Il decreto Buttiglione, Pisanu, Stanca per combattere la violenza nel calcio, ha un lato positivo. Dimostra senza alcun dubbio che chiunque può occuparsi di tutto. E’ un manifesto contro il senso di inadeguatezza.
E’ evidente infatti che i 3 ministri che lo hanno firmato, ma anche chi lo ha pensato e chi lo ha materialmente scritto, se sono in buona fede, non conoscono minimamente la materia che hanno inteso regolare. Il biglietto nominale, che ha problemi di privacy e di attuazione, unito alla videoregistrazione infatti può servire al massimo ad individuare il colpevole di un lancio di oggetti. Ma quanto tempo è che non si registra un fatto grave per un lancio di un oggetto? Se ci penso il più grave dell’ultimo anno è successo a Roma, a settembre, durante una partita di Champions Legue, quando un tifoso vip colpì l’arbitro con un accendino. Però pensandoci bene le autorità sapevano i nomi di tutti i presenti in quella tribuna e avevano anche la registrazione, ma il colpevole non è mai stato individuato.
Per i fatti violenti invece, il biglietto nominale e la videoregistrazione non servono a nulla. Il motivo è semplice, i fatti violenti accadono quasi esclusivamente fuori degli stadi. All’interno le violenze sono così rare da non giustificare minimante l’operazione voluta dal governo. All’interno degli stadi i fatti più gravi dell’ultimo anno, riguardano scontri fra tifosi e forze dell’ordine, che curiosamente sono avvenuti in stadi che non sono interessati dal decreto (quelli con capienza inferiore a 10.000 persone).

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