie alle immagini a circuito chiuso. E, soprattutto, potrà far dire che questo ignobile decreto ha anche un senso.