donne di Firenze

by Franco Bellacci

Le donne di Firenze si svegliano la mattina quando suona la sveglia, imprecano, se hanno un uomo accanto forse lo tratteranno male o forse no, se l’uomo non c’è questo passo salta. Vanno in bagno, poi escono, si dirigono in cucina e preparano il caffè, se non ci ha già pensato l’uomo. Qualcuna dopo il caffè accenderà una sigaretta e allora probabilmente tornerà in bagno. Quindi si vestono ed escono. Chi li ha, accompagnerà i figli a scuola, poi al lavoro. E così via: gioie, delusioni, sogni, incazzature, preoccupazioni, soddisfazioni, la palestra e la dieta.
Tutto sommato nulla di diverso rispetto alle donne delle altre città.
A Firenze però in questi giorni c’è un gruppo di donne che si è data ad un’attività che non ha uguali nel resto della nazione, la contestazione del presidente della provincia perchè ha tolto di giunta un assessore. Una contestazione energica, organizzata e sopratutto intensa: petizione, quindi l’assemblea, il giorno dopo il comunicato stampa, per finire al sit-in passando per l’appello.
Un’intensità che fa pensare al coinvolgimento di centinaia di persone, quando in realtà sono qualche decina. Questo continuo passare da un’attività ad un’altra però, permette a questo gruppo di godere dell’effetto specchio come nei film di cowboys quando ci sono le cariche della cavalleria e si vedono centinaia di cavalli, che in realtà sono sempre gli stessi, ma sembrano tanti grazie al gioco di specchi. In questa vicenda il gioco di specchi è dato dalla diversificazione dell’azione e dall’attenzione che queste azioni stanno avendo da una parte della stampa fiorentina (repubblica).
Detto di come la vicenda appare all’opinione pubblica. Mi rimane l’altro aspetto, quello che secondo me è soprendente, che ci siano delle persone che nel 2005 spendono tante energie per la questione dell’assessorato alle pari opportunità. Non le pari opportunità, attenzione, ma l’assessorato alle pari opportunità. La contestazione infatti sopratutto verte sul fatto che il presidente Renzi abbia tolto ad una donna la delega delle pari opportunità, se la sia tenuta per se e non abbia intenzione di affidarla ad un’altra donna.
Intendiamoci, l’aspetto delle pari opportunità è rilevantissimo, non solo nel rapporto uomo-donna, ma anche nel rapporto fra generazioni diverse. Pensare però che la questione possa essere affrontata da una delega ad hoc, e non da un mercato del lavoro diverso, da un accesso al credito adeguato, da un’assistenza all’infanzia articolata, è secondo me un po’ limitante e visto che la protesta è portata avanti anche da persone impegnate nelle istituzioni anche un po’ preoccupante.


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11 Commenti

  1. non sai quanto sono d’accordo. a parte il caso fiorentino, che non conosco, sulle pari opportunità le donne hanno fatto tanti ma tanti di quelli errori

    #1 sobol
  2. Renzi è un incapace amministratore che ha scelto assessori di pari livello: da Alessandro Lo Presti che si è distinto nella certificazione di firme false della lista Mussolini a Giovanna Folonari che ha vinto un assessorato grazie al cognome che ha; passando per Maria Cassi che ha vinto un assessorato grazie al Cibreo… Inoltre personalmente ritengo che le Provincie non hanno più ragion di essere. Sono istituzioni superate Stato-Regioni-Comuni mi sembrano più che abbondanti…

    #2 condonato
  3. E la cosa peggiore sobol è che non fanno un passo in avanti che sia uno.
    Condonato, sono molto contento di risentirti, tanto da accettare di buon grado un commento che non condivido quasi per nulla. comunque converrai con me, che il tema era un altro.

    #3 Franco Bellacci
  4. ...bene il bugiardino è tornato (ed ha scritto una specie di libro…ancora da aprire!) : stavolta io concordo pienamente con lui.. mi spiace… anche se il tema era un altro e su quello mi sembra che tu dica cose giuste (cazzo, ma che stò a diventà doroteo?)

    #4 mirza
  5. In passato mi sono chiesto se autenticherei le firme per un partito del quale non condivido nulla. Risposi che l’avrei fatto perché ritengo che in Democrazia devono essere i cittadini ad esprimersi. Se un partito non ha degli eletti che possono autenticare le firme, è giusto che lo facciano altri. Il punto è che un autenticatore o sta una settimana dietro i militanti o si fida. Questo non vale solo per il caso specifico per tutte le raccolte firme. E’ una legge fatta alla cazzo, che funziona solo per i partiti strutturati, e quindi non può che avere delle applicazioni alla cazzo.
    Dando per scontato, poi che la vicenda specifica stia come è stata raccontata.
    Per quello che riguarda le due donne, se dite che sono lì solo perché sono mogli di qualcuno mi fate venire il dubbio che quelle scese in piazza per le donne non abbiano tutti i torti.

    #5 Franco Bellacci
  6. Grazie. Effettivamente il tema era un altro… ma quando vedo il nome RENZI io io io io io….. chiaro?

    #6 condonato
  7. le pari opportunità c’entrano e non c’entrano…

    #7 mavi
  8. Condonato è chiaro.
    Mavi, se sono le pari opportunità a suscitare la protesta. tutto rientrerebbe nel novero della critica. Non c’entrassero diventerebbe imbarazzante.
    Per rendere tutto più trasparente, è bene direche Renzi è un mio amico, questo non lo rende esente infallibile nè esente dal compiere cazzate, ma questo non è uno di quei casi.

    #8 Franco Bellacci
  9. sono unico nel fare gaffe…. ;-))

    #9 condonato
  10. ma figurati.

    #10 Franco Bellacci
  11. il buon renzi rimane un catto comunista che faceva il ganzo parlando con una giovane cronista quando ancora non era presidente.

    una donna di firenze.

    #11 lucre

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