Se dovessi raccontare il Toro di stasera direi che sotto il profilo estetico è un paio di gradini sotto il suo Presidente (perchè si è tagliato i capelli, altrimenti avrei detto che è stato bello come il suo presidente). Nonostante tutto è riuscito a vincere. Una vittoria che ricorda i tempi di Camolese: segnare e soffire. Ad oggi le prospettive di questa squadra sono un mistero. Il punto debole di questa squadra dovrebbe essere la difesa, ma per ora è la meno battuta del campionato. L'attacco che invece dovrebbe essere il fiore all'occhiello è al di sotto delle aspettative. Siamo ad un quarto scarso del campionato, sabato c'è Empoli, capolista e terra, per lo scrivente di storiche delusioni.
E un blocco di cemento in testa equivale a 50.000 sigarette
Dal momento che ormai esiste una ricerca buona per dimostrare qualunque tesi, anche cose assolutamente improbabili del tipo che il cioccolato fa dimagrire, che lo whisky fa bene, che windows costa meno di linux, che la juventus ha sempre vinto onestamente gli scudetti, ogni volta che si sente dire "un recente studio dimostra che...." sarebbe meglio non ascoltare. Uno dei casi in cui sarebbe meglio non ascoltare è la recente ricerca, secondo cui camminare per le città equivale a fumarsi un mezzo pacchetto al giorno di sigarette, Milano 15, Firenze 7 o 9, Roma 6 ecc.. Non voglio dire che farsi una corsa in mezzo ai viali a Firenze sia benefico, però la fondatezza scientifica sembra un po' campata in aria. Ma non è questo il punto. Quello che trovo inquietante è che ormai la sigaretta è diventata l'unità di misura del danno sull'organismo. Sicuramente fumare fa male, ma anche la paranoia nuoce gravemente alla salute.
Efficenti ed Economici Non c’è altra spiegazione, il centro riparazioni della Canon si deve trovare in un monte sperduto del Giappone raggiungibile sono a groppa d’asino, infatti anche se ormai ho perso il conto delle settimane da quando gli ho inviato la mia powershot, non ho ancora avuto nessuna notizia. Non sto parlando dell’avvenuta riparazione, ma del preventivo della riparazione, perché giustamente la Canon prima di riparare il pezzo vuole far sapere quanto costerà la riparazione stessa, di modo che il cliente possa valutare se l’intervento è conveniente. Nel caso in cui il cliente non valuti conveniente riparare il pezzo, dovrà comunque dare alla canon 25 euro per il disturbo. Vedendo la loro politica e la loro velocità potrebbero fare come le poste italiane, e magari per 100 euro offrire il servizio PrPr (preventivo prioritario).
Ora che i contributi sono terminati da domani si potrà vedere quello che è il vero appeal del digitale terrestre. Se infatti fossero un numero importante le persone che decideranno di comprare un attrezzo che fino ad oggi veniva regalato, per vedere non si sa bene cosa, allora si potrà dire senza timore di smentita che il futuro è realmente nel DTT. C’è solo da stabilire il valore di numero importante, 10, 100, 200?
Della lotta di Della Valle per cambiare i vertici della Lega mi sorprende un aspetto, che però è ignorato da tutti. Quindi è evidente che sono io a sopravvalutare la vicenda. Della Valle è molto amico di Montezemolo, quando dico amico voglio dire che non si limitano ad andare a cena insieme, voglio dire che hanno in comune degli affari che legano i due personaggi a doppio filo, basta pensare a poco più di una settimana,quando l’imprenditore marchigiano ha fatto il suo ingresso nel patto di sindacato RCS. E’ inutile stare a sottolineare il rapporto che c’è fra la juventus e Montezemolo. Però i vertici della seconda squadra di Torino si sono schierati con il Milan, con cui sono storici alleati per rovinare il calcio. L’obbiettivo l’ho aggiunto io, ma che siano storici alleati è innegabile. Quello che a me sembra anomalo è che Della Valle si sia buttato in questa vicenda, che a livello mediatico non passa inosservata, che apparentemente rischia di metterlo contro uno storico socio. Siccome sono convinto che prima di questa mossa si sia consultato con il presidente della Fiat, credo che debba ancora succedere qualcosa.
"Oggi ricacate tutto, Montaperti compreso" lo striscione esposto ad inizio partita dai tifosi viola di curva Ferrovia è stata la cosa più divertente. Per realizzare l'auspicio dei tifosi viola occorre però che i senesi abbiano mangiato decisamente male, oppure che siano grandi amanti dello spettacolo. In questo caso lo striscione potrebbe esser stato profetico, ma la questione non sarebbe un'esclusiva dei senesi. La partita però, almeno per quel che mi riguarda, è servita a darmi una certezza: i giapponesi conoscono la tecnica della clonazione umana da almeno 30 anni, però i risultati non sono ancora perfetti. Di Nakata infatti ne esistono almeno 2, ma solo uno sa giocare a calcio. Per ora a Firenze è arrivato l'altro. Per quello che riguarda i tifosi del Siena, non in generale, ma in particolare, anzi una in particolare, devo dire che hanno una gran bella voce, molto potente, che dal blog non si direbbe, in certi momenti si sentiva solo la sua. Che ad un certo punto la signora che avevo accanto si è voltata indietro e ha detto "ma quanti sono questi senesi?"
Nella classica delle foglie morte a cadere è stata una coppa
Ieri è stata una bella giornata per il ciclismo, per due motivi: 1 il Giro di Lombardia è stato veramente bello; 2 da ieri non esiste più la Coppa del Mondo.
Il Giro di Lombardia è insieme alla Parigi-Roubaix la corsa più bella del calendario ciclistico e ieri, dopo qualche anno, la gara non ha dato l’idea di essere il premio di consolazione del mondiale. Probabilmente in questo ha giocato un ruolo la distanza dal mondiale, due settimana rispetto ai 6 giorni delle ultime edizioni. Comunque sia la classica delle foglie morte è stata bella ed appassionante. Molto è stato merito di Basso e Cuneo, che hanno mostrato di essere campioni veri, capaci di essere competitivi fino al termine della stagione e su ogni tipo di gara. Non starò qui a cercare inutili paragoni con campioni del passato, i due infatti per il prossimo anno promettono bene. Mi dispiace per Basso che si chiede quando riuscirà a vincere una classica. Secondo me, se continua così, molto presto.
Veniamo al secondo aspetto. La fine della Coppa del Mondo è una notizia altrettanto bella. A me non piaceva, nonostante che sia stata vinta spesso da corridori italiani e che gli ultimi 3 anni l’abbia sempre vinta colui che si è dimostrato il migliore sulle gare in linea. Non piaceva perché snaturava le corse, perché spesso contava far perdere i rivali piuttosto che vincere. Questo valeva soprattutto nelle gare conclusive del calendario di Coppa. Non mi piaceva perché risponde a logiche che vanno bene in sport come automobilismo, motociclismo e sci, dove le singole vittorie non creano il campione. E’ la vittoria del campione a dare lustro alla gara, nelle classiche ciclistiche è l’opposto, è la classica che dà lustro. Non c’è bisogno quindi di stilare graduatorie di merito. E’ un po’ come fare la graduatoria dei paesi che hanno vinto più premi Nobel. Non ha senso, il premio Nobel ha valore in sé, così nel suo ambito il Giro di Lombardia, trasformarli in addendi non gli si rende giustizia. I motivi, per cui nel ciclismo ogni singola vittoria è un valore in sé, sono diversi, che ormai nel ciclismo le classiche stanno per compiere un secolo, che devono il loro nome ai posti specifici dove si corrono. Il Gp di Francia si può correre ovunque, la Parigi-Roubaix si può correre solo lì. I luoghi, meglio ancora i posti, nel ciclismo sono imprescindibili. L’ambientazione della Milano Sanremo non è ricreabile, non è esportabile, per capire il sapore della vittoria a Sanremo devi vincere lì. Negli sport a motore invece puoi vincere anche in mezzo al deserto cambia poco. Non credo sia un caso infatti che l’unica gara a motore che esce dell’anonimato è Montecarlo. Ieri per fortuna questo tentativo si è concluso. Dal prossimo anno ci sarà il pro-tour, che non ha ancora ben capito di cosa si tratta. Io, a dire la verità speravo che i francesi rispolverassero il Superprestige-Pernod. Gara a punti,che è esistita fino a circa 20 anni fa. basata sulla stessa logica della Coppa del Mondo, ma con la differenza che non interessava quasi a nessuno. Era poco più di un riepilogo, però il nome era di quelli che riempiono la bocca.
Ci vorrebbe più pace, o almeno più arte – dico al parroco di Samprugnano con molto rammarico mentre guardo la carta intitolata ai santi Vincenzo ed Anastasio della sua lettera inevasa con l’amabile richiesta di versi in onore del paese, in lode all’alveare umano petroso vegetale da cui resto lontano, di cui pure sono parte.
Dio sa se vorrei comporre una pagina tutta luce e niente equivoca sostanza di passato, miniata più che scritta come le tavole lampanti-mistereriose dei sillabari. Sarebbe veramente splendido. Del resto per i figli, come me, della diaspora il paese a pensarlo in lontananza si arrocca nella sua fitta compagine, nella sua memoria comune, nella sua comunione del presente, realtà profonda fino a una profondità di favola simile a tutto ciò che ci stupisce, e non è altro che la vita, la vita medesima.
Ma ora in questo tempo caotico che arruffa la matassa serpentina di pensieri poco limpidi, compresi, temo, i miei propri, scriverla mi è molto difficile: e scritta non sarebbe senza ombre che non voglio e che non merita. Per questo lascio la parola ad altri, più nuovi, meno lavorati da ansie e rimorsi.
Mi comprendano i miei amici superstiti, mi scusino i miei morti.
Domenica è il giorno di Fiorentina – Siena ed è quasi una prima volta. Fino a pochi anni fa infatti le due squadre appartenevano a due dimensioni diverse. Nazionale, a volte internazionale quella della Fiorentina, locale quella del Siena, che per vedere l’Arno dovevano giocare a Figline (io sinceramente non ricordo un Figline – Siena, però tale sfida è citata da un senese nello speciale di sky che celebra la A del Siena). Poi, visto che il calcio è come la vita, e la vita è fatta a scale, i ruoli si sono invertiti, quando il Siena è arrivato in A, la Fiorentina scivolata in C. Ora, finalmente, 56 anni dopo una sfida in uno pseudocampionato e 735 anni dopo Colle Val d’Elsa, le due città si incontrano di nuovo. Rispetto alle due situazioni citate, la situazione è sicuramente migliore, è un campionato vero e rispetto a Colle la situazione è sicuramente più rilassata.
Dopo l’inopinata sconfitta di domenica sospendo i miei post sul Toro. Chiudo questo argomento dicendo che la vulgata granata ha assimilato questa sconfitta a quella del campionato 84/85 Torino – Verona 1-2. Sconfitta che poi risultò determinante nella lotta per il titolo. Visto che, appunto, all’epoca si lottava per lo scudetto certi paragoni mi sembrano quantomeno azzardati.
Le squadre normali di partite in questo modo ne perdono una ogni cinque anni. Se fossi tifoso di una squadra normale potrei quindi star tranquillo fino al 2009. Non è comunque una domenica calcistica completamente da dimenticare, mentre infatti riprendevo la strada di casa e su tutto il calcio minuto per minuto fra un'azione da gol e un'altra dei granata, il conduttore ha dato notizia di un gol di una partita di C in schedina. Il marcatore era Soncin I°. Era almeno vent'anni, dai tempi di Maldera III°, che non sentivo chiamare un calciatore prima col cognome e poi con il numero, così come i papi ed i re. Gli Inzaghi sono Filippo e Simone, così i gemelli Filippini, hanno un nome e un cognome. Non c'è un Filippini I° e un Filippini II°. Peccato è più bello e più eroico. Chiamare i fratelli con il numero poi, aiuta tutta la famiglia, se Sentimenti IV fosse stato chiamato e poi ricordato come Lucidio Sentimenti, i primi 3 sarebbero stati molto meno famosi. Non a caso pochi sanno che i fratelli Sentimenti che hanno giocato a calcio in serie A sono stati cinque. In famiglia poi c'era anche una sorella che non potendo giocare in serie A, sposò un calciatore. Ma questo è un altro discorso. Insomma quando per radio ho sentito Soncin I° mi sembrava di essere in pieni anni 70. Quando poi ho visto in tv secondo tempo di Torino Piacenza, sono tornato esattamente nel 2004.
Poche cose fanno bene a tutto, anzi forse c’è solo una cosa che fa bene a tutto: l’acqua fresca. Unendo sostantivo e aggettivo si ottiene il nome di un calciatore, Acquafresca. Un calciatore giovanissimo, che lo scorso anno negli allievi del Toro segnava a ripetizione, ieri nella nazionale under 18 ha segnato un gol alla nazionale maggiore. Di lui dicono un gran bene e che abbia un futuro assicurato. Lo spero per lui. Lo spero però anche per me. brindare con Acquafresca, è bello già a dirlo.
Uno dei più bei titoli di post della blog-era è di Condonato, che una volta intitolò un post così "certo che se ne leggono di cazzate". Oggi mi è venuto in mente almeno 3 volte. La prima mentre facevo colazione e leggevo una dichiarazione di Martina Colombari "Mio marito Billy è un padre perfetto". Per chi lo ignora, l'esperienza come padre di Costacurta è cominciata 4 giorni fa. La seconda volta è stato per una notizia ancora più assurda, che però ho dimenticato quando ho letto questa: Il titolo in realtà non c'entra nulla, è che Quagliarella ha appena preso una traversa. Scrivo giusto per distrarmi
La verità è che io poi non sono così tecnologico come qualcuno pensa. Non sto parlando di voi, sto parlando di quelli che pensano che avere un sito internet, comporti automaticamente il possesso di ogni competenza informatica: dall'eliminazione dei virus alle funzioni più misteriose di autocad (programma che io non ho neanche mai visto utilizzare). A dire la verità non ci vuole molto per deludere queste categorie di persone, accade il giorno in cui dite di non essere in grado di utilizzare dei floppy da 5 1/2 con il lettore cd. Detto questo il mio rapporto con la tecnologia non è molto diverso dalla grande maggioranza delle persone. Mi destreggio con il pc, so programmare il videoregistratore, riesco anche ad utilizzare il nuovo telecomando di sky senza molti passaggi a vuoto (ma questo a dire la verità è solo questione di riflessi). Ci sono però strumenti tecnologici che sono al di sopra delle mie possibilità. Il primo è il fax, non ricordo mai la procedura: il numero si fa prima di mettere il foglio oppure si compone dopo? la faccia va rivolta verso l'esterno o l'interno? Insomma non è raro che invece di mandare una fax faccia semplicemente una copia del foglio, oppure spedisca una pagina completamente bianca. L’altro strumento tecnologico che non riuscirò mai a utilizzare è la commutazione di chiamata con il cellulare. Tutte le volte che ci provo, finisce sempre che butto giù sia la chiamata in corso, sia quella in arrivo. Eppure non deve essere difficile, ci sono persone in grado di sostenere due chiamate contemporanee commutandole continuamente, senza creare nessun tempo d’attesa agli interlocutori. Tutte le volte che vedo queste persone all'opera, che mi fanno sentire un imbecille, spero sempre che gli interlocutori del commutatore siano moglie e amante e che durante la telefonata manchi un passaggio.
Adriano Galliani, ha deciso di ricandidarsi alla guida della Lega. La cosa divertente (o deprimente) è che ci sono molti presidenti che hanno intenzione di votarlo.
Su Ballerini "Lui si è montato la testa per le vittorie" su sè stesso, pochi righi più giù "ai test preventivi a Roma hanno chiamato 20 corridori ed io non ero fra quelli. Se vi sembra normale che uno come me ne abbia 20 davanti".
Domenica da dimenticare per gli sportivi toscani. Comincio da Trefoloni, l’arbitro che ieri, annullando il gol alla Reggina contro il Milan, è riuscito quasi ad eguagliare il De Sanctis di juve-parma. Al Milan ha reso un servizio doppio, infatti non solo i rossoneri hanno avuto un gol di vantaggio, ma hanno potuto commentare il fatto senza ipocrisia, dicendo la pura verità “io non ho visto nulla” ha detto Ancellotti. E infatti non c’era nulla da vedere, nessuno ha visto nulla, solo l’arbitro ha visto qualcosa. Se Trefoloni si è vestito da De Sancits, Bettini ha messo gli abiti di Fantozzi, come ho già raccontato ieri. Un infortunio ridicolo, ma soprattutto un alibi eccellente per il CT Ballerini, che non infamerò per il rispetto che si deve a tutti i vincitori della Roubaix (chi vince a Roubaix merita rispetto di default, a meno che non faccia cose brutte). Però a questo punto occorre uscire da un equivoco, se lui è un grande commissario è il caso di smettere di dire che noi abbiamo la nazionale più forte. La corsa di ieri è la dimostrazione più evidente che qualcosa alla nazionale italiana manca qualcosa, o la testa o le gambe. Sostenere che ieri l’Italia fosse la squadra più forte con una tattica perfetta è un ossimoro, a meno che il l’obiettivo non fosse quello di portare gli spagnoli in carrozza fino all’arrivo. L’ultimo corregionale che ieri faceva meglio a starsene a letto, è Cristiano Lucarelli, per la verità a lui sarebbe bastato stare zitto. Ho già scritto sul mio rapporto di odio-amore con Cristiano Lucarelli, vabbè facciamo simpatia-antipatia. Il rapporto si può riassumere così: è un’ottima persona, ha dei valori in cui crede e per questo è disposto a pagare di persona. Le persone così non si possono non apprezzare, peccato che negli ultimi anni la sua scala di valori sia andata a discapito del Toro e quindi per quel che mi riguarda la questione ha anche i suoi punti d’ombra. E’ poi una persona schietta, quello che gli passa per la testa due secondi dopo gli esce dalla bocca. Non è quindi un ipocrita, il problema è che le persone così quando gli passa per la testa una fesseria, fanno la figura dei fessi, cosa che ad un ipocrita non capita. Ieri nel dopo partita di Samp Livorno, un po’ di diplomazia gli avrebbe risparmiato una figuraccia. Dire infatti che lo scorso anno a determinare le retrocessioni dalla A alla B sono stati gli orientamenti politici delle curve è dura. L’Ancona lo scorso anno poteva avere una tifoseria nazista, di wasp, di socialdemocratici, avrebbe avuto lo stesso destino, aveva una squadra improponibile ed una società messa anche peggio. E anche le altre retrocessioni non hanno certo il sapore dello scandalo, per tutte poteva finire diversamente, ma di politico nel risultato c’è poco. Non credo neanche che la situazione sia come la dipinge Rivera, che sostiene l’impossibilità della congiura perché sarebbe al di sopra delle capacità di chi gestisce il calcio. Io più semplicemente penso che gli orientamenti politici delle curve ai boss calcistici non interessino. Le curve servono ad altro, ma ora andrei un po’ fuori argomento, magari ci torno.
Tre giri al termine, 45 chilometri all'arrivo. Bettini è stato eliminato da un incidente che mi immagino fantozziano, mentre doveva cambiare una ruota ha battuto il ginocchio contro la portiera dell'ammiraglia. In testa con un minuto di vantaggio di sono 5 peones. Nel gruppo ci sono tutti i favoriti rimasti in gara. Io continuo a non credere in Cunego, penso abbia più chances Basso, ma sotto il profilo tattico, le cose si mettono bene per gli spagnoli.
Accanto a Ferrara quando ha visto/saputo della copertina dell'edizione europea del Time. Per lui infatti, le due ragazze si possono definire al massimo come oneste lavoratrici e strumenti involontari .
1 il punteggio pieno (e a cui non mi abituerò mai); 2 l'ennesima cena (a queste sono abituato) mi distoglie dalla partita e il risultato mi arriva al termine con il tabellino: 2-1, marcatori: Ferrante, Maniero, Humberto. Per cui mi sono chiesto, perchè 2 a 1 abbiamo vinto 3 a 0, chi ha fatto autogol?
Se nel calcio io sono assolutamente tifoso, cioè sono uno di parte (comunque di quella giusta), nel ciclismo divento un’altra persona. Non ho un ciclista preferito. Tifo per le imprese non per le persone. Ovviamente ho avuto le mie simpatie: Argentin, Bugno, Pantani, ma anche stranieri come Jaja e Musseuw. Questo però vale per 364 giorni l’anno, 365 gli anni bisestili. Il giorno del mondiale divento tifoso e spero che a vincere sia comunque un corridore italiano. Tanto per fare un esempio esultai più per la vittoria di Fondriest nel 1988 che per la suntuosa impresa di Hinault a Sallanches nel 1980. Per chi non c'era, Fondriest vinse allo sprint, dopo che quelli che aveva davanti erano caduti, Hinault partì in testa e arrivò da solo dopo aver staccatto tutti, uno ad uno. Domenica appunto è il giorno in cui io smetto i vistiti dell’appassionato per quelli del tifoso. Possibilità di esultare? Difficile dirlo. Le gare in linea sono sempre difficili da pronosticare, il campionato del mondo ancora di più. Per due motivi più uno. 1 le squadre non sono quelle che gareggiano tutto l’anno, ma sono le squadre nazionali; 2 mentre le grandi classiche si corrono sempre sullo stesso percorso, il mondiale varia tutti gli anni. Il circuito di domenica per la verità non è una novità assoluta, è lo stesso del 1999, ma un precedente non è significativo. Nel 1999 vinse un giovane spagnolo di nome Oscar Freire. Il più uno è legato alle condizioni metereologiche, l’inizio d’ottobre è un periodo strano in cui può essere estate o inverno. Quindi? Quindi non vincerà di sicuro l’argentino di Verona Rebellin, che per un problema di passaporto non potrà partecipare. Parlando dei favoriti dobbiamo cominciare dagli spagnoli, che in questa corsa hanno preso il posto dei belgi. Fino a circa 10 anni fa a pronosticare i belgi, la possibilità di azzeccarla era quasi al 50%. Ora invece il ruolo di favoriti a prescindere tocca agli spagnoli. Sarà un caso, sarà la Vuelta a settembre, ma i numeri dicono questo. E nella mia cinquina di favoriti 3 sono spagnoli: Freire, Valverde e Flecha. Poi dico Vinokourov e quindi Bettini. Almeno altrettanti hanno la possibilità di vincere, però a dirli tutti si indovina di sicuro e non ha molto senso.