Gli orridi personaggi che girano intorno al calcio finiranno per demolire anche le poche certezze chi mi porto dietro. Fino a ieri infatti pensavo che le dimissioni fossero un atto talmente dignitoso, tale da rivalutare esperienze fallimentare.
Bergamo la metà del disegnatore arbitrale degli ultimi 6 anni, l’altra metà è Pairetto, ieri ha sbattuto la porta. Si è dimesso perché ‘’Ho provato un malessere che è nato nel momento in cui le critiche sono diventate insostenibili per questo lascio il mio posto. Non siamo stati apprezzati. Ho fatto questa scelta credendo che il gruppo possa così ritrovare serenità. La mia è una rinuncia a qualsiasi impiego’‘.
Al di là del fatto che se nessuno li ha apprezzati è perché hanno svolto un lavoro orrendo, bisogna aggiungere alcuni particolari, necessari per comprendere il personaggio: le dimissioni sono state date due giorni dopo la scadenza dell’incarico e dopo aver avuto la conferma che non sarebbe stato confermato. E chi crede che tutti debbano lavorare non si preoccupi, Bergamo non rimane senza lavoro. Aveva un altro incarico nella commissione tecnica Fifa e da quella si guarda bene di dimettersi.


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5 Commenti

  1. con i risultati avuti quest’anno è il minimo che si dimettesse

    la foto franco…...

    #1 roberto
  2. Si è comportato da … italiano.
    Poco più, molto meno.
    Hola.
    Ax

    #2 AXELL
  3. Lo prendo io il posto che ha lasciato vacante, si può?

    #3 Gattasorniona
  4. ORA, ADESSO e SUBITO

    Abbiamo marciato più volte, per il Toro, e l’abbiamo fatti in tanti.
    Abbiamo urlato, cantato, gioito e pianto, per il Toro, da sempre.
    Abbiamo viaggiato da Madrid a Licata. Con il Toro e per il Toro.
    Abbiamo creduto a molti, abbiamo concesso fiducia a tutti, troppi.
    Abbiamo anche taciuto e sopportato oltre misura.
    Ma non siamo scemi.
    Abbiamo letto di processi e riso di sentenze.
    Abbiamo ammirato progetti e strappato rovi.
    Abbiamo visto il nostro simbolo su altre bandiere.
    Abbiamo visto il nostro stadio diventare bottino, la nostra storia razziata, la nostra passione vilipesa.
    Ancora una volta abbiamo pazientato: “passerà anche questa” pensavamo nel tentativo di convincercene.
    Invece siamo al dunque.
    E ci arriviamo stanchi di ascoltare altre menzogne, di sentire ancora promesse.
    Stanchi di vedere gli amici degli amici dettare le regole e applicarle solo dove, come e quando serve a loro.
    Ma non vogliamo trattamenti di favore, ne li abbiamo mai avuti.
    Siamo il Toro, noi.
    E non siamo tifosi e basta.
    Perché il Toro non è solo una squadra di calcio.
    Il Toro è l’anima vera di Torino, quella che i “gemelli” li ha nel cuore, non ai polsini della camicia.
    Quella che quando si tratta di lottare, lotta e non si nasconde.
    Quella che non starnazza appresso a nessuno.
    Quella che quando scende in piazza non deve precettare comparse per fare numero.
    Quella che non impone nulla, che non siede in direzione e non schiaccia i bottoni.
    Quella che ha tolto il moccio dal naso a tanti industriali, banchieri, politici… per vederli poi crescere e dimenticarsene, o solo fingere di farlo per vigliaccheria e opportunismo.
    Ma che adesso non può più attenderli oltre.
    Sappiamo che ci siete, che volendo ora potete intervenire e cuor Vostro sapete che dovete farlo. EBBENE FATELO. ORA.
    Domani è tardi.
    Domani insieme al Toro morirebbe anche una parte di Voi: la più pulita, quella che vi aggiustava il berrettino che vi sosteneva nei Vostri primi passi e Vi rendeva fieri.
    Se potete agire, fatelo. ADESSO.
    GuardateVi allo specchio e fate un favore a Voi stessi:
    SALVATE IL TORO. SUBITO

    Libero.

    #4 Barbara
  5. Gar, le foto devo ritrovarle.
    Axell, si è comportato da pessimo italiano
    Gatta per quel posto non servono competenze specifiche occorre solo un livello eitco morale, non altissimo. Forse non sei adatta.
    Barbara, io per ora sono senza parole.

    #5 Franco Bellacci

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