L’America (intesa come Stati Uniti) come tutti gli amici invadenti un po' invedenti ha un sacco di meriti e qualche colpa. Una di queste è la BMX, che arrivò insieme a ET. La BMX soppiantò di fatto la bici da cross, quella gialla e rossa con il sellino lungo. La rivoluzione del sellino che da lungo diventò corto, complicò parecchio l’impennata su una ruota. Con il sellino lungo infatti una volta dato il colpo secco al pedale, il ciclista posizionandosi nella parte finale della sella poteva bilanciare il peso e muoversi su una ruota con sufficiente tranquillità. Insomma se riusciva ad un labirintico naturale come me vuol dire che era proprio facile. Con la sella normale invece occorreva una tecnica che almeno io non sono mai riuscito ad acquisire. Come mi alzavo, al primo colpo di pedale tornavo giù. La superiorità della bici da cross pre-bmx non consisteva solo in quest’aspetto, ma anche in un maggiore confort, dato dal fatto che uno poteva cambiare posizione sulla sella fino a raggiungere quella ottimale. Ora dagli Stati Uniti viene questa bici, che non ha il sellino lungo, e che forse non è neanche facile da guidare su una ruota, ma che almeno esteticamente mi ricorda molto le bici da cross gialle. Aggiungo inoltre che se avessero evitato di inserire l'antiestetico ammortizzatore, ma sopratutto avessero applicato un cartoncino attaccato con una molletta nei pressi della ruota posteriore e con l'altra estremità a sfiorare i raggi si potrebbe quasi confondere. A vederla sembra molto confortevole, un po’ meno confortevole è il prezzo che va da 3.400 dollari a 4.100.
Un bel post politico con un tema d'assoluta attualità “il maxi emendamento fiscale, sono o non sono contento del fatto che mi abbiano ridotto le tasse?” Mi sono impegnato, ho studiato ed ora ecco la risposta: sono molto contento che il prossimo anno dovrò versare allo stato qualche centinaio di euro in meno. Lo sarei ancora di più se gli anni successivi, quegli stessi euro, che nel frattempo avrò speso per rilanciare i consumi, non mi venissero richiesti indietro in modo diretto o indiretto. Inoltre vorrei che quei soldi che non ho verserònon si siano traducano in minori servizi. Dunque se ai miei 300 euro aggiungo tutti gli euro di tutti i soggetti passivi Irpef (che dal prossimo anno si chiamerà Ire) la somma ammonta a 6 miliardi di euro. Non tutti gli italiani (per semplificare, anche se in realtà non sto precisamente parlando di loro, nell’insieme di chi versa l’irpef bisogna aggiungere gli stranieri che percepiscono redditi in Italia e sottrarre gli italiani che evadono) però sono contenti. Uno sicuramente ha qualche grattacapo, il Ragioniere Generale dello Stato, l’uomo che tiene il conto di tutte le entrate e uscite, e che deve fare in modo che le due voci coincidano. Non è un lavoro semplice quello del Ragioniere, infatti in questo caso deve fare in modo che i 6 miliardi di minor entrate irpef, oltre ai 500 milioni di minor entrate Irap, siano sostituiti da minor spese o da altre entrate. In realtà non è compito del Ragioniere decidere cosa e quanto tagliare, lui si limita a recepire le proposte del Governo e a valutarne l’attendibilità. Le proposte del governo per annullare i 6,5 miliardi di minor entrata Irpef e Irap, sono le seguenti: Autocopertura riforma: 400 milioni. M’immagino voglia dire questo, dal momento che tutti avremo più soldi in tasca, spenderemo di più e questo si tramuterà in nuove entrate per lo Stato. Taglio consumi intermedi: 600 milioni. Vuol dire che ogni ufficio pubblico dovrà risparmiare il 10% rispetto all’anno precedente. Capirete che una misura del genere è tutt’altro che un premio a chi negli anni passati ha ottimizzato le proprie spese. Come dire che non c’è gusto in Italia ad essere efficienti. Quando parlo di uffici pubblici non dico esclusivamente post-it o levapunti, intendo attrezzature ospedaliere, mezzi per la sicurezza, materiale didattico ecc.. Taglio spese ministeri (tab. C e tab. A): 400 milioni, altro non sono che ulteriori tagli ai ministeri, rispetto alle dotazioni previste nella formulazione originaria della Finanziaria. Minori trasferimenti a imprese: 150 milioni. Sogin: 100 milioni vuol dire che risparmieremo 100 milioni nello stoccaggio di scorie nucleari. Revisione indennità: 110 milionisono minori indennità per la maternità e la disoccupazione degli operai agricoli e la malattia degli autoferrotranviari. Imposta bollo e concessioni: 500 milioni, questi non sono tagli, ma nuove tasse. Ultima voce, ma la più importante, la registrazione nel 2005 del condono edilizio: 2 miliardi. La cifra è consistente e di dubbia realizzazione, in ogni caso è una voce d’entrate già prevista nel bilancio 2004, e quindi il suo spostamento richiede un aggiustamento per il 2004. Sulla ricaduta sociale di questi tagli io non mi pronuncio in modo netto. Posso andare un po’ ad occhio, limitandomi a dire che in 2 giorni individuare gli sprechi del bilancio pubblico ed eliminarli con il bisturi è difficile, è molto più semplice tagliare con l’accetta. Comunque sia, la somma di tutte queste voci ammonta a 4,3 miliardi. E il Ragioniere allora come può firmare un bilancio in seguito ad una manovra squilibrata di 2,2 miliardi? In realtà la manovra non è squilibrata, è che gli autonomi vedranno i benefici solo nel 2006. Il punto però, secondo me, è un altro. A chi giova tutta questa manovra? sicuramente non giova a tutti quelli che hanno redditi fino a 20.000 euro, che avranno minori servizi, e non risparmieranno niente. Sicuramente giova a chi sta sopra i 50.000 euro che hanno un risparmio notevole e che usufruiscono in maniera minore dei servizi pubblici. Per tutti quelli che stanno nel mezzo, quelli di un euro al giorno, devono essere contenti oppure no? Se il risparmio fosse netto certamente sì, il problema è che questi pagheranno di più altre cose (anche giochi e sigarette che nel 2005 dovranno garantire 1,3 miliardi di maggiori entrate e nel 2006 1,6 miliardi) per avere servizi più scadenti. Senza considerare che secondo me fra qualche mese riapparirà il buco, l’ormai famigerato buco lasciato dalla sinistra, che nonostante l’abbiano ricoperto in più di una occasione, tutti gli anni riappare.
Per la prima volta un tribunale della Repubblica italiana ha stabilito che una squadra di calcio ha giocato per 4 anni facendo assumere sostanze proibite. In altri termini la Juventus è scesa in campo per 4 anni frodando (termine che mutuo da uno dei reati su cui è avvenuta la condanna del medico sociale). Questo è quanto ha stabilito un tribunale. Quindi 4 campionati e 4 stagioni europee sono state falsate da una squadra che ha giocato ad armi impari.
Le opinioni
Cosa deve fare la giustizia sportiva di fronte alla più grossa frode sportiva appurata di tutto il secolo? C’è chi propone di togliere i titoli sportivi conquistati in quel quadriennio. A me sinceramente la proposta sembra ridicola. E’ come se la pena per un ladro, una volta che viene scoperto, fosse la restituzione del maltolto. Io credo che non si debba minimizzare quanto è avvenuto. Non si tratta solo dell’esito di qualche competizione, che è un aspetto importante, c’è anche dell’altro. C’è l’inganno a milioni di tifosi (non juventini e juventini) che credevano di assistere ad una competizione leale. Ci sono squadre che potevano partecipare a competizioni europee ed invece sono state superate dalla juventus probabilmente solo in virtù dell’aiuto medico. C’è l’aspetto del “bacino d’utenza” falsato, quanti tifosi hanno scelto la juventus perché gli piaceva quella squadra e non l’avrebbero scelta se avessero saputo la verità? La soluzione per limitare i danni della frode sarebbe semplice: radiare la società sportiva Juventus. Il problema è che, secondo me, bisogna sempre distinguere fra chi guida la società e chi ama la squadra. Chi ama la squadra, i tifosi, non hanno colpe e non meritano di veder sparire i colori che amano. Certamente dai tifosi juventini mi aspetto un gesto d’orgoglio, un’accusa verso la società da cui sono stati ingannati. Appurato dunque che non è giusto radiare la società quale può essere la giusta pena? La retrocessione, una serie per ogni anno di frode. potrebbe essere un’altra ipotesi. Io però credo che la pena meno ingiusta sia un’altra ancora, bisognerebbe far giocare i bianconeri per un periodo di tempo, con i pesi alle caviglie, come si fa per attribuire un handicap ai cavalli (credo che esista questa pratica nell’ippica), per far capire quanto è difficile giocare quando non si scende in campo ad armi pari.
Sabato prossimo, alle 16,00 è in programma l'ultimo incontro del novembre stenseniano, parleranno di "partecipazione e decisione politica" e "regole e diritti nella cybersociety", interverrà anche Beppe Grillo. Viene nessuno?
C'è chi si preoccupa, chi consiglia un lancia un raggiolaser disintegrante. Vorrei tranquillizzare entrambi, non credo di correre pericoli particolari e se la mia bici ha bisogno di qualcosa, è un campanello, uno di quelli classici che fa drin-drin o a paperella. Quello che volevo dire, raccontando il mio viaggio d’andata stazione-lavoro è che la bicicletta a Firenze, come in tutte le grandi città italiane credo, è un corpo estraneo. Non c’è stop e attraversamento pedonale che non sia ostile. Ad ogni attraversamento le auto passano, poi guardano se c’era qualcuno. Nelle strette vie del centro storico, che visto da una bici è uno spettacolo sorprendente, anche per chi dovrebbe essere abituato, ci sono i pedoni che passano dal marciapiede alla carreggiata affidandosi probabilemente solo all'udito, sicuramente non alla vista, perchè non ce n'è uno che guarda. E se i pedoni non guardano, il ciclista deve fare in modo di farsi sentire (per questo serve mi serve il campanello).
2 Liegi-Bastogne-Liegi, 1 Giro di Lombardia, 1 Freccia Vallona, 1 Giro delle Fiandre, 1 maglia tricolore, 1 Giro del Valdarno (gara per dilettanti che si corre il martedì del perdono a Figline), un paio di mondiale buttati nel cesso, 1 faccia da guascone, un cognome che nel ciclismo sembra un refuso e 3 infortuni gravi. Questi i numeri principali di Michele Bartoli, uno dei più grandi fra i ciclisti incompleti (i ciclisti incompleti sono quelli che vanno forte solo in linea o solo a tappe). Fra questi probabilmente negli ultimi 25 anni solo Museeuw e Argentin nelle gare in linea andavano meglio di lui. Di fronte alla possibilità di correre in testa al gruppo e provare ad arrivare primo o di prenderla calma stando in fondo al gruppo e comunque essere contento lo stesso per il contratto, oggi ha deciso di dire basta. Peccato, un ciclista terribilmente incompleto ma terribilmente di classe come lui nasce raramente.
I paganti di juve-ajax di ieri. In Germania invece una squadra di C (credo) è stata multata di 45.000 euro per sovraffollamento, avendo consentito l’ingresso di oltre 10.000 tifosi rispetto alla capienza dello stadio. Se le vicende del doping creano preoccupazione ai bianconeri, quello del sovraffollamento è una questione su cui non hanno nulla da temere.
Un primo tempo di quelli che il Toro non faceva vedere da tempo, uno di quei tempi in cui godi lo spettacolo, uno di quei tempi in cui sai che il gol è solo una questione di tempo, non se ci sarà, ma quando ci sarà. E quando il tempo volge al termine ne arrivano 2. Dopo l'intervallo il sontuoso Toro del primo tempo non torna in campo. La paura di vincere e/o il deficit di personalità e/o l'infortunio di Quagliarella e/o le sostituzioni dettate dalla prudenza rendono pericoloso il minuscolo Vicenza del primo tempo. Il braccino c'è tutto, ma comunque si resiste e il risultato pieno è portato a casa, e considerato che l'ultima vittoria al Menti era datata 1966 c'è da essere contenti.
BOSSI, IN SANITA' O SI RIDUCONO SPESE O TUTTO A ROTOLI Bossi da otto mesi vive tra medici e infermieri, e nella sua agenda c' e' la sanita' e salita ai primi posti: ''Costa troppo'', ha detto il leader della Lega al settimanale Il Caffe'. ''O si trova un sistema per ridurre le spese - ha aggiunto - o va tutto a rotoli. Ne parlero' con Berlusconi''. Visto che c'era poteva anche aggiungere "tanto a me che mi frega, a curarmi vado in Svizzera".
Che io non ami particolarmente il calcio moderno non ho bisogno di dirlo. Trovo però assolutamente esagerata l’accusa contro la lunghezza dei campionati, soprattutto quando a muovere questa accusa sono gli allenatori e i giocatori. 2 squadre in più, per un totale di 4 partite complessive non sono una tragedia. Non è una tragedia per le piccole, che oltretutto avendo quasi tutte un’esperienza in B, si dovrebbero ricordare di quando hanno affrontato una campionato a 20 squadre e sono ugualmente sopravvissute. Non è una tragedia per le grandi che avendo delle rose per mettere in campo 3 squadre possono tranquillamente gestire più competizioni, a meno che una quindicina di calciatori non li abbiano presi per fargli fare i giardinieri e le comparse sugli spalti. La verità è che il campionato lungo è un alibi. La squadra gioca di merda? il campionato è troppo lungo, non c’è tempo per far assimilare gli schemi (il tempo per le esibizioni di inizio estate però non manca mai) Metà dei calciatori non hanno un’idea di cosa siano i fondamentali? il campionato è troppo lungo,e non c’è tempo per allenarsi. I giocatori sono nervosi? il campionato è troppo lungo, non c’è tempo per rilassarsi. I troppi infortuni? il campionato è troppo lungo. Mai che a qualcuno venga il dubbio di ripensare al miracoloso e repentino sviluppo muscolare di tanti giocatori. Non è il campionato lungo, se ad una Panda si monta il motore di una Ferrari, i problemi sorgono velocemente. L’avrete capito per me il campionato non è lungo. Però, c’è un momento che non mi piace, il posticipo della B al lunedì. Io sono uno di quelli che usa il lunedì per passare al turno successivo, il lunedì, a meno che non si debba recuperare a causa di una improvvisa nevicata, non si gioca. Posso tollerarlo al massimo a primavera, ma non in autunno pieno. Stasera invece mi tocca, una dose di stress aggiuntivo.
Tuttocittà.it, a precisa domanda sul percorso pedonale, dice che la distanza fra la stazione e il mio luogo di lavoro è di 1,9 chilometri. 1900 metri all’andata e 1900 al ritorno. Per quanto la strada sia la stessa, il percorso d’andata e quello di ritorno hanno problematiche del tutto diverse. Questo per ora è il percorso ottimale dell'andata. Inforco la bici, poche pedalate e dopo pochi metri è il momento della prima fermata. C’è un attraversamento pedonale, che se un giorno Marco Berry passa da quelle parti dedica ai ciclisti la prossima puntata di invisibili, perché lì, gli automobilisti non vedono né attraversamento, né i ciclisti, che quindi non possono godere dei diritti che il codice della strada riserva a chi passa parallelamente le strisce pedonali. Grado di pericolosità medio. Pista ciclistica che sfocia in una rotonda da impegnare per 180 gradi. Grado di pericolosità: alto Uscito indenne dalla rotonda mi immetto di nuovo in una pista per bici che si conclude all’imbocco con i viali. Il semaforo che consente di attraversare i viali, rimane verde per 6 secondi e oltretutto negli stessi secondi è verde anche per le auto che giungono perpendicolarmente ai viali. Grado di pericolosità: medio-basso. Attraversata la strada, mi immetto in una corsia preferenziale, grado di pericolosità: scarso, tendente allo zero, se in quei 30 secondi non passa il bus dell’Ataf. Prima via contromano, con le auto parcheggiate in entrambi i lati. Il contromano peggiore per un ciclista. Grado di pericolosità: variabile. Seconda via contromano, stretta, ma scarsamente trafficata dai mezzi a motore. Sono quasi giunto quando mi immetto in una via pedonale. Pedonale all’85%. Il restante 15% fa riferimento alle 3 ore e mezzo in cui è transitabile dai mezzi per carico e scarico merci. E’inutile che dica che quelle 3 ore coincidono con i momenti in cui passo io e che il transito di quei veicoli è in una solo senso ed è quello opposto al mio. In certi giorni non credo sia molto diverso dal percorrere contromano il tratto Firenze Certosa – Firenze Signa alle 6 di sera. Ultimi 100 metri, ultimo tratto sempre contromano, però la via è sempre deserta, a rompere la monotonia della via contribuisce un incrocio incomprensibile ai più, che genera sempre equivoci che si manifestano spesso in scambi di vedute, non sulla diversa interpretazioni del codice della strada, ma il più delle volte sulle qualità morali degli interlocutori, la maggior parte delle volte fra scooteristi e automobilisti. Cosa vuol dire tutto questo? il lettore distratto dirà che sono un pirata della strada, visto che affermo di prendere 3 vie contromano e una corsia preferenziale. No, non vuol dire questo, sul rapporto fra bici e codice della strada però comunque ci tornerò, vuol dire che oggi ancora non sono riuscito a individuare una via che vada nella direzione nord-sud in quel tratto di città. Ci ho provato, ho cercato strade alternative, rispettando tutti i sensi unici, ma questi tentativi non hanno sortito niente altro che la visione di scorci della città decisamente belli, ma che mi facevano verdere quanto fossi fuori mano. La mia sensazione è che in alcune zone della città i sensi unici siano stati ispirati delle correnti marine. Una di queste zone è appunto quella che percorro io la mattina, tutte le vie parallele hanno una sola direzione.
Ero nella sezione musica, l'ho visto da lontano, ed ho pensato ad un'allucinazione. Però non convinto mi sono avvicinato. Quando ho realizzato di cosa si trattava senza possibilità d'errore, confesso che non ho provato nessun sentimento particolare, non ero nè incredulo, nè perplesso, nè sdegnato. Ha prevalso la curiosità. Avrei voluto fermarmi per vedere chi è che può comprare qualcosa del genere. Per capire, perchè evidentemente c'è una realtà che mi sfugge, c'è qualcosa che non capisco. Avrei pagato di tasca per vedere qualcuno che prendeva in mano quel gioco e magari sentirgli dire "che bello, lo compro subito, per essere come lui almeno per gioco". Poi avrei cercato di parlargli e sono certo che il mio desiderio di conoscenza avrebbe avuto la meglio sulla mia timidezza. Mi sono anche trattenuto qualche minuto girando per gli scaffali, guardando ogni tanto se qualcuno si avvicinava. Niente, dopo un po' sono uscito sollevato e con un dubbio. Ci sarà l'opzione "fuga negli spogliatoi in caso di bruciatura di un lampione"? E nel caso sarà una scelta premiante o penalizzante?
il primo è per rob the gar e comunque tutti quelli che leggono solo questo blog (gli altri sicuramente lo conoscono già): Sorry Everybody; il secondo è per segnalare il talk-blog della grande attesa
Calcisticamente è stata una domenica orribile. La mia doppia sfida con le due città marinare si è risolta in due pareggi, che vista nella logica del bicchiere, è un bicchiere quasi tutto vuoto e comunque con un liquido imbevibile. Al Toro che incontrava una storica bestia nera è andata così: Portiere espulso dopo un quarto d’ora; rigore per il Venezia che per fortuna va fuori. Gol di Pinga su punizione. Secondo gol annullato, si dice, ingiustamente da Paparesta. Pareggio dei veneziani al ‘92. Avessi saputo le notizie in quest’ordine forse me la sarei presa meno. Io però le notizie l’ho acquisite in quest’ordine. Gol di Pinga, pareggio a tempo scaduto quando la partita era conclusa. Quindi che abbiamo giocato 75 minuti in 10, e, per ultimo, che ci hanno annullato un gol regolare sull’1 a 0. Fra il gol del vantaggio e quello del pareggio c’è la punizione di Lucarelli, che rivela una precisione nel tiro, che nei due anni di Torino ha tenuto abilmente nascosto. Se c’era un modo per ottimizzare la mia delusione era questo. O forse no, alla fine quello che conta è il risultato. Non è andata meglio alla Fiorentina del gol del Livorno ho già detto, e non c’è molto da aggiungere. I viola poi giocano anche discretamente, ma sui calci da fermo un gol finiscono sempre per prenderlo. A chi va tutto bene per ora sono i bianconeri, che ora ricevono gli assist anche dalle pozze d’acqua.
Lentamente mi sto abituando agli spazi, alle dimensioni, agli spostamenti del nuovo lavoro. Soprattutto agli spostamenti. Li sto ottimizzando. Da qualche giorno ho la bici. Più o meno è arrivata lo stesso giorno in cui è arrivato il freddo e la pioggia. Ma non saranno certo gli elementi naturali sfavorevoli a fermarmi. Il mezzo meccanico infatti ha troppi vantaggi, mi consente di arrivare prima al lavoro e di andare via dopo. E questo è solo un aspetto, c’è anche dell’altro. Ad esempio è molto più facile evitare le merde di cane in via della Mattonaia. Però è inutile negare, qualche controindicazione per i ciclisti fiorentini c’è. Ad esempio i parcheggi che non esistono, i pedoni che invadono le piste ciclabili, il pavè, le strade in pietra, gli automobilisti che non si fermano al rosso, i semafori non in sincronia per i velocipedi, i ladri e le forze dell’ordine che rimuovono i mezzi quando non sono parcheggiate nelle apposite rastrelliere. Insomma sembra una congiura contro l’utilizzo del mezzo di trasporto più ecologico. Ma io non mi lascio intimidire, il ciclista urbano è un inventore.
Da Repubblica: "Rissa in discoteca a Milano per la storia finita fra il difensore dell'Inter Coco e Manuela Arcuri. Coinvolto anche lo sciabolatore Montano".
Stamani sono passato in mezzo ad un convegno sul doping (teoria). A cena, piatti, ottimi peraltro, a base di cinghiale (la pratica). Dopo cena, i gobbi (dimostrazione dei maestri).
Intervallo di Fiorentina Inter, il pubblico si precipita verso il bar, chi per bere, chi per mangiare. Tutti meno 2, Branca che dotato di una sola bocca monopolizzata dalle sigarette non aveva modo di assumere cibi o liquiddi e Facchetti che era totalmente concertrato sol soffitto. Anzi tutti meno 3, il terzo è Karagounis che si dirige direttamente verso il frigo dei gelati e si impossessa di 4, dico quattro, moresco sammontana e si siede, proprio davanti alla foto dei viola scudettati del ’56 che si tengono a braccetto. I campioni d’Italia di circa 40 anni fa che guardano un campione d’Europa in carica e io che mi chiedo “non li mangerà mica tutti lui?”. Scarta il primo, ma non lo mangia tutto, si limita a mangiare la cioccolata che funge da rivestimento esterno. Terminata l’operazione di spolpatura, appoggia il gelato sul tavolino, ad attacca il secondo. Quando scarta il terzo, abbandono, mi sembra abbastanza per poter rispondere alla domanda che mi ero posto. A questo punto l'interrogativo è d'obbligo, mangerà così perchè gli piace oppure perchè gli fa bene?
Potessi cancellare una dozzina di minuti intorno alle 3 del mattino di domenica e un calcio d’angolo verso le 4,30 di pomeriggio sarebbe stato un fine settimana indimenticabile. Non si può, ma non importa, rimane comunque indimenticabile. Sabato sono stato in compagnia di carissimi amici, ho rivisto tanti blogger che non incontravo da tempo, ho incontrato persone che volevo conoscere. Ho annunciato personalmente agli juventini che la loro squadra aveva perso. Insomma è stata una bella festa. Un doveroso grazie a chi si è preso la briga di organizzarla. Poi oggi, il Franchi strapieno, una bella squadra che da queste parti non si vedeva da anni e tante persone uscire con la faccia soddisfatta nonostante la mezza beffa. Ha pure vinto il Toro.
potrei scrivere approfondendo uno dei seguenti temi: - ieri sera sono andato a letto sapendo che quando un exit-poll di un “match-race” indica uno scarto sotto i 3 punti è assolutamente inattendibile. E quindi per quanto affascinanti gli exit-poll di tarda sera (italiana) rischiavano di trasformarsi in un enorme presa di culo. Quindi era meglio non sperarci troppo. Però insomma, non dico che ci credevo, ma però.. - che mi sono svegliato due volte (in modo non programmato) alle 4,30 e alle 5,30 e che la seconda volta quando ho visto la faccia di Vespa e soprattutto quando ho sentito la voce di Vespa “ho perso il Nebraska, ho perso il Nebraska! ohhh, ma anche il Nebraska è per Bush” ho capito che era andata; - che tutte le volte che mi sveglio per assistere a qualche evento mediatico notturno mi torna in mente la levataccia della finale dei 100 metri di Seul 88. Visto come andò allora è il mio cervello che mi dice che sarebbe meglio rimanere a letto; - Roberto, detto Gar, che, come sottolinea lui stesso, è una cosa diversa da Gad, mi ha inviato per commenti, mail e sms la battuta del pollo al kerry. Il tutto per avere una mia risposta, ma che ancora continuo a non avere; - la vittoria di Bush è inconfutabile, che risulta non solo dal sistema elettorale, ma anche dal voto popolare. - che prendere per il culo quello del Manifesto è troppo facile. Niente di tutto questo, siccome ci ho preso gusto eccovi un nuovo blobblog sul tema.
Se il “mito”, così almeno mi hanno insegnato al liceo, è la rappresentazione del comportamento esemplare delle attività umane è normale definire miti Zeman e Koan. Il primo non è solo un allenatore, prima di essere allenatore è uno sportivo e prima ancora un uomo. Se è vero che la qualità di un uomo si vede dall’elenco dei suoi nemici, basterebbe dire Moggi, Giraudo e Biscardi per chiudere l’argomento. Ma è limitante, in realtà l’uomo è da apprezzare più che per i risultati, raggiunti qualche volta, più che per lo spettacolo delle sue squadre, offerto spesso, ma per i valori a cui ha fatto riferimento e per la coerenza con cui li ha testimoniati. Per questo in ogni stadio è applaudito da tutti, per questo sono certo che le persone che domenica scorsa ad inizio partita gli hanno buttato i loro pacchetti di sigarette fossero tifosi della Fiorentina. Per questo domenica è stato un grande incontro a prescindere dal risultato e dallo spettacolo. Discorso diverso per Koan, fino a domenica scorsa ero convinto che lei, come tutti i protagonisti di Livejournal, fosse solo un personaggio di fantasia protagonista di una blog-soap, ideata e gestita da una sola persona. Grande quindi è stata la mia sorpresa quando domenica scorsa mi si è presentata davanti una persona in carne ed ossa che si è presentata come Koan. La mia protagonista preferita di LJ, un po’ Suor Germana, un po’ Ansel Adams. La cuoca che fotografa o la fotografa che cucina, insomma qualunque cosa faccia, fa cose positive. Znedak e Koan due miti in un solo giorno, il 31 ottobre. Forse è stato solo un sogno. In realtà Znedek non l’ho incontrato e Koan è solo un avatar di una fiction.
Pare che sia un film da vedere. Per non dimenticarlo ho fatto una blobbata. Questo blog invece il 29 appena passato ha fatto 3 anni e io l'ho dimenticato.