Era la fine di aprile del ’99, un venerdì sera e nella chiesa di Borgo Ognissanti Giglio Amico aveva organizzato una serata per ricordare il Grande Torino a 50 anni dalla sciagura di Superga. Subito dopo l’introduzione della Orchestra da Camera Fiorentina, il primo a prendere la parola fu Gigi Garanzini, officiante laico della serata, che scandì uno ad uno i nomi dei caduti. Al termine ci fu un lungo applauso, ma Garanzini, stoppò l’applauso, e chiese di non applaudire più neanche in seguito, per non sciupare il clima assolutamente particolare che si stava creando. Quindi iniziarono le testimonianze, tutte molto partecipate e toccanti. Poi, fra gli ultimi, venne il turno di Sergio Zavoli, che iniziò parlando di Rimini, del dopoguerra, dei suoi inizi giornalistici e continuò parlando del Grande Torino, del Giro d’Italia per concludere con l’alluvione del ’66. E mentre stava avviando alla conclusione un intervento assolutamente straordinario pronunciò queste parole “raramente ho sentito come stasera così presente qualcuno che non c’è” dietro di me sentii una ragazza che disse “ma come si fa a non applaudire?” Parole che mi sono tornate in mente stamani, mentre su radio3 c’era la rassegna stampa, e leggevano un articolo dello stesso Zavoli, che parlava di due Armstrong, il ciclista e l’astronauta, e di Coppi. Un articolo da applauso. Un articolo che però non sono però riuscito a trovare in nessun quotidiano (anzi se qualcuno sa dove è stato pubblicato, e me lo dice, mi farebbe estremamente contento).
Per il bene del calcio il Napoli il prossimo anno dovrebbe giocare la serie B, ma visto che l'unica strada che gli consente questo risultato è l'ennesima pagliacciata di Gaucci, mi chiedo cosa è meglio per il calcio e per Napoli stesso? -- In attesa di una risposta, intanto prevedo l'ennesimo pasticcio e reputo decisamente probabile che assisteremo a nuovi ripescaggi e ad una serie B nuovamente a 24.
Non amare Armstrong è legittimo. Per il suo modo di correre, per la sua voglia di dominare in assoluto su tutto e tutti. Però non è neanche giusto voler far credere, che lui vinca esclusivamente perché è una sorta di OGM umano. Non è così, le sue vittorie sono frutto di una preparazione metodica che non lascia nulla al caso, dalla preparazione atletica, alla costruzione della squadra. Sicuramente c’entra anche il laboratorio, che però è presente nella storia di ogni campione di qualunque sport degli ultimi 15 anni, non solo in quella di Armstrong. Disprezzatelo pure per come si comporta, auspicate pure che perda (ma fino al prossimo tour non lo vedrete più), cosa che del resto ho fatto pure io, ma nei 20 giorni l’anno in cui gareggia è il numero uno. Ha questo limite, il monoobiettivo, che non gli permetterà di entrare nella leggenda. Ma agli americani, si sa, interessa la cronaca non la storia.
Da Repubblica, intervista ad Hidetoshi Nakata: Torniamo al Nakata uomo. Quando non gioca a calcio cosa fa? “mi piace viaggiare leggere, ascoltare musica e stare al computer” Che tipo di musica preferisce? “Posso dire che non apprezzo l’heavy metal. Escludendo questo genere mi piace quasi tutta” Ma avrà un gruppo preferito? “Ce ne sono tanti” Va bene, passiamo alle letture che le piacciono di più.. “Niente in particolare” A lei piace molto l’arte. A Firenze potrà coltivare questa sua passione? “E’ vero, mi piacerà molto conoscere la città” Quali obiettivi può raggiungere la Fiorentina di quest’anno? “Vincere il più possibile…”
Armstrong: 10, con due enormi meno. In montagna non lo stacca nessuno, a cronometro sembra corra con 3 gambe. Non ha avversari e non è certo colpa sua. Il suo dovere dovrebbe essere quello di rendersi la vita un po’ più difficile, tipo ponendosi anche altri obiettivi come il Giro e qualche classica. Nella storia non si entra correndo part-time, spero che se ne renda conto. Il secondo meno è causato dall’imbarazzante comportamento con Simeoni. Armstrong ad inizio carriera, vinceva poco, ma lo faceva in modo spettacolare. Poi ha smarrito questa qualità. Evidentemente saper vincere è qualcosa che non si acquisisce con l’esperienza. Kloden: 8 è partito gregario, è arrivato secondo. Non ha fatto un acuto che sia uno, è uno di quelli che si conosce più per il nome che per la faccia. Basso: 8, lo scorso anno ha corso come Kloden, non facendosi mai vedere e riuscendo ad arrivare settimo. Quest’anno quando gli avversari di Armstrong sui Pirenei sono stati staccati dai gregari del texano ed è rimasto solo lui, molti hanno detto “allora esiste”. A cronometro è migliorato tanto, ma ancora non è ancora competitivo. Il prossimo anno per lui sarà quello fondamentale. Potrebbe prendere anche in considerazione l’idea di partecipare al Giro. La sfida fra lui e Cunego in montagna promette di essere meravigliosa. Spero che chi disegna il Giro tenga presente questa cosa. Ullrich: 6, dei 3 possibili rivali del texano è stato l’unico ad arrivare al termine. Mayo e Hamilton: 4. Cipollini: il suo voto equivale al numero di tappe in cui si è fatto vedere. Quindi 2 o 3. Chi lo scorso anno si scandalizzò per la sua esclusione, forse è i lcaso che faccia un minimo d’esame di coscienza . Voeckler: 9, nella sua difesa, disperata e entusiasmante, della maglia gialla sui Pirenei c’è l’essenza del ciclismo. Virenque: 8, il piccolo Chiappucci anche se ormai di piccolo non ha più nulla, ogni anno fa un regalo a tutti: agli spettatori regala un’impresa, per sè si regala la maglia a pois. Simeoni: correre contro tutti non è facile. La vicenda che lo ha riguardato, con lui nel ruolo di vittima, ha reso più brutto questo tour.
Chi beve birra campa 100 anni, così si dice. Evidentemente il Toro di birra non ne ha bevuta a sufficienza perché alle soglie del secolo di storia che arriverebbe nel 2006, la società rischia di sparire. La Covisoc infatti ha per ora bloccato l’iscrizione al campionato della squadra. Del resto i 4 milioni necessari per mettere a posto i conti erano stati reperiti in modo così ridicolo, che l’organismo della Lega che vigila sulla legalità (cioè un ossimoro) non poteva fare altrimenti.Considerato gli interessi in gioco per le Olimpiadi del 2006 ritengo che il problema sarà superato. Il brutto è che non sono convinto che questa sia una buona notizia.
E'la seconda parte di questo Non mi sono né dato malato, né sono andato a pescare le carpe, né, come avrebbe fatto Gaspar (come si legge nel blogger commento, che si può vedere solo dalla pagina permalinkata), mi è venuta in mente l’idea di acquistare un nuovo hard disk da 120 giga dove trasferire tutti i dati. La verità è che informaticamente sono un po’ pigro, perché se ho un problema ho uno wolf informatico che risolve i problemi. Torniamo al momento. Erano quindi le 11 e mezzo di sera, dopo circa 9 ore avrei dovuto restituire gli hard disk. Di tutte le cose che dovevo fare, riunione, cena, salvataggio dei dati, ero fermo alle prime due. Non avevo salvato neanche un byte. Però ero tranquillo lo stesso, perché mi era appunto venuta un’idea: chiamare picca81. Convincerlo non è stato difficile, “senti, avrei da salvare con urgenza un po’ di dati, niente di che, basta qualche dvd vergine e ce la facciamo.” Il mio lavoro è terminato qui, poi è cominciato il suo, ha preso preso un hard disk da 120, così come avrebbe fatto Gaspar, ha smontato, collegato trasferito. Quando l’orologio segnava circa le 3 ha finito.
In economia non c’è gusto neanche ad essere pessimisti. Pensavo giusto ieri che dovrei prepararmi alla nomina di Fazio a ministro del Tesoro, che ho letto una notizia ancora più inquietante. In Germania la Siemens ha ritirato il progetto di delocalizzare la produzione in Ungheria con la conseguente perdita di 2000 posti di lavoro in Germania, in cambio di: - aumento dell’orario di lavoro da 35 a 40 ore; - eliminazione della tredicesima; - eliminazione di un’indennità contrattuale che si aggirava intorno ai 500 euro. Anche se le ultima due voci vengono sostituite da un bonus annuale legato agli utili. Ricapitolando, in una situazione non di crisi, perché in fin dei conti l’obiettivo dell’azienda era quello di aumentare la produzione, alla Siemens è bastata la minaccia della perdita di 2000 posti di lavoro per trovare gratis 22.500 ore di lavoro la settimana, oppure per far aumentare il lavoro dei propri dipendenti del 14% Ovviamente questo non sarà che l’inizio di un processo, dove i lavoratori non avranno nessun peso e il solo ruolo che avranno sarà quello di subire. Intanto la Philips ha dichiarato "anche noi vogliamo rimanere competitivi come la Siemens, per questo vogliamo arrivare ad un accordo analogo". E dire che sembra non ne abbiano molto bisogno.
La notizia principale con cui oggi aprono i giornali spagnoli sono le elezioni. Non si tratta però di elezioni politiche, né in Spagna stanno votando per il Sindaco di Barcellona o quello di Siviglia. A suscitare tanto interesse è l'elezione del Presidente di una polisportiva. La polisportiva Real Madrid. Proprietà immobiliari, squadre di calcio giovanili e che militano in serie minori, una squadra di Basket di rilevanza europea, ma soprattutto il Real, la squadra di calcio più famosa del mondo. Questa società non ha un padrone solo, il suo possesso è diviso fra gli 85.000 soci di cui 65.197 con diritto di voto, che ogni quattro anno si ritrovano per scegliere chi deve gestire la società. Fino a qualche mese fa la conferma di Florentino Perez era considerata una formalità, i suoi galacticos sembravano invincibili. Quello che separava la squadra dallo scudetto e la champions era solo il calendario. Poi gli angeli del calcio, che intervengono raramente, ma quando lo fanno lasciano il segno, decisero di cambiare il corso gli eventi. E in due mesi il Real ha perso Coppa del Re, Champions Legue per mano, anzi per piede, di uno dei suoi ex predelitti, Morientes , lo scudetto, e anche la qualificazione diretta in Champions Legue. Venendo sorpassato sul filo di lana, dalla rivale per eccellenza, il Barcellona, che solo fino a pochi mesi prima stava languendo nei bassifondi di classifica. La fine del modello “Zidanes y Pavones”, la squadra non era più imbattibile, ma “solo un contenitore da portare in tournee per vendere magliette”. Così almeno si è espresso Arturo Baldasano, avvocato e dirigente d’azienda, il primo rivale di Perez ad uscire allo scoperto. Baldasano come obiettivo si è dato quello di costruire un Real meno faraonico ma più pulito e glorioso, la sua prima mossa da Presidente sarebbe quella di rispedire Beckham in Inghlterra. Tutto questo però non deve aver avuto molta presa, infatti poco dopo ha inserito un nuovo punto programmatico, molto meno poetico, ma di sicura presa: abbonamento gratis per tutti gli under 14 e gli over 65. Per quello che riguarda la campagna acquisti è passato da “quelli che vuole l’allenatore” a Dave Rooney. Tanto per non farsi mancare nulla ha firmato davanti ad un notaio un impegno a versare 32 milioni d’euro nel caso in cui non riuscisse ad attuare il suo programma. L’altro rivale è Lorenzo Sanz, già presidente fino al 2000. Allora perse la presidenza a causa dell’elevato indebitamento del club, e tutto sommato, la sconfitta gli ha insegnato poco, in caso d’elezione infatti arriveranno: Milan Baros, Maniche e Redondo. E come direttore tecnico farà tornare Del Bosque, al fine di costruire una squadra equilibrata. Per ultimo il programma di Perez, che deve aver imparato la lezione aurea del calcio, che a vincere sono le squadre che non prendono gol. Quindi oltre all’attaccante, da scegliere fra Rooney, Gilardino e Cassano ha deciso di acquistare anche un difensore, Ricardo Carvalho e un centrocampista, Xavi Alonso. Oltre a questo nel suo programma c’è posto anche per una cittadella sportiva e un Bernabeu totalmente coperto. Non pensate però che la vicenda elettorale sia tutta qui, c’è anche il resto: comitati elettorali con hostess scosciate che offrono sciarpe e caramelle. Litigi su tutto, i debiti veri o presunti, il valore delle vittorie, sondaggi più o meno attendibili, hanno litigato persino sulla comodità dei cessi del Bernabeu. Intanto a mezzogiorno i 3 presidenti avevano già votato, tutti e tre concordavano sull’importanza di un’alta affluenza, che al momento era al 9,60%. Senza contare gli 11.000 voti postali, che erano andati totalmente a Perez, e che hanno suscitato l’indignazione di Sanz che si è rivolto al tribunale. Il tribunale ha risposto bloccando il voto postale, senza annullare i voti già arrivati. Più divertente la risposta di Perez, che per radio a chi gli chiedeva cosa pensasse del ricorso di Sanz ha detto “proprio lui, che per farsi eleggere ha fatto votare anche i morti”. Il tutto è decisamente divertente, però, diciamo la verità, per prenderli per il culo ci vuole un certo coraggio, per come vanno le cose da noi, è come se un egiziano prendesse per il culo uno statunitense quando va a votare per il Presidente.
Mettiamo che per un paio di mesi passiate un sacco di tempo svariati pc, ma non per lavorare per qualcosa d’altro. Mettiamo anche che quando non ci siete voi al pc, ci sia qualcun altro. Insomma, mettiamo che alla fine di questi due mesi fra testi, immagini, suoni, video abbiate in questi pc una quantità di dati che sta fra i 90 e i 100 giga. Mettiamo anche che questi pc non siano i vostri, ma che li abbiate affittate. Mettiamo anche riteniate giusto salvare questi dati prima di procedere alla formattazione degli hard disk, prima di restituirli. Mettiamo anche che fra le varie persone ce ne sia una considerata brava, ma in realtà è sopravvalutata, e che potrei essere io, e un’altra che invece non è considerata brava, e, come vedrete in seguito, con qualche ragione. Mettiamo poi che verso mezzogiorno di un giorno qualunque quellononbravo chiami il sopravvalutato e gli dica “senti, oggi alle 3 vengono a ritirare i pc, puoi fare un salto per salvare i dati?” “Cosaaaa? oggi alle 3? se togli il tempo che ci metto a venire costì, rimane pochissimo tempo. E’ impossibile salvare tutto, ci vorrebbe un giorno intero. Chiamali, e digli di venire domani o fra due giorni.” “No, ormai ho fissato, magari, non importa salvare tutto, si salva solo le cose più importanti: testi, mail, immagini e video” “Praticamente, a parte il sistema operativo, che non va salvato, non hai lasciato fuori nulla. Comuque è impossibile, mancano anche i dvd vergini. E ora non saprei neanche dove trovarli”. “Non preoccuparti, ci sono i dischetti, si può fare anche con quelli” (questa è testuale, sono parole che non si possono dimenticare facilmente) Ovviamente al sopravvaluto non rimane che raggiungere l’altro, e aspettare la i tipi della ditta per sperare di convincerli a posticipare il ritiro di un paio di giorni. Mettiamo anche che il massimo che riesca ad ottenere sia una proroga alla tarda mattinata del giorno dopo “se ce lo aveste detto per tempo, potevamo anche lasciarveli più a lungo, è che proprio stamani li abbiamo promessi ad un nuovo cliente.” Mettiamo quindi che il sopravvaluto abbia un pomeriggio, una sera e una notte a disposizione per salvare 100 giga, mettiamo però che abbia anche una riunione, che si concluderà con una cena a cui non può assolutamente mancare. Mettiamo tutte queste cose. Ora, cosa fareste voi, al suo posto? (continua)
L’Europeo va in archivio, con il rischio forte che noi lo ricorderemo solo per le vicende che ci hanno riguardato e che non sono proprio edificanti. Siccome però questo Europeo è stato assolutamente degno io vi invito a dimenticare gli sputi, i colpi di tacco, le pettinature di alcuni azzurri e biscotti. E, nello stesso tempo, magari potreste fare uno sforzo per ricordare le cose che sono state le migliori. Le mie: Portogallo – Inghilterra (tutta); Repubblica Ceca – Olanda (quasi tutta); il Silver gol di Dellas; Baros e Ronaldo; l’Olanda che vince ai rigori; la punizione di Zidane; i terra-aria di Beckham; l’asciugamano di Eusebio; la bruttezza di Svizzera- Croazia; il gol di Van Nistelrooy alla Germania e quello di Karagounis al Portogallo; l’autogol di Jorge Andrade; il gol o autogol di Jimmy Jump; la sostanziale correttezza dei giocatori; la sportività dei tifosi portoghesi; La Grecia tutta. Siccome pensavo che avrebbero fatto la figura del ’94, è giusto che io faccia ammenda e come minimo dovrei imparare la formazione a memoria. Poi ci sarebbe da dire che molte partite di questo Europeo io non l’ho neanche viste, quindi c’è qualcuno che aggiunge cosa mi sono perso?