Be cool

by Franco Bellacci

Il Toro gioca ed espugna con il più inglese dei risultati il campo del sempre insidioso Pescara. La squadra messa in campo da Mister Sarri da Vaggio mostra solidità e buone geometrie, ma non può nulla contro il trio dei pelati.
Non ho ancora visto la fiction “grande Torino”, per cui non so dire nè se è bella nè se trasuda comunismo.

Lapo sulla triade

by Franco Bellacci

“Quei tre mi ricordano Caino e Abele. Pensa che tra tutti il più simpatico è Moggi. Ti basta per farti capire la mia opinione sulla dirigenza Juve..”
Io sono ovviamente dalla sua parte anche se non posso non notare che Caino e Abele erano due, e, comunque, solo uno la storia lo rammenta come esempio negativo.

problemi di questi giorni

by Franco Bellacci

L’escursione termica:
la mattina si bubbola;
il giorno si suda;
la sera è troppo freddo per starsene a ciarlare piacevolmente ai giardinetti.

Lost

by Franco Bellacci

La prima puntata della seconda serie di Lost è stata all’altezza delle mie aspettative e, vi garantisco, non era semplice.
Ovviamente, per rispetto di chi deve vederla, non la racconto, ma vi racconto come io e un altro lostista avevamo immaginato l’inizio di questa serie.
Prima puntata: Kate, Locke e Jack scendono le scale del tunnel.
Flashback: Kate ha 4 anni, si trova ai giardini, mentre sta salendo le scale dello scivolo mette male il piede e cade a terra nel fango. La caduta gli procura una sbucciatura al ginocchio destro e una ferita alla fronte che viene tamponata con la carta gialla del macellaio.
Nuovamente al presente. I 3 arrivano arrivano in fondo al tunnel, è buio e non hanno portato niente che faccia luce.
Fine prima puntata.
Seconda puntata: Kate si offre volontaria per risalire e prendere qualcosa che possa fare luce. Quando arriva in cima è stremata è chiede qualcosa che faccia luce a ad Hurley, che gli dà una candela.
Scende di nuovo la scale, raggiunge i due compagni e gli consegna la candela. Locke tocca la candela e urla “quel cretino ti ha dato un candelotto di dinamite”
Flashback: Locke ha 22 anni, è stato appena licenziato dal suo lavoro di fattorino. E’ molto amareggiato non per il licenziamento in sè, quanto per la consapevolezza di essere un capro espiatorio. E’ colpa del suo capo che sbagliava sempre a consegnargli il materiale.
Fine seconda puntata
Terza puntata: Locke sta salendo le scale, arriva all’uscita, dà dell’idiota a Hurley e si fa consegnare una pila.
Flashback: Hurley ha 9 anni sta uscendo da McDonald’s e sta piangendo, ancora una volta la cameriera ha sbagliato gli ha dato la bustina di maionese invece dal ketchup.
Presente: Locke scende, arriva finalmente in fondo, accende la pila. Si vede una porta con sopra una targhetta: “l’apertura della porta e l’accensione delle luci è comandata dall’interruttore sotto il primo piolo della scale appena proprio sotto l’apertura della botola”
Fine terza puntata
Quarta puntata: Jack sale con le scale, arriva in cima accende la pila e vede l’interruttore e rimane sconvolto: è un interruttore bticino, di quelli che non vanno toccati, ma basta sfiorarli.
Flashback: Jack ha 5 anni, sta piangendo, ha appena preso uno schiaffone da suo padre, che sta urlando “smettila, non ho intenzione di cambiare gli interruttori di casa, per mettere quelli che basta sfiorare. Sono certo che non funzionano. Se insisti ti tolgo la tv, così non potrai più vedere quelle stupidissime pubblicità.”
Sfiora ll’interruttore e si accende la luce nel tunnel ed esclama compiaciuto “ero certo che funzionavano!”.
Fine quarta puntata.

mondiali

by Franco Bellacci

Per ora il mondiale di ciclismo che si sta correndo a Madrid da quasi 5 ore, ha avuto un livello di vivacità che potrebbe avere un pranzo con Publio Fiori.
Quindi in attesa che la situazione cambi, parliamo del futuro, precisamente dei mondiali del 2008. Da qualche giorno infatti l’ufficiosità è diventata ufficialità, si correranno a Varese, praticamente a pochi chilometri da quelli già fissati nel 2009 a Mendrisio in Svizzera (che promettono bene).
Varese ha battuto l’altra candidatura italiana di Lucca- Viareggio e quella olandese di Valkenburg. I
varesini sono stati bravissimi, hanno coinvolto le istituzioni, trovato gli sponsor generosi, tessuto le relazioni giuste. Si sono dimenticati solo di una cosa: individuare un percorso decente.
Ivan Basso, che è di quelle parti, quando lo provò, lo definì facile, praticamente un ciclista meno educato avrebbe detto che faceva cacare. Dopo il giudizio di Basso è stato inserito il Montello, una salita la cui difficoltà è scritta nel nome.
L’altra asperità, quella prevista fin dall’inizio, è il Ronchi, che presenta una pendenza media del 4%, una salita tanto dura, che se c’è del vento a favore i ciclisti neanche si accorgeranno del cambio di pendenza. In pratica più che un percorso ciclistico sembra il quadro di Escher che rappresenta un percorso chiuso che sembra sempre andare in discesa. La differenza è che il quadro di Escher è un illusione ottica.

UPDATE: il finale di questo mondiale invece è stato all’altezza. Ha vinto uno dei favoriti (vedi qualche post indietro), Tom Boonen, che quest’anno è stato sicuramente il numero 1 nelle gare in linea. Peccato per Bettini a cui sono mancati 500 metri. A Petacchi invece qualche chilometro in più.

censura

by Franco Bellacci

Internazionale ha pubblicato la graduatoria delle notizie più censurate dell’anno. Nella classifica italiana al nono posto c’è la sentenza di condanna sulla vicenda doping juventina.

la salvifica terza via

by Franco Bellacci

Botta risposta fa Adriano Galliani e Repubblica:
Galliani con aria fra l’addolorato e l’incredulo “c’è gente che si fida ancora di Repubblica!”
Repubblica con aria indignata “c’è gente che si fida ancora di Galliani”
Fosse per me potevano stare zitti, visto che non mi fido né dell’uomo, né del quotidiano.

una ricetta per star bene

by Franco Bellacci

Un pezzo di lesso e altrettanti pomodori senza buccia e semi, cipolle equivalenti a tre mezzi del lesso. Aglio, salvia, rosmarino, sale, pepe, zenzero, un bicchiere di vino rosso e, se c’è meglio, del brodo.
Rosolare le cipolle, l’aglio, la salvia eil rosmarino quando prendono colore, aggiungere i pomodori, sale (poco se c’è il brodo da aggiungere dopo), pepe e zenzero. Dopo un quarto d’ora aggiungere il lesso tagliato a fettine sottili. Si versa un bicchiere di vino rosso e si mescola. Una volta evaporato il vino se c’è il brodo si aggiunge, quindi si continua a mescolare. E così via per un’ora a fuoco basso, basso, basso, ovviamente continuando ogni tanto a mescolare.
E’ il lesso rifatto o francesina. Questo nome pare sia un omaggio a Caterina de’ Medici, che quando sposò Enrico II di Valois esportò in Francia molte tradizione culinarie fiorentine. Se sta così era più logico che in Francia la chiamassero la Fiorentina e noi si continuasse a chiamarla con il nome originario.
Comunque sia il nome è la cosa meno importante, quella importante è che è il mio piatto di stasera.

tv

by Franco Bellacci

Ieri mi sono coricato presto la sera. E ho sbagliato, perché invece di spengere la candela ho acceso la tv e li ho visto:

– Matrix dove trasmettevano spezzoni del dibattito elettorale Berlusconi – Prodi del ’96, con in sovrimpressione la data del 25 aprile 1996, cioè 4 giorni dopo la data delle elezioni. – Sergio Romano, che neanche fosse il mago Otelma, ammoniva con aria grave i telespettatori “attenzione a Berlusconi, è più vivo che mai, l’ho visto a Cernobbio, è riuscito a divertire un pubblico inizialmente ostile”. – Mentana fare intendere che se i sondaggisti hanno sbagliato in Germania, vuol dire che sbaglieranno anche in Italia. Non gli ha dato neanche il 50% d azzeccarla. – Nessuno dire che non sono solo i sondaggi a dire che Berlusconi perderà le elezioni, ma piuttosto l’esito di tutte le elezioni da due anni a questa parte: amministrative, suppletive, regionali e europee. – Fuorizona, dove sono stati capaci di trasmettere per 7 volte 7 in 2 minuti, la “doppietta della rinascita” di Del Piero (calciatore che a me rimane anche simpatico, anche solo per le pratiche a cui è stato sottoposto nel periodo 1994-1998), che è consistita in un rigore e una punizione tirata male.

Domenica c’è il mondiale di ciclismo su strada. Questo è il sito (l’intro in flash, con il valzer in sottofondo, è l’unica cosa che vale la pena di vedere), questa è la planimetria . Come potete vedere, siamo ancora una volta di fronte ad un equivoco uno sbaglio, chi lo ha scelto credeva che si sarebbe disputato un torneo di biliardo. Invece, anche se non è facile da credere, è il percorso per una corsa ciclistica che consentirà a chi vince di indossare la maglia iridata per un anno.
Difficile aspettarsi qualcosa di diverso da un arrivo allo sprint, come pure è difficile aspettarsi una gara godibile prima dell’ultimo giro.
Il favorito d’obbligo è Petacchi, poi Tom Boonen, McEwen e Zabel. Altrimenti una sorpresa, che può venire da uno scatto malandrino negli ultimi 10 chilometri. Il compito della nazionale italiana sarà quello di impedire appunto questi scatti e organizzare il treno per lanciare lo sprint di Petacchi.
La squadra che dovrà fare tutto questo, si conosce da venerdì scorso, quando Ballerini ha comunicato le convocazioni: 2 capitani, Petacchi e Bettini, 2 nonni Lombardi e Bramati, 2 zii Velo e Tosatto, 1, per me, inutile, Paolini, 1 giovane vincente alla prima convocazione Pozzato, 2 giovani meno vincenti Bernucci e Bennati, 1 riserva sicura Ballan.
Bettini, è la risorsa la risorsa in caso di imprevisti.
Io, avrei lasciato lasciato a casa Paolini per Di Luca se avessi avuto la massima fiducia in Petacchi o il giovane Napolitano, che ha mostrato notevoli qualità di sprinter, nel caso avessi voluto avere una valida alternativa a Petacchi.

Hanno nome e cognome, sanno dove mi trovo, mi tengono sotto osservazione con le loro telecamere, ho a pochi metri dozzine di steward (“no agli steward, sì alle hostess” di oggi è stato meraviglioso, che fa perdonare anche la coreografia sponsorizzata) pronti ad entrare in azione. Dunque, per quanto sia considerato un delinquente in potenza, e come tale sia tenuto sotto stretto controllo, continuo ad essere trattato come un delinquente che si può muovere nell’ombra.
Oggi durante l’intervallo, a seguito di un pranzo che mi ha procurato un accentuato senso d’arsione, sono andato al bar per comprarmi una bottiglia d’acqua. Ebbene con mia grande sorpresa hanno tolto il tappo e nonostante le mie rimostranze “neanche in Fiorentina – Barcellona del ’97 lanciai nulla, perché dovrei farlo oggi che c’è un cecchino per ogni ogni spettatore, come minimo mi sparano” non mi è stato restituito, costringendomi a muovermi fra la gente come un funambolo, per evitare di versare l’acqua addosso a tutte le persone che sfioravo.
Oggi però ho anche scoperto che nel bar sotto la tribuna centrale vendono il caffè degli sportivi.
Questo caffè, un surrogato del caffè borghetti, viene consegnato caldo e con il tappo. Un tappo che è assolutamente identico nelle dimensioni a quello delle bottiglie.
Quindi chi compra il caffè degli sportivi e l’acqua avrà la possibilità di portarla al posto con il tappo, e da lì, potrà decidere se bere l’acqua o lanciare la bottiglia. Ovviamente, e giustamente, chi lancia la bottiglia sarà immobilizzato immediatamente e fustigato, però il lanciatore godrà di un momento di gloria nella trasmissione di Bonolis, grazie alle immagini a circuito chiuso. E, soprattutto, potrà far dire che questo ignobile decreto ha anche un senso.

A tutta B

by Franco Bellacci

La pietra dello scandalo fra i Sindaci e la lega calcio è un programma della Rai che si chiama “la B in diretta” e va in onda, ovviamente, mentre gioca la serie B. La rai per averla ha offerto 7 milioni e mezzo di euro (340.000 euro a squadra), pretendendo però che la B giochi in orari diversi dalla serie A.
Tanta determinazione fa pensare alla volontà di costruire qualcosa di non dico innovativo, ma almeno godibile. Io ieri l’ho vista per la prima volta, ebbene consiglio a tutti di vederla (808 sul decoder sky oppure in streming a questo indirizzo ) anche se la B non vi interessa, vi convincerete che poter vedere i mondiali su sky non è poi una cosa brutta.
Dunque, il presentatore è Galeazzi che se ne sta dietro un tavolone, che purtroppo per lui non è imbandito, almeno avrebbe un motivo d’interesse per stare lì. Poi ci sono gli ospiti, ieri erano Claudio Sala e Andrea Agostinelli, che non so quanto volontariamente erano vestiti in un modo assolutamente identico.
L’inizio è imbarazzante, Galeazzi non sa che dire e non trova meglio che esordire facendo i complimenti all’impeccabile abbigliamento di Agostinelli, che, ripeto, che è lo stesso di Sala, ma a Sala non dice nulla. Continua con una supercazzola sulla serie B, che propone sempre “incontri interessanti”, “alcune partite hanno il sapore di serie A”, per non dire dei giovani, che “sono assolutamente da seguire, perchè nei prossimi anni saranno certamente protagonisti in serie A”, quali siano, non lo dice. Chiude invitando Agostinelli a dire la sua su Atalanta – Torino, partita
importantissima anche per quanto “è accaduto in passato”.
Ovviamente Agostinelli non ha idea a cosa si riferisca Galezzi (neanche io, e dire che la storia del Torino un po’ la conosco), ed esce dall’imbarazzo citando presunti episodi violenti di circa 20 anni prima. Evidentemente Agostinelli punta sul fatto che gli atalantini si sono cazzottati un po’ con tutti.
Finita la chiacchierata, il programma entra nel vivo, che consiste nella trasmissione della partita più importante del giorno e dei gol delle altre partite.
L’obiettivo ovviamente è quella di realizzare un “tutto il calcio minuto per minuto in tv”, ma il risultato è imbarazzante.
Quando infatti in uno dei campi secondari c’è il gol, si sente Galeazzi dire “attenzione, attenzione!”, l’audio della partita principale scompare e inizia un’inutile sigla di 6/7 secondi, poi, finalmente, c’è il collegamento con il campo dove hanno segnato, ma quello che si vede non è l’azione del gol. Si vedono invece dei giocatori che esultano, o che riportano velocemente la palla al centro, o che
protestano, oppure il pubblico esultante, se va bene un replay rallentato, che se non ci proietta direttamente negli anni ’70 è solo perché manca la R intermittente in alto a sinistra.
Oppure non servirebbe molto per fare un programma accettabile, come trasmettere 3 o 4 partite che si passano la linea, eliminare l’irritante sigla che annuncia il gol, e i gol degli altri campi devono essere trasmessi in leggera differita, in modo che quando c’è il collegamento di veda l’azione del gol, non quanto accade dopo.
Basterebbe poco, ma siccome quella di ieri era già la terza puntata e a nessuno sono venuti in mente questi piccoli accorgimenti, vuol dire che non c’è proprio speranza. Quindi l’imperativo è quella di abbandonarla il più presto possibile.

ancora numeri

by Franco Bellacci

Trentacinque milioni di dosi di vaccino che copriranno l’80% della popolazione italiana. E’ questo il quantitativo che l’Italia si e’ assicurata grazie all’ accordo di prelazione gia’ siglato con tre grandi aziende farmaceutiche che stanno lavorando per isolare il virus dell’ influenza aviaria allo scopo di creare cosi’ un vaccino ad hoc. Lo ha confermato il ministro della salute, Francesco Storace, al termine del Consiglio dei ministri di oggi.
A parte che 35 milioni di dosi, se molti non fanno a mezzo, non bastano per l’80% della popolazione, ma a quell’altro 20% che succede? deve schiantare?

un po’ di numeri: meno 22%

by Franco Bellacci

il decreto di Pisanu “facciamo assomigliare gli stadi a guantanamo” passerà all storia come uno dei primi decreti di questo governo ha raggiungere l’obiettivo prefissato. L’obiettivo in questo caso è l’eliminazione della violenza dagli stadi. Ebbene in pochi anni l’obiettivo sarà completamente raggiunto, se questo trend continuerà infatti in pochi anni allo stadio modello guantanamo non ci sarà più nessuno e ovviamente di conseguenza niente più atti violenti.
Dopo due giornate infatti, quando ogni squadra ha giocato una partita in casa, il numero degli spettatori complessivi in serie A quest’anno ammonta a 432.943, lo scorso anno, a questo punto, erano 553.448. 120.505 spettatori in meno.
La mia sensazione però è che i 22 tifosi su 100 che hanno preferito fare un’altra cosa, non siano i violenti ma persone assolutamente tranquille, che semplicemente hanno pensato che per un passatempo di un paio d’ore non valga la pena di fare code per l’acquistare il biglietto ancora più lunghe, che essere schedati non è comunque una bella cosa, come pure essere ripresi continuamente da una telecamera.

senza titolo

by Franco Bellacci

che settimana di merda!

mancanze

by Franco Bellacci

L’assenza del sudicio fra i PDI (punti d’interesse) situati tra Figline e San Giovanni toglie ogni autorevolezza turistico-culinaria al TomTom.

Un azzurroooooo

by Franco Bellacci

Claudio Baglioni canterà l’inno ufficiale delle olimpiadi invernali di Torino del prossimo inverno. Non è la prima volta che Baglioni si occupa di questa materia, l’altra fu per la nazionale italiana di calcio ai mondiali del ’98. L’Italia finì la sua avventura ai rigori e non furono pochi quelli che attribuirono gli errori di Albertini e Di Biagio, due ottimi rigoristi, alle capacità iettatorie della canzone.
8 anni dopo Baglioni sarà di nuovo alle prese con l’inno, ma non solo, sarà anche direttore artistico e a 100 giorni dall’inizio condurrà una trasmissione musicale sulla RAI. Lo slogan sarà “passion lives here”
Sedcondo me, a gennaio sarà già primavera.

Regole

by Franco Bellacci

Ho sentito per radio che il centrodestra vuol cambiare la legge elettorale e che l’Unione non l’ha presa bene. Certamente cambiare le regole ad un paio d’ore dalle elezioni non è molto bello ed è chiaramente il segno che quando Berlusconi parlava di pareggio non stesse guardando l’esito dei sondaggi ma del risultato di Ascoli – Milan.
Io però quando ho saputo che le nuove regole prevedono un proporzionale, mi sono tranquillizzato, fino a che il centrodestra non propone l’elezione dei parlamentari tramite estrazione a sorte il risultato non è in discussione.

donne di Firenze

by Franco Bellacci

Le donne di Firenze si svegliano la mattina quando suona la sveglia, imprecano, se hanno un uomo accanto forse lo tratteranno male o forse no, se l’uomo non c’è questo passo salta. Vanno in bagno, poi escono, si dirigono in cucina e preparano il caffè, se non ci ha già pensato l’uomo. Qualcuna dopo il caffè accenderà una sigaretta e allora probabilmente tornerà in bagno. Quindi si vestono ed escono. Chi li ha, accompagnerà i figli a scuola, poi al lavoro. E così via: gioie, delusioni, sogni, incazzature, preoccupazioni, soddisfazioni, la palestra e la dieta.
Tutto sommato nulla di diverso rispetto alle donne delle altre città.
A Firenze però in questi giorni c’è un gruppo di donne che si è data ad un’attività che non ha uguali nel resto della nazione, la contestazione del presidente della provincia perchè ha tolto di giunta un assessore. Una contestazione energica, organizzata e sopratutto intensa: petizione, quindi l’assemblea, il giorno dopo il comunicato stampa, per finire al sit-in passando per l’appello.
Un’intensità che fa pensare al coinvolgimento di centinaia di persone, quando in realtà sono qualche decina. Questo continuo passare da un’attività ad un’altra però, permette a questo gruppo di godere dell’effetto specchio come nei film di cowboys quando ci sono le cariche della cavalleria e si vedono centinaia di cavalli, che in realtà sono sempre gli stessi, ma sembrano tanti grazie al gioco di specchi. In questa vicenda il gioco di specchi è dato dalla diversificazione dell’azione e dall’attenzione che queste azioni stanno avendo da una parte della stampa fiorentina (repubblica).
Detto di come la vicenda appare all’opinione pubblica. Mi rimane l’altro aspetto, quello che secondo me è soprendente, che ci siano delle persone che nel 2005 spendono tante energie per la questione dell’assessorato alle pari opportunità. Non le pari opportunità, attenzione, ma l’assessorato alle pari opportunità. La contestazione infatti sopratutto verte sul fatto che il presidente Renzi abbia tolto ad una donna la delega delle pari opportunità, se la sia tenuta per se e non abbia intenzione di affidarla ad un’altra donna.
Intendiamoci, l’aspetto delle pari opportunità è rilevantissimo, non solo nel rapporto uomo-donna, ma anche nel rapporto fra generazioni diverse. Pensare però che la questione possa essere affrontata da una delega ad hoc, e non da un mercato del lavoro diverso, da un accesso al credito adeguato, da un’assistenza all’infanzia articolata, è secondo me un po’ limitante e visto che la protesta è portata avanti anche da persone impegnate nelle istituzioni anche un po’ preoccupante.

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