la via d’uscita

by Franco Bellacci

Sarà che ho appena finito di leggere “la prima volta” di Franco Bernini, che racconta la storia del primo campionato italiano e di come è nato, ma è evidente che l’unica soluzione è la rottura. Una nuova federazione. Le squadre ci sono: Torino, Genoa, Messina, Perugia, Salernitana, Spal, Como, Reggiana, Benevento, Sassari Torres, Imolese, Orvietana, Val di Sangro, Gela e Rosetana e tutte le altre reiette.

Poi un campionato normale dove può vincere chiunque, non il wrestling della Figc dove devono vincere le solite due a girare. Si gioca tutti insieme la domenica pomeriggio, maglie dall’1 all’11, rose normali non battaglioni di 50 persone. Un sistema con regole comportamentali, un po’ diverse da quelle dalla Figc, dove, ad esempio, si dice che drogare gli uomini è disdicevole almeno quanto drogare i bilanci.
Basterebbe iniziare, far passare pochi anni, e poi quando finalmente le tre squadre con le maglie a strisce se ne andranno in europa a fare il loro campionato, la nuova federazione sostituirà in pieno la vecchia che non avrebbe più ragione d’esistere.
Dite il calcio italiano non può vivere senza juve, milan e inter? io ne dubito, ma anche in questo caso sarebbe questione di pazienza. 3 anni di figure di merda in europa senza vincere nulla, basterebbero ai loro tifosi, soprattutto agli juventini, per abbandonarle, e per costringere le società ad una disonorevole retromarcia.
E saremmo nuovamente daccapo.

ho trovato 6100 euro

by Franco Bellacci

Non li ho trovati per strada, ma nel conto corrente, accreditati con un bonifico dall’estero. Restituirli è stata impresa lunga, che ha richiesto una notevole dose di pazienza. La pazienza che serve quando una persona si deve relazionare con una banca, con l’aggiunta che nel pomeriggio inoltrato è anche difficile contattarla.
Quando finalmente sono riuscito a parlare con qualcuno, quei soldi hanno ripreso la strada legittima.
Ora non è che mi aspettassi un grande elogio, ma la prima persona a cui ho raccontato questa storia, a cui dicevo che ero contento di aver rimediato velocemente perché magari servivano a qualcuno per fare qualcosa d’importante, mi è stato risposto “secondo erano di qualcuno pieno di soldi e magari pure gobbo”.

Persone Giuste ai posti giusti

by Franco Bellacci

Attribuire i titolo del Torino a Chiamparino, è come se nei ruggenti anni 80 a qualcuno fosse venuto in mente di in affidamento delle ventenni ai compagni di merende. Oppure arrivando ai giorni nostri, è come attribuire a Carraro una docenza di etica, o come consegnare le chiavi di casa a Galliani, o mettere come governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio.

Bastardi

by Franco Bellacci

hanno spedito il Genoa in C, e per completare la presa di culo gli hanno dato anche 3 punti di penalizzazione.

conosco gente strana

by Franco Bellacci

Squillo di cellulare, il mio, convenevoli di rito, poi il dialogo entra nel vivo:
“senti, ti volevo dire, che ti ho messo nel mio cellulare alla voce in caso d’emergenza
Io “?????”
“in pratica, se a me succede qualcosa, in un attentato terroristico o in un incidente, e non sono in grado di contattare qualcuno, sei te ad essere avvertito”
“il fatto che te abbia pensato a me, mi fa piacere, anche se non ti nego che dietro la tua scelta ci sia un evidente grado di sopravvalutazione. Mi fa meno piacere che tu pensi a certe cose che è un modo di gufarsi. Però fammi capire, l’efficacia della tua iniziativa si basa su dei presupposti un po’ difficili. Intanto che in seguito a qualcosa che ti fa perdere i sensi, che il tuo cellulare rimanga intatto A me ad esempio, quando ho fatto l’incidente in auto, l’unico danno è stato proprio al cellulare, auto a parte. Poi che il soccorritore, invece di guardare fra i tuoi documenti, prenda il tuo cellulare, inizi a spippolare, che trascuri ad A amore, a B babbo, a C casa, per cercare alla lettera I, il nome in caso d’emergenza, converrai con me che è abbastanza improbabile che questo accada”
“ma in Inghilterra, lo stanno facendo tutti”
“beh, allora..”

piacevoli sorprese

by Franco Bellacci

Il cece rosa e le seppie stanno benissimo insieme.
Questo post è dedicato a tutti quelli che dicono, che a frequentare questo blog non si impara mai nulla d’importante.

Ieri, Mickael Rasmussen, ciclista danese, una bella sorpresa del Tour, quando ha iniziato la sua sfida contro il tempo, addosso aveva la maglia più appariscente, quella a pois, e in testa un obiettivo. Il suo obiettivo era di salire sul podio i giorno seguente sui Campi Elisi, per raggiungerlo doveva difendere i 2 minuti e 12 secondi di vantaggio su Ullrich. In 55 chilometri gli è successo questo: – è scivolato mentre faceva un rotonda; – ha cambiato 3 volte bici, perché le bici che gli davano avevano più problemi meccanici di una Ferrari; – ha preso male una curva in discesa, e quindi è ruzzolato con capriola, atterrando su un prato; – ha rischiato di cadere una terza volta.
E’ arrivato 77° a 7’47’’ secondi da Armstrong. Ha perso nettamente il terzo posto in classifica, per un minuto e mezzo il quarto, per otto secondi il quinto e per sei secondi il sesto.
Oggi nessun organo di stampa ha riportato le sue dichiarazioni all’arrivo.

Sex & the blog

by Franco Bellacci

Dopo aver evitato la catena musicale, per evidente inadeguatezza e quella letteraria, che però ho promesso di fare, ecco una catena a cui non potevo dire no.
cosa guardi per prima cosa in un blogger: la foto, il modo in cui scrive o se ha i feed rss?
il template, non tanto l’eccellenza grafica, ma la leggibilità: se le immagini brillano, il mouse fa la scia, inizio prevenuto. La grandezza del carattere e lo sfondo. Poi leggo, se mi piace un blog con il carattere microscopico e/o sfondo nero, mi dolgo per la stoltezza del blogger.

quale blogger inviteresti a casa tua per mostrargli la collezione di farfalle e quale chiuderesti nella cassettina delle farfalle e butteresti la chiave?
Non ho le farfalle, ma un sacco di collezioni altrettanto idiote, come quelle del monopoli, dove ho l’edizione di singapore che non ha neanche emmebi: la Chica se non altro perchè mi ha passato la catena (è evidente che questa è una scusa elegante, avrei detto lei lo stesso).
In scatola metterei quelli che credono nell’essenza ontologica del blog.

a quale blogstar concederesti dei favori sessuali pur di essere linkato?
più o meno a tutta la blogosfera femminile, se poi si dimenticano il link, va bene lo stesso.

fai una proposta che non avevi mai avuto il coraggio di fare al blogger di cui sei segretamente innamorato.
blogger di cui sono segretamente innamorato andiamo a fare un giro in Islanda?

a chi passi l’ingrato compito?
a tutti quelli del blogroll nessuno si senta escluso.

diciamo la verità

by Franco Bellacci

Dopo che ne hai risolti 4 o 5 il sudoku è un po’ una palla.

quando:
1 ti mancano parole come “quella che sta prima di stampa, dove si chiamano i giornalisti e gli racconta qualcosa”;
2 ti dimentichi i compleanni delle persone care;
3 hai pensieri indulgenti verso Franco Carraro.

microdesideri

by Franco Bellacci

Nella vita oltre ai sogni ci sono i microdesideri, uno di questi l’ho realizzato oggi. il microdesiderio, non uno dei sogni. Da anni volevo vedere cosa c’è dentro l’obliteratrice dell’ataf, oggi grazie ad una curva a 90 gradi affrontata con un buon grado di disinvoltura dall’autista, l’ho scoperto.
. E siccome sono certo che era anche il desiderio di molti l’ho fotografata.

ciclismo elettrico

by Franco Bellacci

Il ciclismo urbano ha 1000 indicazioni, fra tutte: è comodo, veloce, ecologico, è anche sicuro con un impianto frenante e illuminante funzionanti.
Ha pochissime controindicazioni, fra tutte la scarsa sicurezza in presenza di automobilisti scorretti, un po’ di incazzature quando i pedoni ti occupano le piste ciclabili e, infine, si suda, soprattutto d’estate. Intendiamoci sudare di per sè non ha nulla di disidicevole. Il problema esiste se dopo una copiosa sudata c’è in programma un appuntamento. D’estate, quando fuori ci sono 35 gradi e un umidità del 100%, il problema si accentua. In questo caso infatti non c’è soluzione, non si può tenere una velocità così bassa da impedire l’avvio del meccanismo corporeo di termoregolazione.
Come ovviare? Avevo in mente una soluzione e l’ho pure provata: la bici elettrica. Lo dico subito è qualcosa di diverso da un motorino che sembra una bici. Non è neanche metà motorin o e metà bici. E’ una bici e funziona esattamente come una bici, il motorino agevola, se uno pedala un po’, il motore rende la pedelata più efficace, niente di più. Nonostante le marce, e l’ambaradan per caricare la batteria. Inoltre può capitare che la batteria ti abbandoni all’improvviso, come è successo a me nel cavalcavia di Piazza Alberti, ovviamente nella parte ascendente. E se ti abbandona, devi portare con la sola forza delle gambe, una bici, un motore, una batteria. Il tutto dopo aver appena subito l’impatto psicologico di un improvviso aggravio di peso da portare, con in sottofondo il suono che segnala la crisi energetica della bicicletta, che è lo stesso identito suono dei bussini A, B, C dell’Ataf.
Insomma, la bici elettrica richiede organizzazione, per tenere sempre in carica la batteria, e metodo nella pedalata, per ottimizzare l’aiuto. E’ quindi l’esatto opposto del ciclismo urbano che è lo sport anarchico per eccellenza.

Ma come fa?

by Franco Bellacci

Io oggi: sono uscito di casa, ho fatto colazione, ho incontrato due persone, partecipato ad una riunione prima di pranzo e ad una dopo pranzo, buttato giù delle idee in modo ordinato, scritto mail che hanno generato confusione, inviato un sms risolutivo (non per me), fatto la spesa e ora sto scrivendo questhe righe mentre aspetto che l’acqua per i rigatoni giunga ad ebolizione. E mi sento a pezzi.
Galliani invece ha definitivamente sancito, con soddisfazione, la rottura della Lega, che è un po’ come se un qualunque presidente di società fosse contento di perdere metà società. Ha lanciato un ultimatum al Parma per Gilardino, si è fatto fotografare insieme a qualche giocatore quindi ha rilasciato dichiarazioni gravi e ironiche, questo per limitarsi all’aspetto pubblico del personaggio. E sembra in ottima forma, per quello che può valere per lui essere in ottima forma, ovviamente.

Rimembranze

by Franco Bellacci

In certi giorni capita di ripensare a quei periodi quando lo stress più grande era l’esaurimento improvviso della cartuccia del nero della stampante.

rapporti generazionali

by Franco Bellacci

Capisci che il rapporto con i nipoti è cambiato, quando passando dal Tekken4 al 5, scopri che non hai più bisogno di perdere apposta per vederli vincere.
Detto questo trovo che il Tekken, sia un gioco meraviglioso uno dei pochi ancora giocabili insieme a pro evolution soccer. Uno dei motivi è la facilità del gioco mentre infatti è pro evolution soccer uno deve applicarsi, studiando prima le istruzioni, che sono più complicate di una circolare del ministero delle entrate, poi facendo pratica, tanta pratica, che è più semplice imparare ad utilizzare un programma di cad che arrivare ad un livello di gioco accettabile, a Tekken dopo un paio di minuti il principiante può battere i giocatori più esperti.
L’altro motivo è la storia. I legami fra i personaggi infatti, fra tradimenti, inciuci, patricidi, accordi segreti, triangoli, camiciole, figli misteriosi rendono l’epopea tekkeniana più appassionante e intricata di Beautiful.

Lost

by Franco Bellacci

Martedì 19 termina la prima serie di Lost, con una puntata tripla. Penso che per allora dovrei rimettermi in pari, è infatti dalla quinta o sesta puntata, che non lo guardo più, affidando tutte le puntate al videoregistratore. Il problema non sarà la nottata per guardare le 14 o 15 puntate che per ora ho perso, la vera impresa sarà riordinare le cassette. Su tutte infatti c’è solo una generica scritta lost, senza alcun riferimento numerico o di data. Il rischio quindi è che lo veda con l’effetto rai, con le puntate trasmesse senza nessun ordine crono-logico.

Vicende granata

by Franco Bellacci

Non dico nulla, non perchè mi mancano le parole, ne avrei molte e per tanti. E nessuna di queste è bella, e per nessuno ci sono complimenti.
Finchè resisto, taccio.

Rettifica doverosa

by Franco Bellacci

In questo post, prendevo in giro Lucarelli e il suo libro tenetevi il miliardo, su questo libro fosse un modo per recuperare il miliardo. Mi è stato fatto notare in un commento che Lucarelli non prenderà un euro dal libro, poichè devolverà tutto a Emergency.

Gli orridi personaggi che girano intorno al calcio finiranno per demolire anche le poche certezze chi mi porto dietro. Fino a ieri infatti pensavo che le dimissioni fossero un atto talmente dignitoso, tale da rivalutare esperienze fallimentare.
Bergamo la metà del disegnatore arbitrale degli ultimi 6 anni, l’altra metà è Pairetto, ieri ha sbattuto la porta. Si è dimesso perché ‘’Ho provato un malessere che è nato nel momento in cui le critiche sono diventate insostenibili per questo lascio il mio posto. Non siamo stati apprezzati. Ho fatto questa scelta credendo che il gruppo possa così ritrovare serenità. La mia è una rinuncia a qualsiasi impiego’‘.
Al di là del fatto che se nessuno li ha apprezzati è perché hanno svolto un lavoro orrendo, bisogna aggiungere alcuni particolari, necessari per comprendere il personaggio: le dimissioni sono state date due giorni dopo la scadenza dell’incarico e dopo aver avuto la conferma che non sarebbe stato confermato. E chi crede che tutti debbano lavorare non si preoccupi, Bergamo non rimane senza lavoro. Aveva un altro incarico nella commissione tecnica Fifa e da quella si guarda bene di dimettersi.

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