donne di Firenze
by Franco Bellacci- Published:Settembre 11th, 2005
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Le donne di Firenze si svegliano la mattina quando suona la sveglia, imprecano, se hanno un uomo accanto forse lo tratteranno male o forse no, se l’uomo non c’è questo passo salta. Vanno in bagno, poi escono, si dirigono in cucina e preparano il caffè, se non ci ha già pensato l’uomo. Qualcuna dopo il caffè accenderà una sigaretta e allora probabilmente tornerà in bagno. Quindi si vestono ed escono. Chi li ha, accompagnerà i figli a scuola, poi al lavoro. E così via: gioie, delusioni, sogni, incazzature, preoccupazioni, soddisfazioni, la palestra e la dieta.
Tutto sommato nulla di diverso rispetto alle donne delle altre città.
A Firenze però in questi giorni c’è un gruppo di donne che si è data ad un’attività che non ha uguali nel resto della nazione, la contestazione del presidente della provincia perchè ha tolto di giunta un assessore. Una contestazione energica, organizzata e sopratutto intensa: petizione, quindi l’assemblea, il giorno dopo il comunicato stampa, per finire al sit-in passando per l’appello.
Un’intensità che fa pensare al coinvolgimento di centinaia di persone, quando in realtà sono qualche decina. Questo continuo passare da un’attività ad un’altra però, permette a questo gruppo di godere dell’effetto specchio come nei film di cowboys quando ci sono le cariche della cavalleria e si vedono centinaia di cavalli, che in realtà sono sempre gli stessi, ma sembrano tanti grazie al gioco di specchi. In questa vicenda il gioco di specchi è dato dalla diversificazione dell’azione e dall’attenzione che queste azioni stanno avendo da una parte della stampa fiorentina (repubblica).
Detto di come la vicenda appare all’opinione pubblica. Mi rimane l’altro aspetto, quello che secondo me è soprendente, che ci siano delle persone che nel 2005 spendono tante energie per la questione dell’assessorato alle pari opportunità. Non le pari opportunità, attenzione, ma l’assessorato alle pari opportunità. La contestazione infatti sopratutto verte sul fatto che il presidente Renzi abbia tolto ad una donna la delega delle pari opportunità, se la sia tenuta per se e non abbia intenzione di affidarla ad un’altra donna.
Intendiamoci, l’aspetto delle pari opportunità è rilevantissimo, non solo nel rapporto uomo-donna, ma anche nel rapporto fra generazioni diverse. Pensare però che la questione possa essere affrontata da una delega ad hoc, e non da un mercato del lavoro diverso, da un accesso al credito adeguato, da un’assistenza all’infanzia articolata, è secondo me un po’ limitante e visto che la protesta è portata avanti anche da persone impegnate nelle istituzioni anche un po’ preoccupante.












