Candidati alle primarie

by Franco Bellacci

Alle primarie del centrosinistra in programma il prossimo 16 ottobre i candidati saranno Prodi, Bertinotti, Pecoraro Scanio, Di Pietro, forse Mastella, Sgarbi e Scalfarotto. Nelle ultime due settimane i giornali e i blog ( blog notes, Mantellini, Kurai, Wittgenstein) hanno parlato molto della candidatura di Scalfarotto, l’uomo nuovo.
Le ragioni per cui è stato dato molto spazio a questa candidatura sono semplici, Scalfarotto ha molte qualità per piacere a molti. Piace a tutti quelli che credono che le soluzioni ai problemi complessi stiano nella testa di una sola persona, piace a tutti quelli che credono che i leaders politici dovrebbero cambiare ogni anno come i partecipanti al grande fratello, piace a tutti quelli a cui non piacciano i partiti e i politici. Piace a tutti quelli che credono che Blair e Zapatero siano nati a 43 anni spuntando dal nulla. Piace perchè la sua battaglia a molti ricorda quella del David contro Golia.
Sinceramente non vedo altre caratteristiche positive, quelle che sarebbero necessarie per far sì che lui dovrebbe essere scelto prima per guidare il centrosinistra nella competizione elettorale e poi per governare l’Italia.
Intendiamoci, potrebbe anche averle le qualità ncessarie: competenza, capacità d’ascolto, di far sognare e di sintesi, autorevolezza e carisma. La sua storia però non le mette in mostra, infatti di lui non si sa null’altro del suo lavoro in banca, che 10 anni fa ha scritto una lettera a Repubblica e che guida un circolo con un centinaio d’iscritti.
Un po’ poco per la verità, unita al fatto che l’umiltà, altra dote fondamentale in un leader, quella gli manda di sicuro, se è vero che gl iè bastato che un paio di persone gli dicessero di candidarsi alle primarie per farlo davvero.
A me sinceramente pare l’antipolitica, un antipolitica di valori, certamente, ma nulla che abbia a che vedere con il governo di una paese.
Io non firmerò la sua candidatura (come eletto del centrosinistra certificare quelle raccolte e in casi di bisogno lo farò volentieri) e non lo voterò nel caso riesca a raccogliere le firme. Per votare Prodi non avrò bisogno di turarmi il naso perchè ritengo fra tutti i candidati quello più adatto alla contesa elettorale e per guidare il governo.


Rss Commenti

5 Commenti

  1. sai che non l’avevo mai sentito nominare?

    #1 jest
  2. Guarda Franco, a me fa piacere che Ivan Scalfarotto stia cercando di presentarsi alle primarie per due motivi: primo è una faccia nuova e questo, in politica fa sempre piacere e poi è uno che è dovuto andare a lavorare all’estero, requisito secondo me interessante per affrontare il problema del lavoro in Italia (e tu sai che questo problema per me è fondamentale, specialmente in questo periodo).
    Mi piacerebbe sostenerlo affinché possa partecipare alle primarie, ma non ho ben capito come si fa (è complicato?).
    Non so se poi voterò per lui, non ho ancora deciso a chi dare il mio voto e prima di farlo mi voglio documentare per bene, però vorrei che fosse nella rosa dei candidati. Mi piacerebbe che ci fosse anche una candidata, ma questa è una storia lunga che ti ho già raccontato a voce…

    #2 gattasorniona
  3. Jest – nelle ultime settimane ha avuto motlo spazio.
    Gatta – al di là del fatto che il nuovo in sè secondo me non è un valore assoluto. L’aspetto che però vorrei sottolineare è questo. Io fossi stato al suo posto se avessi avuto il problema delle firme con un budget di 500.000 euro, per prima cosa avrei affittato dei locali nelle città più grandi avrei chiesto agli eletti dell’unione delle disponibilità a certificare le firme, e nel sito avrei indicato orari e indirizzo per sottoscrivere la candidatura. Il fatto che non l’abbia fatto vuol dire due cose, o che non ha il problema delle firme oppure che non ha grandi capacità organizzative.
    Per quello che riguarda la presenza di una donna, io avevo esortato una signora a candidarsi, più o meno quello che hanno fatto gli amici si scalfarotto, soltanto che la sig. dopo essersi sentita lusingata ha pensato che una candidatura per una primaria dovrebbe nascere in altro modo.
    Per quello che riguarda la questione lavoro e precariato, quello è il problema, comunque anche Prodi negli ultimi anni ha lavorato all’estero.

    #3 Franco Bellacci
  4. forse sono io allora che d aun mese leggo solo le notizie sul toro…

    #4 jest
  5. Faeto (FG)
    La protesta dei cittadini di Faeto
    Eolico selvaggio: Un parco mette in subbuglio un paese

    Costituito un comitato che protesta per il deterioramento paesaggistico: un territorio piccolissimo che rischia di avere 120 pale eoliche con una densità di 0,23 pale eoliche per kmq.

    Si diceva che piccolo è bello, cioè un paese piccolo è più gestibile e il controllo sociale è altissimo, pare che a Faeto non sia così. Nel piccolissimo comune del Subappennino Dauno in provincia di Foggia, di appena 800 abitanti, 866 m. s.l.m., il paese più alto della Puglia noto per la produzione di prosciutto, si è dato via libera all’eolico senza il dovuto rispetto delle varie norme previste.
    La protesta e un appello, ci vengono da un gruppo di lettori che ci hanno scritto. Hanno costituito il Comitato contro l’eolico selvaggio «Liberiamo il Vento» che conta già un centinaio di adesioni. «Il nostro paese era incontaminato e paesaggisticamente incantevole sino a qualche anno fa quando l’Amministrazione locale, che si è peraltro riconfermata alle elezioni del 2005, ha deliberato, con una decisione lampo e senza coinvolgere minimamente la popolazione nonostante fosse stata prevista nel Programma amministrativo l’indizione del referendum popolare su tale tema, di costruire un parco eolico. La gente del nostro paese ha iniziato ad assistere ad un via vai di giganteschi camion, di betoniere e di fuoristrada che impolveravano sempre di più le strade interne ed esterne e che, con la loro frenetica quanto sconosciuta attività, stavano modificando per sempre i connotati del nostro territorio. Iniziavano a stagliarsi sui crinali dei nostri meravigliosi monti, disseminati di faggeti e querceti, di sorgenti di acque cristalline oltre che di una fauna di assoluto pregio che comprende lupi, cinghiali ed una sterminata varietà di volatili, alcuni invadenti giganti senz’anima, collocati senza alcuna logica ed armonia visiva, che spezzavano irrimediabilmente e per sempre la quiete incontaminata di quei luoghi e che creavano un impatto ambientale talmente devastante da non poter essere accettato per nessuna ragione».
    I cittadini sottolineano che gli aerogeneratori si trovano in luoghi che rientrano o che sono limitrofi a zone boschive di primaria importanza, a zone catalogate come SIC e PUTT, a zone che sono state incluse nell’area del Parco dei Monti Dauni Meridionali, da sottolineare che il 90% del territorio è sottoposto ai vincoli dell’Autorità di Bacino della Puglia e di quella del Liri-Garigliano.
    «L’Amministrazione locale dal 2000 sino ad oggi – sottolineano i cittadini di Faeto – non ha mai indetto un’assemblea popolare, così come previsto dallo Statuto comunale ex artt. 32 e 36-37, per spiegare alla gente, siamo un paese di appena 800 abitanti, il perché di tale decisione e, soprattutto, i benefici, in primis economici e lavorativi, derivanti da essa e per decidere democraticamente con la popolazione se procedere o meno a tale scelta».
    Così ora a Faeto si trovano 42 aerogeneratori che non tengono conto neanche delle disposizioni contenute nelle Linee Guida emanate dalla Regione Puglia nel Gennaio 2004 per ciò che concerne, ad esempio, le distanze ed il rispetto dell’avifauna e dell’ecosistema in genere. Non solo, ma l’Amministrazione locale pare abbia deciso di installare altre 35 pale eoliche in una zona altrettanto importante a livello naturalistico e paesaggistico senza comunicare nulla alla popolazione. «Con una freddezza burocratica tipica degli stati totalitari – si denuncia nella lettera – essa ha commissionato un progetto, uno screening per l’assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale ed uno studio di incidenza ambientale dopodiché ha stipulato una convenzione con la Società che si occuperà della costruzione nonché della gestione del parco eolico». E pare che sia in fase di stesura l’aggiunta di altri due progetti che prevedono «l’installazione di altre 50 pale eoliche. Ci troveremo, quindi, in un territorio di 24,12 kmq ad avere ben 120 pale eoliche con una densità di 0,23 pale eoliche per kmq».
    A suo tempo l’iniziativa è stata presentata come mezzo per risanare il bilancio. Ma i conti non tornano: «L’entrata che il nostro Comune ottiene attualmente per le 42 pale eoliche già installate si aggira sui 150.000 euro annuali e ciò significa che per ogni aerogeneratore noi percepiamo annualmente la sbalorditiva cifra di 3.500 euro circa! Con le altre 35 pale che hanno deciso di installare percepiremmo un canone di 270.000 euro l’anno che corrisponderebbe a 7.700 euro circa l’anno per aerogeneratore. Una cifra che noi riteniamo assolutamente inadeguata a risollevare le sorti del tanto vituperato bilancio comunale, che viene sempre utilizzato come alibi per giustificare questo tipo di scelte, anche perché questi soldi non vengono neanche utilizzati per attività socialmente rilevanti o per ridurre la pressione fiscale. Il Comune di Faeto, in sostanza, percepisce, da un calcolo effettuato, sulla produzione di energia elettrica ottenuta dalle pale eoliche attualmente in funzione un misero 1,1% che è una cifra vergognosa se rapportata ai milioni di euro di guadagni ottenuti dalle società dell’eolico presenti in zona». E tutto questo a fronte di un danno ambientale notevole e di due occupati. Siamo stanchi di essere sempre colonizzati dagli sciacalli di turno vogliamo finalmente contare qualcosa e scegliere il nostro futuro.

    #5 Comitato Liberiamo il vento

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