ciclismo elettrico

by Franco Bellacci

Il ciclismo urbano ha 1000 indicazioni, fra tutte: è comodo, veloce, ecologico, è anche sicuro con un impianto frenante e illuminante funzionanti.
Ha pochissime controindicazioni, fra tutte la scarsa sicurezza in presenza di automobilisti scorretti, un po’ di incazzature quando i pedoni ti occupano le piste ciclabili e, infine, si suda, soprattutto d’estate. Intendiamoci sudare di per sè non ha nulla di disidicevole. Il problema esiste se dopo una copiosa sudata c’è in programma un appuntamento. D’estate, quando fuori ci sono 35 gradi e un umidità del 100%, il problema si accentua. In questo caso infatti non c’è soluzione, non si può tenere una velocità così bassa da impedire l’avvio del meccanismo corporeo di termoregolazione.
Come ovviare? Avevo in mente una soluzione e l’ho pure provata: la bici elettrica. Lo dico subito è qualcosa di diverso da un motorino che sembra una bici. Non è neanche metà motorin o e metà bici. E’ una bici e funziona esattamente come una bici, il motorino agevola, se uno pedala un po’, il motore rende la pedelata più efficace, niente di più. Nonostante le marce, e l’ambaradan per caricare la batteria. Inoltre può capitare che la batteria ti abbandoni all’improvviso, come è successo a me nel cavalcavia di Piazza Alberti, ovviamente nella parte ascendente. E se ti abbandona, devi portare con la sola forza delle gambe, una bici, un motore, una batteria. Il tutto dopo aver appena subito l’impatto psicologico di un improvviso aggravio di peso da portare, con in sottofondo il suono che segnala la crisi energetica della bicicletta, che è lo stesso identito suono dei bussini A, B, C dell’Ataf.
Insomma, la bici elettrica richiede organizzazione, per tenere sempre in carica la batteria, e metodo nella pedalata, per ottimizzare l’aiuto. E’ quindi l’esatto opposto del ciclismo urbano che è lo sport anarchico per eccellenza.

Ma come fa?

by Franco Bellacci

Io oggi: sono uscito di casa, ho fatto colazione, ho incontrato due persone, partecipato ad una riunione prima di pranzo e ad una dopo pranzo, buttato giù delle idee in modo ordinato, scritto mail che hanno generato confusione, inviato un sms risolutivo (non per me), fatto la spesa e ora sto scrivendo questhe righe mentre aspetto che l’acqua per i rigatoni giunga ad ebolizione. E mi sento a pezzi.
Galliani invece ha definitivamente sancito, con soddisfazione, la rottura della Lega, che è un po’ come se un qualunque presidente di società fosse contento di perdere metà società. Ha lanciato un ultimatum al Parma per Gilardino, si è fatto fotografare insieme a qualche giocatore quindi ha rilasciato dichiarazioni gravi e ironiche, questo per limitarsi all’aspetto pubblico del personaggio. E sembra in ottima forma, per quello che può valere per lui essere in ottima forma, ovviamente.