un uomo coraggioso

by Franco Bellacci

Provo invidia per Cossiga, lo dico sinceramente. Il fatto che lui sia riuscito a formulare per intero la sua proposta, di non rendere noti i dati sull’affluenza ai referendum di domenica e lunedì prossimi, senza provare imbarazzo e vergogna, è emblematico del suo caraggio. Talmente coraggioso, che a questo punto possiamo aspettarci di tutto, anche che lunedì proponga di non rendere noti i risultati stessi.

Il decreto Buttiglione, Pisanu, Stanca per combattere la violenza nel calcio, ha un lato positivo. Dimostra senza alcun dubbio che chiunque può occuparsi di tutto. E’ un manifesto contro il senso di inadeguatezza.
E’ evidente infatti che i 3 ministri che lo hanno firmato, ma anche chi lo ha pensato e chi lo ha materialmente scritto, se sono in buona fede, non conoscono minimamente la materia che hanno inteso regolare. Il biglietto nominale, che ha problemi di privacy e di attuazione, unito alla videoregistrazione infatti può servire al massimo ad individuare il colpevole di un lancio di oggetti. Ma quanto tempo è che non si registra un fatto grave per un lancio di un oggetto? Se ci penso il più grave dell’ultimo anno è successo a Roma, a settembre, durante una partita di Champions Legue, quando un tifoso vip colpì l’arbitro con un accendino. Però pensandoci bene le autorità sapevano i nomi di tutti i presenti in quella tribuna e avevano anche la registrazione, ma il colpevole non è mai stato individuato.
Per i fatti violenti invece, il biglietto nominale e la videoregistrazione non servono a nulla. Il motivo è semplice, i fatti violenti accadono quasi esclusivamente fuori degli stadi. All’interno le violenze sono così rare da non giustificare minimante l’operazione voluta dal governo. All’interno degli stadi i fatti più gravi dell’ultimo anno, riguardano scontri fra tifosi e forze dell’ordine, che curiosamente sono avvenuti in stadi che non sono interessati dal decreto (quelli con capienza inferiore a 10.000 persone).

Cattivo gusto

by Franco Bellacci

Il mio silenzio-blog calcistico prosegue, scrivo questo perchè quello che segue a qualcuno sembrerà un post di valenza calcistica, in realtà qui si parla di buongusto e cattivo gusto.
Per valutare in modo corretto gli eventi è giusto far passare del tempo, in modo che le emozioni svaniscano e ci sia il tempo necessario per lasciare sedimentare i fatti. Ebbene siccome sono passati dieci giorni lo posso dire con convinzione: la premiazione scudetto della juventus e la successiva sfilata in pullman è stato uno degli eventi più pacchiani e di cattivo gusto degli ultimi anni. La cerimonia della premiazione infatti, soprattutto negli sport di squadra, ha senso solo quando avviene a pochi minuti dalla conquista, con gli atleti stanchi, ancora sudati ma felici per il risultato. In quel contesto è comprensibile la gioia infantile del vincitore. A 10 giorni dalla conquista, il rito perde la sua naturalezza e si trasforma in una recita, in uno show. Per fortuna uno dei protagonisti, Alessandro Del Piero è un grande attore (lo dico senza ironia, negli spot uliveto è proprio bravo), ma questo ovviamente non è bastato a salvare una cerimonia resa ancora più triste da due cose. Da quel 28 sulle maglie di tutti i calciatori che, si sa, più di un omaggio alla propria storia è un atto d’accusa alle proprie mogli. E dal cerimoniere quello che ha consegnato la coppa, l’amministratore delegato del Milan che ostentava un sorriso finto come una moneta da 10 euro. Che è come se la medaglia d’oro alle Olimpiadi fosse consegnata dal secondo classificato. Il momento più alto però si è raggiunto quando il pubblico invece di inneggiare ai bianconeri ha preferito riservare i cori migliori e più sentiti alla squadra che li aveva eliminati ai quarti di Champions Legue, il Liverpool. Quella squadra che, almeno da quello che riportavano alcuni striscioni solo un mese prima, dicevano di odiare.
Terminata la squallida cerimonia, hanno continuato all’esterno, non sia mai che qualcuno non si accorga di loro. In questo hanno un merito, quello che fanno lo mostrano, se facessero cose gradevoli sarebbe una gran cosa.
Fuori per le vie della città, c’è stata la sfilata del pullman scoperto con a bordo calciatori e coppa. La sfilata in pullman non è un’idea originale, è una festa tipicamente inglese che si conclude nel quartiere dove c’è il cuore del tifo. Ovviamente quando hanno detto questa cosa, all’autista si è ghiacciato il sangue, non sapendo dove individuare in un raggio di 500 chilometri il cuore del tifo bianconero. Altrettanto ovviamente sono discordanti le stime sul numero dei presenti: 500.000 secondo la società. 500.000 milioni di milioni secondo Gramellini, i votanti di Flavia Vento secondo la Questura, il pubblico pagante alla partite di Coppa Italia della juve secondo la polizia municipale.