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Piu' un blog e' grosso, e piu' sciocchezze contiene - Questo blog semina miseria, terrore e totalitarismo
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30.5.04
Corri, Damiano, corri

I fuoriclasse non devono aspettare che passi il loro treno. I treni sono per le persone normali.
I fuoriclasse devono correre, soprattutto quando le gambe vanno veloci.
Se devo fare un rimprovero a Gianni Bugno, colui che negli ultimi 20 anni è riuscito nel modo migliore a ottimizzare il rapporto fra le tre C (Cuore, Cervello e Classe) dei campioni, è proprio quello di non aver corso quando le gambe andavano al massimo la corsa più importante: il Tour nel 1990, quando avrebbe avuto pochi avversari. Aspettò e nel 1991 e nel 1992 non riuscì ad andare oltre un secondo e un terzo posto. Del resto lui nelle corse a tappe stava rallentando e Indurain stava accelerando.
Temo che Cunego stia per commettere il solito errore, è vero che è giovane, ma quando le gambe viaggiano, è bene portarle in giro. Ora è il numero 1, ha l’incoscienza della gioventù e la forza del campione.
posted by Franco Bellacci -- plink --

27.5.04
Esultanze

Quello che distingue uno sportivo dal resto del mondo è la possibilità di esultare in modo plateale al raggiungimento di un obiettivo.
Però ci sono tanti modi di esultare ieri sera Mourinho, una volta conquistata la Coppa Campioni, ha pensato bene di allontanarsi dal gruppo per condividere la vittoria con i suoi familiari. Oggi Pavel Tonkov quando ha tagliato il traguardo il primo pensiero lo ha rivolto a tutti quelli che, a sentir lui, in questi anni gli hanno voluto male.
Ora dovrei concludere estrapolando una morale, o comunque dare una lettura a questa vicenda affinchè ne possiamo trarre una qualche forma di giovamento.
Però non mi viene in mente niente di particolarmente intelligente, se non che dire che persone diverse di fronte ad analoghe situazioni reagiscono in modo diverso. E come conclusione è decisamente banale.
Diciamo che questo è stato un post con valenza esclusivamente contemplativa.
posted by Franco Bellacci -- plink --

Internet elettorale a Firenze

Internet e quel portentoso sottoinsieme che sono i blog non vanno molto d'accordo con le prossime elezioni fiorentine. Almeno per quello che riguarda l'elezione del Sindaco e il rinnovo del Consiglio Comunale.
Su nove candidati a Sindaco, io sono riuscito a trovare solo 3 siti ufficiali:
Quello del Sindaco uscente Leonardo Domenici, che si apre, senza possibilità di scorciatoie con una lunga introduzione in flash;
quello di Franco Cardini che sembra scritto con frontpage95, che a venti giorni dalle elezioni non ha neanche il programma, che però è possibile scaricare da fiorentina.it;
quello di Ornella De Zordo, che ha sicuramente il sito più navigabile e anche un blog su splinder.
Gli altri 6 candidati, fra cui quello ufficiale del centrodestra, ad oggi non hanno un sito, oppure, se ce l'hanno è nascosto bene.
Con i candidati al Consiglio Comunale le cose non vanno meglio. Non a livello quantitativo, basta leggere i manifesti per capire che un sacco di candidati si sono dotati di un sito. La nota dolente è è a livello qualititivo, questi siti infatti difficilmente vanno oltre la trasposizione di una brochure di carta in pagine web. Niente altro, il massimo del feedback è la mail. L'aspetto curioso è che spesso si tratta di pagine fatte anche bene, evidentemente la priorità dei candidati è mostrare le qualità dei loro webmaster piuttosto che le loro.
Oppure c'è anche chi ha speso, ad esempio, un candidato di Forza Italia, che per un po' di tempo ha fatto viaggiare il suo url sui taxi fiorentini. Il sito però ha dei contenuti decisamente modesti. Ora, se io fossi un suo potenziale elettore (cosa che non sono, quindi può darsi chi i simpatizzanti del suo partito riflettano in modo diverso) non rimarrei favorevolmente impressionato, nel rapportare lo sforzo economico e i risultati, perché, quel sito contiene poco altro rispetto al suo curriculum e qualche foto.
C'è poi l'aspetto blog. La domanda che mi faccio è questa: perché nonostante la semplicità d'utilizzo e la forma che, a mio avviso, lo rende lo strumento ideale per sito di un candidato, non viene utilizzato?
Io una teoria ce l'ho, che nonostante tutta l'attenzione che c'è stata sui giornali il fenomeno continui a rimanere circoscritto e in buona parte sconosciuto ai più.
Concludo dicendo che io mi baso sui siti che ho visto, che non possono che essere una minima parte, quindi può darsi, che ne esistano di bellissimi, nel caso avvertitemi.
posted by Franco Bellacci -- plink --

25.5.04
cinquantanove per cento


Il test per misurare l'affinità con l'UDC in tema di mercato del lavoro. Sopra c'è il liberismo, sotto l'assistenzialismo, poi c'è la sinistra e la destra. Nel mezzo Follini.
prova
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Immagini

Nei giorni scorsi si è parlato molto del video dell'esecuzione di Berg e dei dubbi sulla sua autenticità. Leonardo fa propri quei dubbi e sottoscrivendo un vecchio commento va oltre “da quando le immagini sono digitali, hanno perso ogni aura di autenticità. Una foto digitale è fatta per essere modificata, ricombinata, distorta. A questo punto, dobbiamo cominciare a ragionare in questo modo: ogni immagine è falsa, fino a prova contraria. Non dobbiamo più preoccuparci di trovare i fake (falsi). Sono gli autori o gli editori che devono trovare altre prove convincenti che le loro foto non sono fake.”
Io però dissento. Il fotoritocco nasce con la fotografia stessa, e in questo secolo abbiamo esempi clamorosi e famosi: Trozky che scompare dal comizio di Lenin, la banda dei quattro che viene cancellata dai funerali di Mao, la foto dei fondatori del partito comunista francese dove c’erano 6 teste e 16 piedi. Per arrivare a Mussolini che in una foto dove fa il salto della cavallina accanto alla firma ritiene opportuno aggiungere questa dedica “non c’è trucco fotografico”.
Con la fotografia digitale si allarga solo il numero dei potenziali truccatori, niente altro.
Il problema però si pone e sinceramente, secondo me, non ha una soluzione. Quindi non è una soluzione neanche ribaltare l’onere della prova. La realtà è che le immagini sono un linguaggio. E in ogni linguaggio, si sa, esistono i sinceri e i bugiardi, i discreti e gli indiscreti, i rispettosi e gli irrispettosi, gli autorevoli e gli squalificati. Sarebbe comodo una volta tanto avere certezze, veder apparire un’immagine e definire con esattezza cosa è successo. Non è possibile, non lo sarà mai, chi guarda dovrà sempre metterci del suo, anche quella buona dose di sospetto che non guasta mai.
Pensare però che un’immagine ingannevole debba squalificare tutte le immagini è una generalizzazione senza molto senso oltretutto. Pensate al caso recente delle torture nelle prigioni irakene e eliminate le immagini. Immaginate per un attimo che non siano state scattete le foto. Pensate che la vicenda avrebbe avuto lo stesso risalto?
O il caso odierno della strage del matrimonio. Quel video di festa, uno come tanti video dove tutti ci siamo visti, che si trasforma in tragedia trasmette l'idea di cosa è la guerra, che non è la bomba che esplode, ma le sue conseguenze.
Le immagini quiindi sono importanti, purtroppo sono realizzate dagli uomini, che spesso non vogliono raccontare la realtà attraverso le immagini, ma vogliono far apparire la realtà come le immagini che mostrano.
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24.5.04
Ancora ciclismo

Per celebrare degnamente la fine del Giro d’Italia, domenica prossima lo scrivente si troverà a Modena per la Popolarissima della Balorda 2004.
Intanto per confermare la mia proverbiale solerzia, qui potete trovare per la prima volta online le foto che ho scattato lo scorso anno.
Per quelli che ancora non lo conoscessero ecco il regolamento ufficiale:
1) E' vietato l'utilizzo di mezzi professionistici (bici da corsa, mountain bike, ecc...).
2) E' vietato utilizzare durante la gara bevande analcoliche; pena: ingurgitare 3 litri di chinotto caldo.
3) E' obbligatoria la sosta nei punti ristoro dei primi due giri, ma soprattutto è obbligatorio mangiare e bere come delle bestie durante la sosta.
4) L'ultimo giro è l'unico veramente agonistico, nei primi due è vietata la fuga.
5) E' gradito abbigliamento d'annata e/o carnevalate varie.
6) A giudizio insindacabile della giuria sarà allontanato chiunque si presenterà vestito in modo decoroso.
7) Nell'ambito della legge vigente, è ammessa qualsiasi scorrettezza durante la gara.
8) No Pugnette. No Bella Gente. Sì Gente Valida!
9) Nel rispetto della popolazione autoctona e dei nostri testicoli: assolutamente NO BONGHISTI!
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23.5.04
AAAAAAA

Serie A, serie A, ce ne andiamo, ce ne andiamo, ce ne andiamo in serie A!
Avrei voluto cantarla per il Toro e sicuramente non lo farò, vorrei cantarla per la Fiorentina e in questo caso può darsi che ce la possa fare.
Ieri però ho potuto dedicare questo canto alle ragazze della Named Galli, che ieri sera battendo le ragazze dell'Atena Roma hanno conquistato la serie A di basket femminile.
Il tutto nonostante che il mio apporto mio ieri sera sia stato assolutamente marginale.

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Rai

È un bel Giro quello di quest'anno, sia per l'esito assolutamente incerto, sia per i nuovi ciclisti che si stanno affacciando alla ribalta, sia per le belle imprese che abbiamo visto fino ad ora.
Peccato che molti non se ne possano accorgere. Chi lavora il pomeriggio e non ha voglia di programmare il videoregistratore difficilmente riuscirà a saperne qualcosa e se ci riuscirà non sarà certo per merito della Rai. Qualche anno fa infatti le Rai ebbe l'intuizione di mandare una sintesi intorno alle 20 a vantaggio della massa dei lavoratori pomeridiani. Lo scorso anno però la trasmissione aveva mutato pelle, da trasmissione sportiva tout-court si era trasformata in un ibrido dove la tentazione del talk-show si faceva strada in modo preoccupante. Quest'anno la metamorfosi si è completata, la tappa è confinata in un angolino per lasciare tutto il resto a merce buona solo per blob.
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Paragoni e selezionatori

Trapattoni nei giorni scorsi ha detto che non bisogna paragonare Gilardino a Rossi. Purtroppo il problema è che qualcuno paragona Trapattoni con Bearzot.
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18.5.04
La giraffa al fuoco

Cosa spinge un settantenne a mettersi contro Flavio Briatore, Paolo Brosio, Daniela Santachè, Davide Lippi e Antonio Galeotti? Sicuramente la voglia di far vedere che uno sta dalla parte giusta.
Ma non è solo questo.
Io per quanto sia rispettoso della legge, mi metto la cintura di sicurezza, non calpesto le aiuole, non tiro oggetti allo stadio, non riesco proprio a condannarlo.
Diciamo la verità quando si è in casa il caos si sopporta male, anche quello temporaneo come la sirena di un antifurto dopo un paio di minuti è diventa fastisioso. Il caos continuo, quello di cui non si riesce a vedere la fine, non è fastidioso è insopportabile fisicamente e mentalmente. Se poi la confusione viene da un locale dal nome swaili che in italiano vuol dire giraffa perché è un animale che “la vede lunga e guarda le cose dall'alto, con distacco”, uno si sente anche preso per il culo, e di conseguenza, in un mondo giusto, ogni suo gesto condotto contro il suddetto locale non può che essere protetto dalla totale impunità.
Almeno lo spero per lui.
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17.5.04
Basket

L’ultima volta che avevo visto una partita di Basket dal vivo, squadra di Firenze era in A1, mentre nella squadra di Milano giocava Mike d’Antoni. Un sacco di tempo fa quindi. Non è che il basket non mi piaccia, mi piace però, a mio avviso, ha un grosso limite: tranne che in rarissime occasioni, l’esito della gara si decide solo negli ultimi minuti, in pratica i primi 35 potrebbero anche fere a meno di giocarli. Lo so che per un appassionato di basket queste frasi equivalgono a delle bestemmie, che ci sono delle cose che dovrei sapere e capire, per poter seguire per intero una partita. Certamente è così, però certe cose non le so, quindi molte altre cose non le capisco, ma del resto mica ho detto che è un brutto sport.
Ieri però non ho potuto sottrarmi, e io non mi sono sottratto. C’era l’invito di queste ragazze che sognano la A, c’era l’AS (lo chiameremo così) che non voleva andare solo.
Quindi ieri, alle 18,30 ero lì, ed ero ancora lì alle 19,45 quando mancavano 2 minuti e 15 secondi alla fine della partita e le due squadre erano in assoluta parità.
In realtà erano successe molto cose: avevamo incitato le ragazze, ci eravamo abbattuti per i loro errori, in certi momenti erano in vantaggio, in altri in svantaggio.
Poi succede qualcosa, l’arbitro fischia, fa uno dei suoi soliti segnali con le mani e dal tavolo centrale si alza una paletta rossa, con scritto un numero: 5. E’ rivolto ad una delle avversarie, una fra le più brave oltretutto. La ragazza esce, ma quando arriva sulla panchina si accascia sul parquet e si lascia andare ad un pianto disperato. Se ci sono due cose di cui non riesco a sopportare la visione, una è il mio sangue, l’altra è una ragazza che piange, ci sarebbero poi le maglie a striscie bianconere, ma è un altro discorso. Dico a l’AS che bisognerebbe fare qualcosa, che non è da gentiluomini lasciare ch una ragazza pianga senza intervenire. L’AS però con un commento chiarisce subito che l’essere gentiluomo non è una delle priorità del momento “una in meno!”.
E infatti perquanto la ragazza uscita venga sostituita da un’altra, la partita prende una direzione definita, le ragazze di casa prendono il sopravvento. Per capire che la vittoria è vicina non bisogna neanche aspettare la fine, ma si capisce quando avviene il fallo di frustrazione che l’altra migliore giocatrice commette contro una delle nostre. L’AS però nel fallo non vede il segno della resa, ma solo un’occasione, lui è un altro centinaio di persone, per inveire contro una ragazza di poco più di venti anni.
Al suono della sirena le nostre chiudono con 6 di vantaggio.
Sabato prossimo andranno a Roma per il ritorno, se vincono è A, se perdono la domenica successiva a San Giovani ci sarà lo spareggio finale. Se vincono lo spareggio vanno in A, se perdono anche quello, ci sarà un ulteriore spareggio in gara unica con la perdente dell’altro spareggio.
Insomma hanno 3 chances, praticamente è fatta.
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Bellacci

Ieri su i giornali c’erano i nomi di tutti i candidati al Consiglio comunale di Firenze, leggendoli, ho notato due cose:
- che dei 1300 candidati che si contenderanno i 47 posti, ne conosco personalmente solo 3, che equivale allo 0,0023%
- che c’è un Bellacci candidato, anzi una Bellacci, precisamente nella lista del nuovo Movimento sociale italiano. Il che conferma una tesi, che chiamarsi Bellacci spinge a fare attività politica e che questa spinta va quasi sempre il centro destra, visto che tutti i miei omonimi politicamente militanti, frequentano Forza-Italia o An o appunto il nuovo movimento sociale.
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16.5.04

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Promesse e sponsor

A. mi ha criticato aspramente perchè ancora non ho scritto la lista dei miei favoriti del Giro. Io gli ho risposto che non l'ho fatto per cattiveria, ma semplicemente perchè non ho avuto tempo di farlo. In ogni caso con l'elenco non volevo mostrare nessuna capacità da previsore, ma volevo semplicemente segnalare alcuni nomi da tenere d'occhio.
Uno di questi, lo avrei scritto anche una settimana fa, è il nome di Damiano Cunego. Giovanissimo, ha appena 22 anni, ha tutti i numeri per diventare un fuoriclasse. Forse bisogna tornare indietro agli anni di Gianni Bugno, per trovare uno in grado di andare forte in pianura, salita e cronometro.
Ho solo un dubbio, cos'è che vuole legalizzare?
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Salvezza vicina

La vittoria di ieri sera è stata un passo importantissimo verso la salvezza. Male che vada faremo lo spareggio che la quint'ultima deve giocare con la quart'ultima, se fra le due squadre ci sono meno di cinque punti.
In pratica bisognerebbe che tutte quelle che seguono il Torino lo superino e che Pescara o Verona facciano almeno 10 punti dei 12 ancora a disposizione.
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12.5.04
Scommesse

Ai tempi di tangentopoli sostenevo la seguente tesi: non è la Politica ad essere una cosa brutta, ma sono quelli ad essere ladri.
Era una tesi sostanzialmente minoritaria, ma che a mio avviso valeva la pena sostenere.
Oggi alla luce delle vicende truffaldine che toccano il mondo del calcio, vi dico questo: che se le accuse saranno confermate ad essere condannato deve essere chi ha barato. Che le squadre che sono un patrimonio di valori che appartiene ai tifosi, che in questa vicenda sono le prime vittime, non devono essere toccate.
Devo spiegarmi meglio o posso fermarmi qui?
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Fuga

Domani il tenutario di questo blog uscirà presto dal lavoro per andare ad incontrare il giro d'Italia, che passa da queste parti.
A seconda del tempo e dal momento in cui le strade saranno chiuse potrete incontrarlo in un tratto di strada che va dal gran premio della montagna situato sul poggio di Sùgame fino all'arrivo dell'Intergiro. Con il primo sito preferito al secondo.
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Informazioni di servizio

1 non capito una mazza sul funzionamento dei commenti del neo-blogger;
2 sul fotoblog alcune immagini riferite alla vicenda dell'ultimo post.
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10.5.04
Come se Del Piero dovesse diventare un lottatore di Sumo in 7 giorni

Nei prossimi giorni il Valdarno diventerà il set di un reality show giapponese. Un giocatore di baseball della serie A giapponese in una settimana dovrà diventare uno sbandieratore provetto, e vivere come un ragazzo italiano. Per cui intanto dovrà rinunciare al sushi, e secondo il mio personalissimo punto di vista non avrà che da guadagnarci, quindi dovrà farsi le sue partite a calcio, bere birra, andare in cerca di donne. Il tutto ovviamente sotto l’occhio costante delle telecamere. Ad italianizzarlo provvederà una sorta di alter ego. Di lui però non posso dire nulla, perché in passato mi ha accusato di censure nei suoi confronti e di non aver mai pubblicato una sua foto
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9.5.04
La persona che mi sarebbe piaciuto vedere oggi dalle 14 alle 17.
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8.5.04
Giro d'Italia
In questo momento è in corso il prologo del Giro, ora non ho tempo, ma nei prossimi giorni vi diròi miei favoriti, quali sono le tappe più interessanti e i motivi per cui vale la pena seguirlo.
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7.5.04
Più vero di un reality: da chi sarà acquistato il Toro?
Breve presentazione di tutti i soggetti che hanno espresso o gli è stata attribuita la volontà di acquistare il pacchetto di maggioranza della società A.C. Torino
Basharin: di lui fino a pochi giorni fa si sapeva pochissimo, neanche se il suo nome aveva l’acca o meno. Né se agiva per conto suo o a nome di qualcun altro, come pure si ignorava la reale portata delle sue potenzialità economiche. Dopo due viaggi a Torino, dove ha avuto l’occasione di incontrare Cimminelli, Sindaco e la Toroc, sappiamo che il suo nome si scrive con l’acca. Suo punto di forza avere al suo fianco Piazzola, che non ha nulla a che vedere con il massimo interprete del tango argentino, ma è uno che di calcio in Italia ne capisce come pochi altri.
Piumatti: il re delle bonifiche e del riciclo dei rifiuti, qualità che ne fanno l’uomo ideale per risanare l’ambiente dopo 5 anni di Cimminelli-Romero. Ha però ufficialmente smentito. Dovrebbe però stare nella cordata che sta organizzando Franco Arese: mezzofondista nel passato, imprenditore di articoli sportivi nel presente nonché sponsor tecnico del Toro. Del Toro è anche tifoso, in questa fase è molto attivo infatti avrebbe coinvolto, uno impegnato nel calcestruzzo, un imprenditore vinicolo, un imprenditore alimentare e una famiglia che possiede una catena di supermercati.
Altro nome che circola tutte le volte che il Toro sta per passare di mano è quello di Beretta, quello dei salumi, non quello delle pistole.
Con tutta questa gente che prepara cibo, non poteva mancare chi invece prepara i pasti: Pellegrini, con alle spalle già un’esperienza da presidente, essendo l’ultimo presidente scudettato in casa Inter. Di lui si era già parlato qualche mese fa, ma il suo nome come era apparso si era dissolto come il vapore del brodo su un fornello.
Sulla Stampa c’è poi un nome che mi costringe a scrivere con una mano sola: Calleri, per fortuna, un ipotesi inquietante che lui stesso smentisce.
Ultima ipotesi, quella cabaret, una cordata organizzata da Marco Francioso, il giornalista di mediaset, che si è messo in testa di acquistare una squadra di calcio del nord, una qualunque, visto che in quest’ultimo periodo, partendo da Trieste fino a La Spezia, le ha trattate praticamente tutte.
Chiudo per dire che per la prima volta, da vent’anni ad oggi, parlando di questo argomento, fra i possibili acquirenti non si parla né di Ferrero, né di Lavazza. Che tutte le volte che penso a loro mi vengono in mente 3 T, tifosi, Toro, tirchi.
Difficile pensare come andrà a finire questa storia. Non bisogna infatti trascurare altri elementi, intanto che a Torino le cose complicate (e la cessione di una squadra di calcio rientra in questa fattispecie) diventano quasi impossibili quando si mette di mezzo la famiglia. Che a Torino fra 2 anni ci saranno le olimpiadi invernali e in quello che diventerà lo stadio del Toro si svolgeranno le cerimonie di apertura e chiusura.
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5.5.04
Help
C’è qualcuno che vuole guadagnarsi la mia stima e ammirazione perpetua?
Questo qualcuno deve solo saper fare una cosa: conoscere come si installa movable type e aiutarmi. Non parto da zero, diciamo che se avessi voluto imparare l’alfabeto sarei arrivato alla lettera B.
Se qualcuno vuol farsi carico di questo fardello, me lo comunichi, va bene qualunque mezzo: mail, telefono, fax, piccione viaggiatore, segnali di fumo.
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4.5.04
Eclissi e nuvole
L'unico modo per vedere stasera la luna rossa da qua, è sperare che su ESPN trasmettino qualche regata della Coppa America.
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Fenomenologia dei Lucarelli
Il primo Lucarelli che in qualche modo mi ha cambiato l’umore, si chiamava Cristiano, era il gennaio del 2000, di professione calciatore alle dipendenze della squadra del Lecce. Di Cristiano Lucarelli fino ad allora avevo poche immagini, una di calciatore della nazionale under 21, che
dopo aver segnato un gol nello stadio della sua città natale, Livorno, si toglie la maglia e mostra ai pubblico l'effigie di Che Guevara. Poi lo avevo perso di vista, sapevo che si era trasferito in Spagna a giocare a Valencia, e che un grave infortunio lo aveva bloccato per un'intera stagione.
Nel gennaio 2000, l’avevo nuovamente davanti, Torino – Lecce. Fino ad allora la parola Lecce almeno a Torino, perché a Lecce le cose andavano diversamente, era una parola che garantiva 3 punti ad entrambe le squadre di calcio. Quel giorno però, per una squadra di Torino, putroppo la mia preferita, le cose cambiarono.
Lucarelli prima portò in vantaggio il Lecce, poi dopo il pareggio dei granata, litigò con Bonomi, quindi a pochi minuti dalla fine, Lucarelli segnò di nuovo per la vittoria del Lecce . Da allora il Lecce a Torino non è più stato garanzia di 3 punti per una squadra. Dalla circa 10 giorni la garanzia è scaduta anche per la seconda squadra di Torino.
Qualche mese dopo, mi sono imbattuto nel secondo Lucarelli. Era estate piena la tv era accesa sul canale di telepiù che dava a ciclo continuo le partite del campionato di calcio appena concluso. Fra una partita ed un'altra venivano trasmessi i migliori servizi della redazione sportiva. In uno di questi si vedeva un signore vestito di nero, che si presentava come uno scrittore di gialli e che doveva spiegare secondo lui quanto era successo a Ronaldo il giorno della finale mondiale Francia- Brasile. Dopo aver tirato fuori un ventaglio d'ipotesi che andavano dalla combinazione dei satelliti di Giove per finire alla magia nera, passando per la numerologia, il giallista ammetteva di non essere in grado di dare la soluzione perché lui di calcio non ne capiva nulla.
Qualche mese più tardi, lo vidi sui raitre sbucare dalla penombra mentre tentava di spiegare un omicidio irrisolto. Da allora non ha più smesso di comparirmi davanti sbucando sempre dalla penombra. E se non era lui a sbucare dalla penombra erano delle sagome di cartone.
Il terzo Lucarelli in ordine di tempo è Cristiano Lucarelli, i lettori più attenti noteranno una totale omonimia con il primo Lucarelli, quelli attenti e che conoscono le mie simpatie calcistiche invece avranno già capito che non è un caso d’omonimia, ma di totale identità. Quando Cristiano Lucarelli svestì la maglia giallorossa indossò quella granata. Di lui nella prima stagione ricordo l'esultanza dopo aver segnato alla juve il gol dell' 1 a 3 nel derby che si sarebbe concluso 3 a 3 e un magnifico gol al volo alla Lazio. Partita che viene ricordata dai più perché in quella esordì il figlio dei signori Evacuo, famiglia che è la dimostrazione di come la nascita di un figlio sia un momento che toglie ogni sprazzo di lucidità, che altrimenti mai avrebbero chiamato il loro figlio Felice.
Il Cristiano Lucarelli granata ha ballato una sola stagione, perché la seconda è stato decisamente statico. Tantochè al termine del campionato la società ha avuto la pensata di prestarlo al Livorno e per convincere i livornesi il Torino si è caricato una parte d'ingaggio. Per inciso, a Livorno è tornato un goleador di primissimo livello.
La saga dei miei Lucarelli termina con Selvaggia. Finalmente un Lucarelli femmina, che non si manifesta né da un campo di calcio, né dalla tv, ma da un blog.
La trovai nel novembre del 2002 catapultato da Strelnik, mentre lei aveva appena inviato un post dal bulldog di Amsterdam.
Fu tutto molto chiaro fin dall’inizio.
Da allora ne ha fatta di strada, e non mi riferisco solo ai 1600 chilometri che l’hanno riportata a casa da Amsterdam. Ha aggiornato con assiduità il blog, scrivendo una serie di post memorabili. Ha inserito la funzione commenti, per eliminarla quasi subito, dopo aver realizzato che il risultato del prodotto bontà dei post per commenti non attinenti era uguale a costante. Si è sempre tenuta lontano dalle blog-liti, però è stata da Costanzo. Ho realizzato che fosse entrata definitivamente nel vippaio, mondo che descrive mirabilmente, quando una sera ho visto il suo volto alternarsi a quello di Gigi Marzullo.
C’è solo un posto dove Selvaggia non mi convince: a tavola. Situazione dove la vedo soccombere nettamente rispetto ai suoi omonimi, che già ad occhio nudo mi sembrano ottime forchette. Di Selvaggia a tavola invece si sa poco, solo quello che secondo lei è il comportamento che deve avere un uomo al primo appuntamento, da quando va a prenderla fino a tavola.
Per quel che mi riguarda, io sarei fuori gioco in partenza, visto che solo per abbattere tutti gli arbre magique al cioccoriso che ho in macchina dovrei assoldare una squadra di boscaioli. Nulla dice invece su quello che è il comportamento che dovrebbe tenere una donna al primo appuntamento. E, di fatto, è l’unico appunto che muovo al suo libro. Il resto è divertimento puro.
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3.5.04
Record e ricorrenze
In un commento e in molte mail Roberto mi rende edotto che il 4 maggio, data che fino ad oggi si ricorda per infausti eventi come la sciagura di Superga e la tragedia di Ribolla, è il giorno di un record. Il 4 maggio 2004 il governo Berlusconi diventa il governo più longevo della Repubblica.
A Roberto non posso che riconoscergli il merito, io al posto suo, quella che è un'evidente aggravante, avrei cercato di farla passare sotto silenzio.
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Lo scudetto rossonero
Scudetto meritato? Che il Milan abbia disputato una grande campionato, alcune grandissime partite, ad abbia in squadra dei fuoriclasse assoluti, su tutti, per quest’anno, Kakà e Sheva, è fuori discussione. Non solo, in certe occasioni ha dimostrato uno straordinario carattere che gli ha consentito di risollevare partite apparentemente già perse come il derby di ritorno.
Non è neanche giusto però che la vittoria costituisca una sorta d'amnistia dei vantaggi goduti dai rossoneri, anche perché l'amnistie si concedono ai perdenti. Mi riferisco, come è facile immaginare, agli arbitraggi, che in più di un'occasione sono stati decisivi, come un gol di Seedorf o Pirlo.
Giusto per per citare i primi che mi vengono in mente: i gol annullati a Lazio e Parma, il recupero (Chievo) e il rigore generoso (Empoli) di Paparesta, il mancato rigore alla Roma.
Il tutto, è inutile negarlo, assomma ad un notevole bonus, che se i rossoneri avessero avuto degli arbitri il trattamento che invece è stato riservato ai loro avversari, oggi la loro classifica sarebbe più povera di circa 10 punti. Si troverebbero in piena lotta scudetto, che se poi fossero riusciti a conquistare lo avrebbero fatto fra gli applausi di tutti.
Invece a causa della natura umana, che è notoriamente imperfetta, degli arbitri, può cucire il suo scudetto fin da oggi. Se però è naturale che un uomo sbagli, è meno comprensibile che tutti questi sbagli siano sempre andati in un’unica direzione. Per questo lo scudetto che oggi i rossoneri si mettono sul petto è uno scudetto sporco. Peccato per il calcio e per il Milan visto che quest’anno che avrebbe meritato uno scudetto pulito.
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