Prima però c’è una cosa che devo dire non è facile, perché se c’è una cosa che non so fare è quella di ringraziare però devo dire grazie: a tutti quelli che sono venuti qui involontariamente come il signor che VORREI TANTO IMPARARE LA SPACCATA PER BALLARE MA IO NON LA SO FARE CERCO UN SITO IN QUI MI POSSA SPIEGARE UN P' ò COSA BISOGNA FARE a tutti quelli che si sono fermati e/o son tornati a quelli che son venuti consciamente sia che fossero al lavoro, sia che fossero a casa o in un internet cafè a tutti quelli che pensano che passare fra queste parole e immagini sia un buon modo di impiegare un po’ del bene più prezioso che abbiamo: il tempo. Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto, soprattutto a quelli a cui devo ancora una risposta, è che a volte mi perdo. Grazie a Pioggia acida che mi ha eletto netturbino o net-urbino dell’anno. Grazie e Eloisa che mi ha chiesto di scrivere un pezzo per il suo libro non so se devo dire grazie a Dovigi, che un pezzo se lo è preso senza chiedere nulla, comunque penso di sì. Grazie a Ilenia che per un’idea che gli ho suggerito si è presa un sacco di improperi, e non mi ha mai detto nulla grazie a x§ che fra tutti i gadget che gli sono stati suggeriti, ha realizzato proprio quello che gli avevo consigliato. Grazie a tutti i tifosi del Toro, intanto perché sono tifosi del Toro, poi perché sono il 90% di lettori, e spesso qui trovano parole incomprensibili, è grazie a loro che oggi sono uno dei massimi esperti in materie di "spiegare cosa è un blog". Grazie a Dida e Shevchenko. C’è chi scrive per sé e pubblica, io no, quello che scrivo per me, lo tengo per me e lo leggo io, quello che pubblico lo voglio condividere. Che poi non rilegga mai quanto scrivo, e che questo abbia come effetto tanti errori d’ortografia e qualche volta frasi sconnesse, dovete accettarlo fa parte della condivisione. Perché so come sono fatto io, se mi metto a rileggere non pubblico. Le regole per me sono queste, non si legge quello che si sta scrivendo, non si assaggia quello che si sta cucinando. Quindi, grazie. E se qualcuno sta pensando "Hai ringraziato tutti, eccetto me", forse è solo perché non era grazie la parola che volevo dire.
Questo blog compie due anni, ed ha ricevuto un regalo, proprio dal signor Blogger: la sua felpa. Circa un anno e mezzo fa, passai a blogger pro, mi piaceva l’idea di poter postare via mail (metodo utilizzato 2 volte, di cui una per prova), ma soprattutto mi sembrava dare dei soldi, abbastanza pochi peraltro, ad un gruppo che mi stava facendo divertire, e in quel periodo se la vedeva male. Insomma era come dare dei soldi ad un amico. Un mese fa, l’amico mi scrive: ho fatto i soldi, grazie di tutti, ma i tuoi non mi servono più, se vuoi te li restituisco oppure ti mando una felpa con il mio simbolo. Io risposi che volevo la felpa. Stasera sono tornato a casa, è ho trovato un pacco, con sopra scritto BLOGGER Franco Bellacci, e l’adesivo di Google, dentro c'era la felpa di blogger. Il pacco è arrivato ieri il secondo compleanno di questo blog. A questo punto è impossibile ignorare la ricorrenza, anche perché al compleanno di questo blog, è legato l’attribuzione del premio il post dell’anno. Lo scorso anno andò così. In realtà la pagina a cui arrivate non è quella corretta, il post dell'anno 29/10/2001-28/10/2002, è qui, e precisamente è il secondo post del 10 ottobre. Rispetto allo scorso anno il lavoro è stato più difficile, infatti non solo ci sono un sacco di blog in più, ma soprattutto ho deciso di considerare, a differenza dello scorso anno anche i blog tenuti dai tifosi del Toro , che lo scorso anno furono esclusi. Dopo una selezione dura e snervante sono rimasti 10 post in gara. Fra questi 10 post è stato scelto...
Prima mi sono dimenticato di dire che il tour di ieri sera è stato possibile grazie ad un grande Cicerone, che oltre ad una grande competenza storico/artistica, è un grande pilota, nonché possiede la capacità di evitare le multe, nonché tante altre cose. Comunque oramai ho la città nelle mie mani, non ho fatto in tempo a lasciare l’albergo, che mi è venuto in contro una signora che mi ha chiesto un’informazione. Ovviamente non ho saputo rispondere, ma è chiaro che ho una faccia che trasmette sicurezza anche quando sono lontano dal mio territorio. Aggiungo che in quel momento stavo cercando un posto dove vendessero lamette e schiuma da barba. Non l’ho trovato, ma qua gli indigeni sono quasi tutti sbarbati. E’ evidente che mi deve essere sfuggito qualcosa.
Milano Riflettevo tempo fa che a Milano non mi sono mai fermato per più di 12 ore di fila. Ora questa lacuna, sempre che possa definirsi tale, sto per colmarla, infatti da domani fino a giovedì sarò lì. L’obiettivo è quello di migliorare le mie prestazioni professionali, però nel mentre dovrò viverci, dormire, mangiare. E questo un po’ mi preoccupa, farà freddissimo? riuscirò ad alimentarmi in modo adeguato? il centro poi, il posto da dove passano tutti, ce la farò a trovarlo?
4000 calorie, all'incirca, mi sono servite per digerire il risultato di ieri sera. Carboidrati, proteine, grassi e alcool in copiosa quantità e ottima qualità, anche se tutto questo mi ha aperto un altro fronte nei problemi digestivi. L’ottimo pranzo di oggi però non è servito ad eliminare i problemi emersi ieri sera (i principali: perché non riusciamo mai a chiudere le partite, perché la difesa lascia solo in area al quarto minuto la prima punta). Dopo una rapida consultazione con altri tifosi del Toro, che non hanno saputo sciogliere questi nodi, ho deciso di seguire la strada di indicata da Rossella o’Hara, anzi farò di più, non ci penserò nemmeno domani, lascerò questi interrogativi sospesi, in attesa delle prossime partite.
Non mancate Stasera ore 20,30 ultimo appuntamento di sabato sera per la serie B, il Toro giocherà contro il Napoli a Campobasso, Sky la trasmetterà, qui sarà raccontata. Il nuovo template è stato realizzato da Angy, che lo ha messo a disposizione insieme a molti altri qui. La serie B, però non temete, continuerà (ci sono ancora 36 giornate) la domenica pomeriggio fino a tutto febbaraio e da marzo nuovamente il sabato sera.
L'ADSL VA La Telecom è stata di parola, 24 ore dopo un tecnico era a casa mia. La diagnosi che ha emesso è stata la seguente: Il router funziona, il terminal adapter (l’antenna che è connessa al pc) funziona, ma insieme non vanno d’accordo. Ha proseguito il suo lavoro collegando router e pc con un cavo di rete, operazione che ha nuovamente reso possibile la connessione del pc a Internet, ed ha salutato dicendo che sarebbe tornato con un nuovo router e un nuovo terminal adapter. Uno solo però, il secondo (che ho richiesto più di 100 giorni fa) è compito di altri.
Cadute di bici e cadute di stile Non correndo moltissimo, fa una sola corsa l’anno, Armstrong ha un sacco di tempo per scrivere. Vedendo quello che scrive, farebbe meglio a correre un po’ di più. Lo statunitense infatti, nel suo ultimo libro Every second counts, quando racconta la sua caduta al Tour 2003, dice di non essere convinto che Ullrich lo volesse aspettare anzi, se non ci fosse stato Hamilton, non lo avrebbe aspettato. A differenza di quello che aveva fatto lui due anni prima, quando a cadere era stato Ullrich. Per completezza però avrebbe potuto dire che due anni prima il risultato non era più in discussione, visto che il tedesco era staccato di 10 minuti. E magari anche ricordare come si è comportato lui stesso, quest’anno quando è caduto Beloki, un teorico avversario di classifica, non solo non lo ha aspettato, ma per guadagnare tempo, ha attraversato i campi con la bici. Dalle cadute di bici, e non solo da quelle per la verità, Armstrong si è sempre ripreso e na ha approfittato per ripartire più forte, saprà fare altrettanto con questa caduta di stile?
Presentato il Tour 2004 Nonostante che la Francia non offra tutte le opportunità che offre l’Italia, nonostante che la dimensione raggiunta dalla corsa rappresenti un limite per le novità, quest’anno Leblanc ha tentato di fare qualcosa di nuovo: offrire una corsa dall’esito non scontato. Più o meno è così: nelle prime 11 tappe c’è solo la crono a squadre, dove la Telekom del duo Ullrich Vinokourov e la US postal sembrano le più forti. La 12ª e la 13ª sono le tappe pirenaiche, solo due, ma entrambe terminano in salita e non con le planate degli ultimi anni. Quindi si va ad est, discutibile, secondo me, la scelta di non fare il Mont Ventoux a favore di una tappa sul massiccio centrale, che ad occhio non dovrebbe dare grossi problemi ai big. Nella 16ª tappa c’è la grande novità, la cronoscalata all’Alpe d’Huez, 15 chilometri che non hanno il fascino del tappone alpino, ma almeno creano incertezza. Il giorno successivo seconda tappa alpina, dove l’ultima vetta, il Col de la Coix-Fry potrebbe essere uno dei momenti cruciali del Tour, peccato per la picchiata finale di 12 chilometri. Penultima tappa con l’unica crono individuale per specialisti, 60 chilometri intorno a Besançon. Quindi l’arrivo a Parigi. Raccontato così sembra anche facile, per rendersi conto che non è così, seguitelo dal 3 al 25 luglio.
Son soddisfazioni! Ho tutta una serie di cose in sospeso da raccontare: che la Telecom una volta tanto è stata di parola, dello squalo fotografato ed altro. Ora però accontentatevi di sapere che ieri sera ho mangiato un ottimo piatto di lesso rifatto con le cipolle e brindato con un Cardinal Mendoza
Ah, il pugno di ferro contro i simulatori (che però colpisce chi non simula) Parafando la vignetta che fece Forattini all’indomani della condanna di Tyson per violenza carnale, che seguiva di pochi giorni l’assoluzione di uno dei tanti Kennedy: Konan: Perché a Zambrotta sì, e me no? Galliani: stai zitto, sporco giallorosso!
ADSL a' maiali Dopo poco più di 4 mesi dalla sua istallazione, l’ADSL si è bloccato, dopo una serie di tentativi, tutti risultati vani, di rimettere in sesto la baracca, ho deciso di rivolgermi al servizio di assistenza Telecom. Mi hanno garantito, il problema sarà risolto, al massimo, nella giornata di domani. Vi farò sapere. Giusto per parlare di quanto siano veloci in casa Telecom, vi dico che il giorno 8 luglio (ad occhio poco più di 100 giorni fa) ordinai un terminal aggiuntivo per il portatile. Sto ancora aspettando.
Vai Nedo Vengo a sapere solo oggi che l’allenatore dell’Ancona, la squadra che stasera sfiderà la juventus non è più Manichini, ma Nedo Sonetti. Sonetti ha allenato anche il Toro, avventura che si concluse proprio dopo una brutta sconfitta con la juve. L’anno precedente però, i derby li aveva vinti entrambi, quello d’andata e quello di ritorno un’impresa che non riusciva ai granata dall’anno 75/76. Dopo Sonetti il Toro non ha più vinto un derby. Di quelle due vittorie, la più bella è quella dell’andata, la partita si giocò di lunedì sera, quando stava per terminare, sul 3 a 2 per il Toro, Falcone, che allora pesava circa circa 50 chili, contese un pallone a Vialli, che aveva già avuto la sua metamorfosi che lo aveva trasformato da pierre di discoteca a buttafuori di discoteca. Mentre l’azione continuava, si udì un fischio, nessuno all’inizio capi di cosa si trattasse. La statistica diceva che quando la juventus è in attacco e si sente un fischio, è l’arbitro che fischia il rigore . Il buonsenso diceva che era un tifoso venuto allo stadio con un fischio. Aveva ragione la statistica. La decisione dell’arbitro indignò tutti, Nedo compreso, che reagì prendendo a morsi la panchina. Non fu l’unico però ad indignarsi insieme a lui e a tutti gli altri probabilmente si indignarono anche gli dei del calcio, che per attimo consegnarono a Pastine, il portiere del Toro, una qualità che nel buon Pastine non abbondava: quella di parare. E infatti quel rigore lo parò.
Blackout, tutto quello che non va dietro l’albero caduto sulla rete Com’è possibile che un fulmine e un albero abbiano spento la luce di una nazione. Repubblica, di fa questa domanda, e si dà una risposta. Dipende dal fatto che il processo di liberalizzazione del mercato energetico non sia ancora giunto a compimento. Strano io penso l’opposto, è una conseguenza di quel meccanismo (ahimè, cominciato quando al governo c’era il centrosinistra con D’Alema e Bersani), quando cioè l’obiettivo ultimo si è spostato, dall’erogazione di un servizio pubblico essenziale al raggiungimento del profitto. Valentini si chiede perché non si è attivato la procedura d’emergenza? Provo a dare una risposta, se io fossi a capo di un’azienda che non offre un servizio pubblico, ma che deve perseguire un utile, acquisterei l’energia elettrica necessaria, dove è più conveniente. La notte di sabato quando la domanda è al minimo quindi mi rivolgerei al mercato estero. Di conseguenza alle aziende italiane private italiane produttrici di energia (anche loro con l’obbiettivo del profitto) di fronte all’assenza di domanda non rimane che spengere le loro centrali. Non è un ipotesi credibile? Lo è forse di più quella secondo cui il meccanismo complessivo è organizzato in modo tale, che se viene meno una parte dell’offerta di energia elettrica, la domanda crei, con un effetto domino, il collasso di tutto il sistema. Fosse realmente così chi ha organizzato il tutto sarebbe da rinchiudere in manicomio. Concludo banalmente, quando l’Enel era un’azienda pubblica che si occupava esclusivamente di offrire un servizio essenziale, e di telefoni, questi problemi non si sono mai verificati, nonostante che i temporali in Svizzera ci siano sempre stati.
Qualcuno iscriva Repubblica all'antibufala di Attivissimo Repubblica di oggi, la pagina 28 è totalmente dedicata al blackout del 28 settembre, ad illustrare l'articolo, la foto con l'Italia al buio. Una foto molto suggestiva, dove si vede tutta l'Europa illuminata, e l'Italia, ad eccezione della Sardegna, al buio. Peccato che sia un pacco Il testo non è molto meglio, poi dico quello che ne penso.
13 milioni e 486 mila euro (€ 13.486.000) è la cifra che corrisponde all'incirca al costo del personale di un’azienda di circa 400 persone. Ed è anche la cifra precisa che lo studio Vittorio Uckmar ha chiesto alla lega calcio per delle consulenze prestate nel 2001. Devono essere proprio bravi per chiedere certe cifre, probabilmente sono i migliori, quelli che ti suggeriscono sempre la soluzione migliore. Considerando però lo stato in cui è ridotta la lega, allora, probabilmente, erano le domande ad essere sbagliate.
4-2 come il 15 ottobre del 67, allora c?era la Samp oggi c?era il Cagliari. Il 20% di aumento di costo è stato compensato da un deciso miglioramento delle prestazioni. Oltre al fatto che la diretta era vera. Sinceramente non credevo che Internet consentisse delle prestazioni video di questo livello. Si poteva scegliere 3 velocità modem, 100K, 300K. Io ho l?adsl a 256 ho visto il primo tempo a 100, video fluido e immagini medio piccole. Verso la fine del primo tempo si è bloccata la velocità a 100, e non ha più funzionato. Quindi nel secondo tempo ho dovuto utilizzare le altre. Ho alternato la velocità modem (immagini fluide, ma grandi come un francobollo) e quella a 300, immagini grande, ma che si tendevano a bloccarsi. La partita Pinga è stato immenso. I cagliaritani lo fermavano solo con i falli, non a caso 4 sono stati ammoniti per fermare lui. Il duo Fabbrini-Ferrante, un attacco metallico, ma certo non di giganti è riuscito a fare due gol di testa. Una nota di merito a Ferrante che ha offerto la palla a Conticchio del terzo gol, quando poteva provare a segnare lui, e ha lasciato tirare il rigore a Pinga. Bravissimo Balzaretti e tutta la difesa, almeno finchè è stata concentrata. Zola si è visto poco, però verso il 20? è stato grande, in area granata ha preferito saltare un difensore per continuare l?azione d?attacco, piuttosto che utilizzare la tecnica dei piedi di piombo, tanto di moda fra gli attaccanti, che inevitabilmente gli avrebbe fatto scontrare con la gamba del difensore.
Le frequenze di radio3.0, le voci Ralph e Jest, le parole scritte da Nando Dalla Chiesa, quelle dette da Enrico Ameri e Sandro Ciotti, la musica di Beatles, Who e della Maratona. Tutto questo per ricordare Meroni 36 anni dopo. Quattro minuti e mezzo (3,2M) che meritano di essere ascoltati:Qui.
Alle 20,30 secondo esperimento di calcio web: Toro-Cagliari. Al primo è legata per ora l'ultima vittoria granata. Rispetto alla volta scorsa il prezzo è aumentato del 20%, da 5 è passato a 6 euro (i tiscaliadsl's boys pagano solo 3). Io ovviamente paerteciperò, sperando che le prestazioni video vadano nella stessa direzione. Qui tutte le specifiche. Ovviamente prosegue anche l'esperimento blog, se qualcuno vuol partecipare, è sufficiente che bussi, e avrà le chiavi.
La vicenda si svolge il pomeriggio di sabato 4, in un lembo di un'isola delle ci sono 4 persone, c'è molta calma e molto silenzio. Durerà poco. Ad un certo punto il silenzio viene interrotto da un urlo femminile con vago accento romagnolo "Uno squalo, venite a vedere, uno squalo!" Immediatamente due delle tre persone che potevano udire le grida, accorrono sul luogo dell'avvistamento, il terzo continua a leggere "Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)". E' quasi inutile aggiungerlo, l'indifferente ero io. Prima che però qualcuno mi accusi di omissione di soccorso, e/o comunque di apatia verso qualcosa di interessante, dovete sapere che: 1 la signora non era in acqua aveva effettuato l'avvistamento dalla spiaggia, quindi non correva nessun pericolo; 2 nei giorni precedenti, la stessa signora standosene a riva, aveva già avvistato tutto quello che è possibile avvistare nel mare, ad eccezione di Moby Dick e del Nautilus. Per questo ritenevo più interessante starmene a leggere. Ma la signora forte anche del pubblico che aveva conquistato: "ECCOLO LA! GUARDATE!". Capisco che il silenzio è un bene perso, per cui decido di andare a vedere. Effettivamente in mare si vede un pesce di circa 50/70 centimetri, però che tipo di pesce sia, io non riesco a capirlo, per cui decido di indossare maschera e boccaglio e di andare a vedere da vicino. Coraggioso? No, consapevole e istruito. Mi faccio forza infatti delle parole che un giorno sentii pronunciare da Purcino, noto sub valdarnese, "nel caso che tu incroci uno squalo, non devi avere paura, bloccati, prendi la mira, e colpisci con un pugno il naso dello squalo. Il naso dello squalo è debolissimo, una volta che lo hai colpito, lo squalo fuggirà urlando dal dolore". Confesso che sul momento quelle parole, mi sembrarono una cazzata immane, pensavo che mantenere il sangue freddo davanti a uno squalo, anche alla luce di tutto il feedback spilberghiano che abbiamo, fosse abbastanza complicato. Se poi oltre a questo bisogna allungare il braccio verso il naso, e quindi verso tutto quello che c'è vicino al naso di uno squalo, mi sembrava tutto molto teorico. Ma considerato che mentre ascoltavo quelle parole me ne stavo davanti ad una birra e non davanti ad uno squalo, potevo accettarle di buon grado. Cazzata o no, se non l'avevo rimossa e se ne stava archiviata nella directory C:\cosedasapere\cazzate del mio cervello una ragione c'era, forse un giorno avrei dovuto utilizzare questo insegnamento. Capisco che uno potrebbe obiettare, che tale conoscenza, se un giorno avessi avuto intenzione di provarla, avrei dovuto archiviarla nella directory C:\mare\sub, sarebbe stato più logico. E' vero. Il punto è che la mia consuetudine con il mondo marino è così scarsa, che non ho una sottodirectory con il nome sub. Torniamo a noi, sulla scena principale, dove c'è un uomo che sta per entrare in acqua con maschera sugli occhi, boccaglio sulla bocca, un patrimonio di conoscenze da non dimenticare, macchina fotografica subacquea in mano. L'uomo decide di fermarsi dove l'acqua è profonda circa 80/100 centimetri e ad una distanza dalla riva, che se il sangue freddo dovesse venire meno, e/o che fosse impraticabile il consiglio di Purcino possa uscire con un balzo. Non c'è neanche il tempo di pensare a qualcosa o di riflettere su quanto sia calda l'acqua, che a circa 2 metri c'è qualcosa che si sta muovendo. L'uomo controlla che la spiaggia sia sempre a portata di salto, poi riflette "è proprio uguale a quello dei cartoni animati, anche se in versione small: solita pinna, solita bocca, stessi occhi", prende la mira e scatta. Click. Il pesce scatta ad una velocità impressionante, tale che se fosse venuto in avanti invece che verso il largo, il tempo per effettuare il balzo non ci sarebbe assolutamente stato. Concludo inoltre di catalogare definitivamente fra le cazzate il consiglio di Purcino, gli squali avranno pure il naso debole, ma la possibilità che un braccio umano possa colpirli è qualcosa di decisamente più remoto di un'ipotesi. A questo punto mi rimangono due dubbi: 1 lo squalo avrà percepito il suono dopo l'esposizione o prima? 2 la fuga dello squalo sarà terminata poche ore dopo qui? Il primo dubbio si scioglierà domani quando ritirerò le foto. Il secondo invece mi rimarrà per sempre, per fortuna, in ogni caso i danni sono stati lievi e quindi anche se è arrivato fin lì e ha fatto tutto questo casino solo perché non voleva essere fotografato, non mi devo sentire troppo in colpa.
Mancano circa 60 chilometri alla fine, la corsa per ora è tutt'altro che indimenticabile. L'incognita maggiore è legata alle presenza delle foglie nella discesa finale. Pessima, mi dispiace dirlo, la prova della rai, fra servizi inutili, e pubblicità e sopratutto gli inaccettabili cambi di rete, è impossibile seguire la corsa per più di 10 minuti di fila. Ho provato a mettere eurosport, ma in quesot momento stanno trasmettendo la finale mondiale di calcio femminile (al 48° minuto Svezia e Germania stanno 1-1).
Qualunque sia il risultato di stasera comunque, un risultato l'otterremo, probabilmente per vedere la maglia iridata non dovramo più rivolgersi a "chi l'ha visto", ma basterà guardare le corse ciclistiche. Cipollini infatti, un po' per sfortuna (Giro), un po' per Leblanc (Tour), un po' per colpa sua (Vuelta), la maglia di campione del mondo l'ha tenuta nascosta. Come pure ha deciso di nascondersi oggi, decidendo di non partecipare come campione in carica. Peccato avrebbe potuto dare una mano a quella squadra che lo scorso anno l'ha portato a 100 metri dal titolo.
Questa è l'altimetria del percorso mondiale, ad occhio sembra veramente un percorso duro, peccato che se si leggono con attenzione le distanze si vede un percorso che sembra riflesso da uno specchio deformante. Un chilometro di pianura occupa è circa la metà di un chilometro di montagna. Ignoro se sia un metodo canadese di disegnare l'altimetrie, oppure se è un tentativo, un po' patetico per la verità, per far apparire un percorso più difficile di come sia realmente.
Beckham come Ferrante almeno nel tirare i calci di rigore. Peccato, anche perchè 10 minuti prima aveva effettuato un lancio per Rooney da antologia. A proposito, è la prima volta che lo vedo giocare una partita per intero, e da quello che ho visto posso dire che se impare anche a calciare decentemente diventerà veramente forte. Per quello che riguarda i turchi se vogliono vincere, nel secondo tempo che sta per iniziare devono fare qualcosa in più, un gol sicuramente. Poi basta sport, dell'Italia mi basterà sapere il risultato. Domani invece sarà una faticaccia. Nel primo pomeriggio userò gli occhi per vedere il prato del Franchi, e gli orecchi per ascoltare la radio in attesa di buone notizie da Pescara. Quindi, nel secondo pomeriggio davanti alla tv per il mondiale di ciclismo. Insomma una domenica impegnativa, che mi costringerà a lasciare perdere tutti gli sport minori.
In giorni come questi, che seguono giorni come i giorni di ieri, cosa c'è di meglio che rifarsi l'amareggiata bocca, con del gustosissimo cibo? Niente, direi. Per cui fatevi un giro da queste parti. Si parla di lampredotto, cos'è (più o meno), come va preso. E nei commenti, si può leggere anche dove è possbile mangiare il lampredotto migliore.
Padri e figli – post non calcistico Sarà sufficiente quello che è accaduto domenica per convincere qualcuno che per essere un grande arbitro non basta gigioneggiare con i calciatori nel tunnel, non basta fare la faccia cattiva a tutti durante la partita e fischiare sempre a favore delle squadre con le maglie a strisce, con questo ordine di preferenza, bianconero, rossonero, altre? Il problema però è un altro, è che in Italia esistono troppe persone che fanno il mestiere che ha già fatto il padre, sono talmente tante che un intervento legislativo non solo sarebbe auspicabile, ma doveroso. Una legge di un solo articolo, con un solo comma “è vietato ai figli di svolgere il mestiere del padre”. Avremmo dovuto rinunciare a Paolo Maldini calciatore, ma l’elenco, assolutamente parziale, che segue, mi fa ritenere che questo e gli altri sacrifici, sarebbero stati ripagati da tutto quello che ci saremmo risparmiati. Se la legge di cui sopra fosse stata fatta 30 anni fa avrebbero dovuto fare un altro lavoro: Gianluca Paparesta, Massimo D’Alema, Marco Materazzi, Alessandro Gassman, Ricky e Gianmarco Tognazzi, Cristiano De Andrè, Christian De Sica, Alberto Angela, Giorgio La Malfa, Maurizio Mosca, molti medici, moltissimi professori universitari.
Mettiamo che io commetta un furto e anche di grosso valore. Mettiamo anche che vada dai derubati e gli dica che sono stato io. Al giudice no non dico nulla, quando mi trovo di fronte al giudice nego ogni addebito. Alla stampa però ribadisco di essere il malfattore. Dato tutto questo, c’è qualcuno che potrebbe definirmi “onesto” e pretendere di essere considerato sano di mente?
Riemerso Qualcuno mi ha scritto che dovevo avvertire della mia assenza. E? che la mia intenzione, non era quella di mancare, ma quella di continuare qui a incontrare tutti nello stesso modo di sempre. Qualche volta però le intenzioni iniziali si scontrano con una realtà diversa da come uno se la immagina. Io ad esempio mi immaginavo di avere internet senza dover faticare troppo, invece siccome era un po? complicato averlo, ho rinunciato. Come ho fatto a meno di tv, giornali e radio. Per cui, non so niente di quello che è successo nel mondo da domenica 28 alle 16, ad eccezione del fatto che il Toro ha pareggiato a Terni, la Fiorentina ha perso a Salerno, il Milan ha vinto il derby di Milan e che il Papa oggi andrà a Pompei. Quello grazie agli sms (ad eccezione del Papa, quello l?ho sentito alla radio stanotte, mentre tornavo a casa) che mi sono stati inviati, anzi colgo qui l?occasione per un primo ringraziamento a chi mi ha mandato queste notizie, dicendogli anche che se non ho risposto non è stato per cattiva volontà, ma perché dove ero. gli sms non potevo inviarli, ma solo riceverli. Vado a informarmi su quello che mi sono perso.