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dalle mie parti ci sono due telecamere che controllano i cittadini:

Una volta alienato, un "diritto inalienabile" puo' essere perso per sempre, nel qual caso non saremmo piu', nemmeno lontanamente, l'ultima e migliore speranza della terra ma solo uno squallido stato imperiale i cui cittadini vengono tenuti a bada dalle squadre SWAT e il cui stile di morte, non di vita, viene imitato da tutti.

Gore Vidal, ottobre 2001

 


29.7.03
Quello che albi d'oro non dicono
In pochi sport come il ciclismo c'è tanta distanza fra le storie che racconta una corsa e la fredda sintesi degli albi d'oro.
Ecco alcune storie da non dimenticare.
Armstrong che per non investire Beloki, taglia sul prato e continua la sua discesa sullo sterrato.
Hamilton che ha corso tutto il tour con una clavicola fratturata ed è riuscito a vincere una tappa con una fuga solitaria di 120 chilometri, che sono tanti in generale, ma per un uomo di classifica sono ancora di più.
Finot che ha fatto una fuga di 195 chilometri ed è stato ripreso a 2 chilometri e mezzo dall'arrivo.
Peron che ha fatto la discesa del peyresourde ad una velocità folle.
Vinokourov che in sella da marzo a differenza dei primi due ha retto il passo fino alla penultima salita.
I due baschi Mayo e Zubeldia che a cronometro, sia individuale che di squadra sono due chiaviche altrimenti potevano arrivare primi e secondi.
Millar che perde la maglia gialla al prologo per il salto della catena e che vince l'ultima tappa per la caduta di Ullrich.
Già, Ullrich, a lui però è legato il momento più bello, quando sull'ascesa di Luz-Ardiden, dopo che Armstrong era caduto, invece di scattere ha atteso l'avversario.
Il tedesco avrebbe avuto mille motivi per non fermarsi e mille scuse. Invece di andare a vincere tappa, e forse il Tour, ha atteso, mostrando che più dei risultati conta come questi risultati si ottengono. Ha preferito rischiare e combattere ad armi pari piuttosto che vincere contro un avversario a terra. E' stata una grande lezione di vita, più che di sport.
Per questo è arrivato secondo, non è poco per uno che pochi mesi fa era un ex-ciclista, neanche molto uno che era già arrivato secondo quattro volte e con quella di quest'anno ha fatto cinque.

Upgrade: fantastico! la barra di google legge gli apostrofi come punti interrogativi.
posted by Franco Bellacci * --

27.7.03
Ragazze al mare II
A volte le cose si notano solo quando mancano. Nei bar ad esempio nessuno nota più la strega, o il biancosarti, sono lì da anni, al solito livello perché nessuno li beve più, ma se qualcuno spostasse le bottiglie, la loro assenza si noterebbe subito (a proposito, se in qualche bar oltre al biancosarti e alla strega hanno anche la sambuca di Nerone fatevi preparare un cocktail, composto da i 3 liquidi in parti uguali. Se siete predisposti potreste acquisire anche poteri sciamanici, seppur per un tempo limitato).
Un’altra cosa che non si nota fino a quando non manca è la ragazza del bar al mare. Solitamente si tratta di una studentessa universitaria che per un'estate invece di fare vacanza sceglie, inconsapevolemente, di vivere un’esperienza molto vicino alla schiavitù. E siccome è anche molto testarda non mollerà fino a settembre. Il suo stipendio, seppur rigorosamente in nero, è l’elemento fondamentale del paniere istat per il calcolo dell’inflazione.
E’ praticamente sempre dietro al banco, c’è alle 7 per dare la colazione, alle 11 per l’estathe, alle 14 per il caffè, alle 5 della sera per il gelato, due ore dopo per l’aperitivo e alle dieci per il cocktail serale.
Quando verso le due di notte non la scorgete dietro al banco, vi rendete conto che per tutto il giorno a lavorare c’è sempre stata la stessa persona. Nel frattempo volgete lo sguardo altrove e potete vederla che, dopo aver dato il cencio, che dovrà ridare perché voi state pestando sul pavimento ancora bagnato, sta rimettendo le sedie sui tavoli che ha appensa pulito.
Allora decidete che è meglio andarsene senza prendere nulla, e anche senza salutare perché come con i casellanti non si sa se è giusto salutare con un “buonanotte” oppure con qualche altra formula. Con i casellanti ho risolto mettendo il telepass, che, Capannoni a parte, mi ha eliminato il problema.
Se qualcuno ha in mente un modo corretto per salutare i casellanti di Capannori e le bariste notturne, me lo fa sapere?
posted by Franco Bellacci * --

Ragazze al mare I
Se alle prossime olimpiadi come specialità mettessero abbronzatura, ho trovato la campionessa che farebbe vincere all’Italia la medaglia d’oro.
Nella mia ormai trentennale frequentazione delle spiagge non ho mai visto nulla del genere.
Ragazza di circa 25 anni, in vacanza sola, totalmente consacrata al dio Ra. Alle 9 già in spiaggia, sistemazione del lettino per sfruttare al meglio raggi solari, 40 minuti dopo spostamento sul fianco destro, poi su quello sinistro quindi di schiena. Spostamento del lettino sempre per inseguire l‘angolazione ottimale del sole e così via. Nessun quotidiano, niente libri, né settimana enigmistica. Alle ore 12,55 in albergo per il pranzo, quindi alle 14 in punto di nuovo sul lettino, fino alle 19,45.
Una costanza ed una dedizione da applausi.
Ignoro se in camera avesse qualche lampada a raggi uva per qualche ritocco serale, comunque venerdì sera, quando è rientrata in albergo aveva con sé uno specchio.
posted by Franco Bellacci * --

A Repubblica non rimane che darsi all'ippica

Rapida spiegazione, uno è nel trotto, l'altro nel galoppo, forse Varenne e Dettori non si sono neanche mai trovati nello stesso posto.
posted by Franco Bellacci * --

24.7.03
sono decisamente incazzato con: Nokia, Microsoft, Telecom e Siemens.
posted by Franco Bellacci * --

22.7.03
Più vendi-tori che tromba-tori
La vicenda inizia martedì 15, quando "La Nazione", il quotidiano italiano, tanto per aggiungere un po' di tristezza a tutta la vicenda, con la più lunga militanza nelle edicole, pubblica un notizia (online è incompleta, probabilmente il webmaster conserva ancora un po' di rispetto per la testata) di quelle che non possono passare inosservate. Era in vendita nelle edicole un film porno dove gli attori erano cittadini valdarnesi, imprenditrici, studenti, coppie di fidanzati, insomma non mancava nessuno.
A rendere il tutto ancora più intrigante altri elementi, come il regista appena uscito dall'ospedale perchè picchiato dal cugino di un attore, la necessità di operare dei tagli al film perchè un protagonista non aveva firmato la liberatoria, ma sopratutto, la possibilità di riconoscere gli attori "perchè - diceva il regista - in alcuni momenti si sono tolti la mascherina".
Diciamo la verità, la vicenda puzzava di chiappatella per gonzi (e le persone che ho visto soborsare € 19,90 per acquistare il dvd confermarono da subito questa teoria) in modo quasi imbarazzante , ma nonostante questo il film da subito andò a ruba.
Giovedì, (articolo completo stavolta) sempre secondo la nazione, il film era esaurito, tantochè gli edicolanti più scaltri aggiunsero alla civetta, perchè anche su quella si parlava del film, un foglio scritto a pennarello con su scritto "qui disponibile!".
A distanza di qualche giorno però stanno cominciando le prime ammissioni, le persone sono irriconoscibili e il loro dialetto è molto vicino a quello romano che a quello valdarnese.
Sulla Nazione però, ad oggi, sono troppo impegnati a parlare di altro per poter dire che hanno fatto pubblcità gratuita ad un film porno.
posted by Franco Bellacci * --

21.7.03
Come al solito ho scelto il cavallo sbagliato. E non è l'unico errore del post precedente. Comunque quella di oggi non dimenticatela, è stata la più bella gara sportiva degli ultimi anni.
posted by Franco Bellacci * --

Visto che non l'ho ancora scritto, e i ciclisti stanno per cominciare la scalate al Tourmalet, lo dico. Io, fra i 3 pretendenti alla vittoria finale del Tour, faccio il tifo per Vinokourov.
Armstrong ha scritto una bellissima pagina, ma un grandissimo come vuole essere lui, doveva almeno tentare l'accoppiata con il giro. Ullrich ha il merito di essere sportivamente risorto, e non è poco, ma galvanizza come un giocatore di scacchi. Il Kazaco invece cerca sempre di buttare il cuore oltre l'ostacolo.
Peccato che il Tour si deciderà sabato a cronometro, e Vino, fra i 3, nelle corse contro il tempo è il più debole. Oltre al fatto che ora può vantare un sostenitore come me.
posted by Franco Bellacci * --

Avete presente un fatto che per verificarsi ha avuto bisogno di tanti piccoli eventi indipendenti? tutti decisivi oltretutto perchè il venir meno anche solo di uno di questi avrebbe cambiato il corso degli eventi. C'è chi le chiama coincidenze, chi culo sfacciato se l'evento ha determinato qualcosa di bello. La Pira, che era uomo di fede definì il tutto con il concetto di "geografia dell'anima", se ora non avete capito quasi nulla di cosa sto parlando seguite questi link, prima questo e poi questo. Leggerete, se ancora non lo avete fatto, una bella storia e capirete il concetto lapiriano di "geografia dell'anima", che tutte le volte che provo a spiegarlo non lo capisce mai nessuno.
posted by Franco Bellacci * --

Stranezze
La spiaggia è il luogo, ad eccezione della Torre Eiffel direi, dove c'è la maggior concentrazione concentrazione di macchine fotografiche. La spiaggia è anche il luogo meno adatto per fare foto.
E anche la Torre Eiffel non è questo gran soggetto per la verità
posted by Franco Bellacci * --

18.7.03
:,-( un ricordo , grazie a ac-perugia.com
posted by Franco Bellacci * --

Fra due minuti pranzo a base di lampredotto in inzimino con contorno di trippa fredda alla fiorentina: mi invidio!
posted by Franco Bellacci * --

16.7.03
Chi ha detto che i blog non servono a nulla?
Qualche settimana fa iniziò a circolare la notizia che la juventus quest’anno avrebbe utilizzato, come terza divisa, una maglia di colore granata. Questa decisione però, per quanto completamente priva di logica storica e sentimentale, quindi perfettamente in linea con lo stile juventino, passò quasi sotto silenzio.
I blog però si sono ribellati e molti hanno pubblicato quel banner che vedete a destra sopra la finestra di ubw.
Ieri per i bianconeri era il giorno della presentazione ufficiale delle divise. Il nostro esploratore ufficiale ha scandagliato il loro sito, quando è riemerso, lordato nel corpo e un po’ anche nello spirito, ha potuto annunciare che la battaglia, almeno per ora, è vinta.
Hanno presentato solo due maglie, la prima ovviamente è quella a strisce, la seconda è rosa, della terza non c’è traccia.
Gli abbiamo fatto paura!
In attesa di capire se stanno solo prendendo tempo, oppure stanno pensando ad una nuova soluzione, invito a non togliere il banner, almeno fino a quando non avranno ufficialmente presentato la terza maglia.
posted by Franco Bellacci * --

15.7.03
Campanili, ospedali e ambasciate
Una rivalità particolarmente accesa, qua in Valdarno, è quella fra i paesi di San Giovanni e Montevarchi, Valdarno aretino. La loro rivalità è antica, e nell'ultimo dopoguerra è andata decisamente oltre.
Negli ultimi anni invece si èm anifestata per lo più in ambito calcistico, e anche in modo un po' grottesco, tipo treni speciali per seguire la squadra per percorrere i 3 chilometri che dividono i due paesi. Fino a che, a qualcuno non è venuto in mente di realizzare un ospedale unico del valdarno aretino. Il problema si è posto subito, dove realizzarlo? Un ospedale non è solo un motivo di prestigio per il paese dove si trova, l'ospedale è anche il luogo dove si nasce. La discussione pareva non aver soluzione, fino a quando qualcuno ha avuto la felice intuizione: "facciamolo sul confine, e la maternità posizionamola esattamente nel centro, metà nel Comune di Montevarchi, metà nel Comune di San Giovanni". L'idea piacque talmente tanto, da mettere in secondo piano che la zona è particolarmente bassa e particolarmente vicino all'Arno.
Comunque "l'ospedale della Gruccia", questo fantastico nome per un ospedale dipende dal nome della località, è stato costruito, e, qualche mese fa, inaugurato.
Quando però sono state fatte le misurazioni del caso, il responso è stato impietoso: la stanza del parto è tutta nel Comune di Montevarchi.
Il Sindaco di San Giovanni non si è perso d'animo, e per il reparto maternità ha chiesto l'extraterritoralità, in pratica invece di un ospedale, crede di aver costruito un'ambasciata.
posted by Franco Bellacci * --

13.7.03
Quando in una spiaggia senti una voce di ragazza indubbiamente fiorentina, e che raccontano luoghi che solo una fiorentina può conoscere, dire "sono stata tanata", allora ti rendi conto che ogni forma di resistenza tesa a preservare le nostre tradizioni è uno sforzo inutile e velleitario, per cui puoi finalmente decidere che presto potrai comprare il cacciucco della buitoni.
posted by Franco Bellacci * --

Mi sto chiedendo questa notte l'ho passata completamente in bianco, oppure se l'ho solo sognato di stare sul sveglio sul mio letto?
posted by Franco Bellacci * --

11.7.03
Ed ora qualcosa di completamente diverso: post sui blog.
Ad un giovane studente universitario che, qualche settimana fa, stava preparando una relazione sui mezzi d’informazione e che mi aveva chiesto una definizione di blog gli ho risposto: “un sito che si prepara facilmente ed è facilissimo da aggiornare.”
Questo strumento però ha fatto qualcosa d’altro, in Italia ha coinvolto qualche migliaio di persone. Le stesse, secondo me, che popolavano, e che popolano, usenet, mailing list e forum. Queste persone hanno trovato uno strumento che gli ha permesso di abbattere le barriere del topic, di far diventare le loro storie il punto centrale. Storie che possono essere vere, o inventate, parodie o denunce. C’è di tutto. L’aspetto più significativo e unificante di tutta questa vicenda, perché altrimenti si rischia di mettere insieme qualcosa di assolutamente disomogeneo, però è che molti di questi scrittori hanno una capacità di raccontare assolutamente straordinaria.
E, ora parlo per me, il piacere che io ne ricavo dalla lettura di alcuni di questi siti, lo riscontro raramente in altri tipi di letture, diciamo così, più tradizionali. Anche se questo credo dipenda in minima parte dallo strumento, ma dipenda, soprattutto da chi scrive.
posted by Franco Bellacci * --

10.7.03
Fabio Pecchia, il calciatore, negli ultimi 5 anni ha cambiato 5 squadre, ed in 4 occasioni è retrocesso. Nell'ordine ha giocato con Sampdoria, Torino, Napoli, Bologna e Como. L'unica annata che si è conclusa senza la retrocessione è stata Bologna.
I bolognesi, sfidando sorte e buonsenso, hanno deciso di provarci di nuovo, il prossimo campionato infatti lo giocherà nuovamente in Emilia.
posted by Franco Bellacci * --

9.7.03
Radiohead e Piazzale Michelangelo
il david dietro i cessiDopo la tanta attesa, eccoci finalmente. Appena arrivato, ho la riprova che la saggezza popolare ha le sue ragioni "non è tutt'oro quel che luccica", anche perchè a lucciare sotto il sole che tramonta sono solo le lamiere che dividono l'area del concerto dalla Piazza.
E meno male che il David posizionato proprio nel punto di fuga dei cessi chimici, quasi a fonte d'ispirazione, è solo una copia.
Mi guardo intorno mentre il gruppo di supporto sta terminando la sua esibizione, vengono dallo stesso paese di Bob Dylan, e direi che le similitudini con lui terminano qui.
Poco prima dell'inizio del concerto arriva anche il Sindaco di Firenze con la moglie. La moglie ha le idee chiarissime, vuole una maglietta dei radiohead, e infatti dopo pochi secondi vince le blande resistenze del marito che si dirige verso il banco del merchandising per acquistarla maglietta, compra quella nera con impresso il logo di hail to the thief, Le sorprese per lui non finiscono qui, quando fa il gesto di consegnarla alla moglie, lei gli fa intedere che durante il concerto dovrà tenerla in mano lui.
Comincia a fare buio, meno male, i radiohead, secondo il mio personale modo di ascoltare la musica, vanno sentiti al buio quasi totale.
La musica non è particolarmente alta, anzi.
A questo punto penserete che è stato un disastro.
No, per niente, perchè poi c'è stato il resto, ed il resto è stato il concerto.
La musica e il buio infatti migliorano tutto, danno un senso anche alla scelta del Piazzale,
le lamiere scompaiono alla vista, addosso si sente l'aria di Firenze e sullo sfondo si vedono le luci.
La durata limitata del concerto, 2 ore tonde, e un repertorio lungo e bellissimo determinano alcune dolorose esclusioni dalla scaletta, neanche una canzone di Pablo Honey e Amnesiac, oltre a Fake plastic trees e tante altre canzoni imperdibili.Il problema è che la coperta è corta comunque.
Però il concerto è stato comunque meraviglioso, è difficile individuare il momento culminante forse l'accoppiata paranoid android e idioteque.
Magari non è musica semplice da ascoltare, e forse prima di vedere e sentire un loro concerto, forse è bene allenare un po' l'orecchio. L'orecchio allenato però, tiene il concerto in memoria per molto tempo.
posted by Franco Bellacci * --

8.7.03
Meravigliosa Telecom
al 191 della Telecom devono pensare che il mado migliore di far passare il tempo alle persone sia quello di rifilargli la loro stupida musica di sottofondo.

Upgrade completamente rincoglionito dalla loro musica e dal fatto non mi dimenticherò più del fatto che mi regalano 2 ore di telefonate urbane, senz ache io nemmeno l'abbia chiesto, finalmente sono riuscito a parlarci.

191: "deve mandarci la richiesta via fax, così poi la ricontattano"
Io: "fax? ma siamo già al telefono, non posso dirlo a lei"
191: "no, via fax"
Io: "una mail, non va bene lo stesso? ho l'adsl, me lo avete messo voi!"
191: "le garantisco, che il fax è lo strumento più veloce".
Appunto.
posted by Franco Bellacci * --

Stasera: Radiohead!
posted by Franco Bellacci * --

7.7.03
forte belvedere
il Forte Belvedere fu progettato dal Buontalenti su indicazione di Ferdinando primo alla fine del '500, aveva lo scopo di dare l'idea che Firenze fosse una una città vulnerabile, ma in realtà serviva per difendere la città, controllarla, e nascondere i tesori della famiglia Medici, che si trovavano in una stanza segreta in fondo ad un pozzo. In fondo al pozzo, prima di entrare nella stanza c'era una porta chiusa, e se qualcuno avesse tantato di forzarla, avrebbe fatto scattare una trappola che lo avrebbe ucciso.
Altri tempi.
Per i fiorentini, il forte belvedere vuol dire tante cose insieme: passaggiate, mostre, forche, pennichelle, e il più bel panorama di Firenze.
Forte Belevedere era chiuso per restauri dal '99, venerdì ha riaperto. Chi passa da Firenze questa estate, ci faccia un salto, non se ne pentirà.
Per arrivare la strada è quella che da dal Piazzale Michelangelo scende a Porta Romana, all'incirca a metà c'è Via San Leonardo.
posted by Franco Bellacci * --

4.7.03
habemus adsl
Ecco le ultime vicende. Fine giugno, dopo circa due settimane dall’installazione del cavo, non avendo più avuto notizie, decido di chiamare nuovamente i miei amici del 191.
Io “guardi, son due settimane che mi hanno portato il cavo, ma non ho ancora il ruoter”
191 “è sicuro di aver aver ordinato l’abbonamento il router?”
Io “guardi sono assolutamente sicuro, c’è anche scritto nella lettera che mi avete spedito dove ci sono i parametri di configurazione. Può anche darsi che ci sia stato qualche equivoco in fase d’ordinazione, in effetti il dominio che mi avete assegnato, è diverso da quello che avevamo concordato. E’ stato cambiato senza neanche avvertire”.
191 “un attimo controllo. Ha ragione lei ha ordinato il router, che oltetretutto le è stato consegnato e configurato il 24 giugno.”
Io“ma, a meno che il router non sia invisibile e gli installatori non si siano introdotti in casa nottetempo non è così, il 24 non è venuto nessuno”.
191 “probabilmente son venuti e non hanno trovato nessuno in casa”.
Io“le garantisco che il 24 giugno, avrebbero trovato qualcuno, poi non potrebbero avvertire, quando vengono?”
191 “farò la segnalazione, mi lascia il suo cellulare, così la possono avvertire direttamente”
Dò il cellulare, ma nei giorni immediamente successivi non succede nulla, fino a ieri mattina quando una chiamata da casa mi avverte “ci sono quelli della telecom”
“devo venire, o non importa”
“dicono che fanno da soli”
“meglio così, se hanno bisogno di sapere qualcosa, fatemi chiamare”.
In pratica, gli installatori, che poi non sono mai dipendenti telecom, perché in entrambi i casi si sono seriviti di ditte esterne, l’unica volta che avevano avvertito in anticipo non son venuti.
Due minuti dopo, squilla nuovamente il cellulare
“siamo quelli che stanno installando il router, volevamo sapere una cosa, come si accende il suo computer?”
Io senza pensarci molto rispondo “c’è un tasto, mi sembra di color arancione, a mezza altezza del case…”
Mentre pronuncio queste parole però, mi impossesso di un orrendo sospetto, questi non possono essere che truffatori che si sono introdotti in casa, narcotizzeranno tutti e si impossesseranno degli ori. Devo correre a casa, anche perchè vista la quantità di ori, ho pochissimo tempo. E se poi non si accontentano? si approprieranno della mia collezione del guerin sportivo dell’anno 75-76 e delle prime pagine dei quotidiani che annunciano le sconfitte della gobba in finale di champions legue.
Il resto della telefonata però mi tranquillizza “quello lo abbiamo visto, ma il monitor ha la scritta no signal”.
“Forse se avete mosso il pc, e si è staccato il cavo”.
Comunque dopo l’inizio incerto, i ragazzi si mostrano all’altezza della situazione e la procedura va avanti senza intoppi.
Dopo 44 giorni dall’ordine, il triplo del tempo promesso in fase d’ordine, l’adsl c’è.
posted by Franco Bellacci * --

2.7.03
Blog Out alla piadineria Sgurz
Continuano le interviste. E vi garantisco che neanche questa è inventata (questo non toglie che prima o poi non ne inventi qualcuna). Questa volta le 5 domande sono state rivolte a mister Valido, uno dei primi a utilizzare lo strumento del blog per comunicare, probabilmente il primo blogger italiano e chiudere e poi a riaprire, sicuramente il primo in Italia a inserire i commenti.
Quando questa intervista è cominciata, circa due settimane fa (è un intervista slow, me ne rendo conto, ma abbiamo anche fatto altro nel frattempo), non era ancora stata organizzata la serata di venerdì, per cui non ne parliamo. L'evento però rimane assolutamente rilevante e perderlo sarebbe una cosa molto brutta.
Caro Matteo, dopo circa un anno che te l’avevo annunciata eccoci. Non è mai troppo troppo tardi avrebbe detto il maestro Manzi, ma non perdiamo tempo in chiacchiere e procediamo.
Vorrei cominciare dall’inizio, dal paese dove ha mosso i primi passi il piccolo Valido. Questo perché sono convinto che le persone siano influenzate dall’ambiente in cui vivono. Io ad esempio sono una persona sostanzialmente timida e penso che dipenda anche dalla struttura
architettonica del paese dove abito io. Qua la Piazza principale è molto piccola, si circumnviga a piedi in circa 3 minuti e comunque l’hai sempre tutta sott’occhio, per cui il luogo dove si fanno i primi approcci regala sempre una seconda chance. Vedi la persona da
approcciare, ma non ti senti pronto, nessun problema dopo pochi minuti ripassa.
Viceversa a Carpi non è così, avete una piazza d’armi che non consente la seconda chance, non consente nessuna strategia d’approccio al di fuori dell’azione diretta, l’uomo deve essere cacciatore. Non c’è spazio per i ripensamenti e la timidezza.
La domanda è questa, quanto ti ha realmente influenzato la grande piazza di Carpi, e soprattutto sarebbe diverso Valido se fosse cresciuto in un paese con una piazza più piccola?
Carpi ha una piazza enorme ma è una città fondamentalmente piccola. Questo significa che quando sprechi le occasioni (vale il detto "Carpi Diem", che non a caso è anche l'URL del sito del Comune) lo vengono a sapere tutti. Il discorso un suo senso ce l'ha, è nel mio modo di vedere le cose cercare di avere sia la prontezza di buttarmi che quella di non farlo se non nel modo più ragionato e convinto possibile, che poi il trucco mi riesca o meno è un altro discorso...
Sulla base di quello che hai scritto vorrei aprire il capitolo università.
Raggiunta l'età in cui capisci che i servizi sui ragazzi italiani che non mettono su famiglia, che non mollano la casa, che non sanno essere indipendenti, ecc. ecc. sono rivolti a te e ai tuoi coetanei hai deciso di mollare il lavoro per iscriverti all'università.
A parte il fatto che in certi esami sono convinto che tu ne sapessi almeno quanto (e mi sto esprimendo per difetto) chi ti esaminava, la cosa che vorrei sapere è, cos'è che spinge una persona che ha raggiunto un equlibrio professionale e acquisito delle capacità a mollare per prendere una strada impegnativa che ti assorbirà nei prossimi anni parecchie energie.
Quanto c'entra il voler approfondire scientificamente i tuoi interessi, e quanto voler insegnare ai ventenni a suonare "stairway to heaven" (che già questo sarebbe assolutamente meritevole)?
Hanno giocato tantissime cose, e ho avuto quasi un anno per organizzarmi. Innanzitutto ciò che mi ha sempre stimolato di più in assoluto, che è la voglia di imparare, e la consapevolezza che alla mia età le occasioni e l'energia per apprendere cose nuove iniziano a inesorabilmente diminuire; la voglia di concentrarsi su un obiettivo ben definito e dare il massimo per raggiungerlo, con tutti i sacrifici che questo comporta, l'occasione ideale per avere tantissime risposte su quello che sono e non sono in grado di fare; essendo stato a suo tempo uno studente piuttosto svogliato, anche una specie di rivincita. Non sentivo strettamente il bisogno di approfondire determinate conoscenze, tant'è che sono stato parecchio indeciso sulla facoltà da scegliere, quanto invece avevo la sensazione di una specie di angolino ancora libero nella mia testa che volevo riempire nel modo più intelligente e utile possibile. Ritrovo me stesso, realizzo me stesso e contemporaneamente porto a casa un pezzo di carta e una serie di conoscenze che mi aiuteranno ulteriormente nel mondo del lavoro: se va tutto come deve è un terno al lotto. E per come sta andando finora sono enormemente contento, e parte integrante è il poter vivere Bologna. Anche riguardo a "Stairway to heaven" ho allievi che promettono bene... ma finisce sempre che parto con "Song & Emotion" dei Tesla, tutti mi chiedono cos'è e io con aria vissuta e malinconica dico che sto solo cazzeggiando...
Ora vorrei parlare un attimo di blog. Una delle ragioni del successo dei blog si dice che sia la loro semplicità perché permettono a chiunque, anche a chi non ha una minima competenza informatica, di avere uno spazio sul web. Detto questo penso ai primi blogger italiani: te, Antonio, Frederic, Max, Vanessa, Eloisa. E legandolo a quanto detto prima è un po' come se la delonghi inventasse il robot in grado di cucinare e i primi a utilizzarlo fossero i cuochi, quando invitano gli amici a casa.
Te come spieghi che i primi, almeno in Italia, a decretare il successo di uno strumento siano le persone che in realtà non ne avrebbero bisogno? Anomalia del blog, o è sempre così?
In effetti tecnicamente è stato così, ma è solo perchè i cuochi sono sempre i primi a sapere le novità del mondo gastronomico, e quindi i primi a volerne saggiare la Validità. Poi è anche vero che le prime volte non è che fosse così semplice da usare per i profani: il vero boom c'è stato quando Splinder ha introdotto la fondamentale novità della traduzione delle istruzioni in italiano. Il successo va da considerarsi estremamente proporzionale alla semplicità d'uso e alla velocità di installazione, dall'hosting gratuito con settaggio automatico ai templates già pronti, ecc... tutte cose su cui è ancora possibile migliorarsi un po' alla volta.
Per la diffusione del genere il trucco è tutto lì, poi è ovvio che la gente ha anche bisogno di assaggiare piatti pronti ben riusciti prima di trovare la spinta per mettersi lì e leggere un manualino; i suddetti piatti non devono necessariamente essere stati cucinati da cuochi professionisti, e da lì entrano in gioco MILLE altri fattori che è poi quello di cui i bloggers si divertono di più a discutere...
Un po' il tuo blog, un po' pioggia acida ci ha fatto scoprire un grande intenditore di cinema. Come chi? te, ovviamente.
Ti chiedo una cosa, tira fuori il Nick Hornby che è dentro di te, e dicci quali sono, con relative spiegazioni, i 5 film che un venusiano caduto sulla terra dovrebbe assolutamente vedere.
Hai scritto intenditore invece di consumatore, sono onorato del lapsus...
per il resto ti prendo alla lettera. Un venusiano ha la priorità di sapere in che razza di posto è capitato, quindi servono cinque film che affrontino grandi temi e insegnino grandi cose. Perdonate la fretta:
1) Il ritorno dei pomodori assassini: stai in guardia, il pericolo può nascondersi dove meno te lo aspetti
2) Insonnia d'amore: alle donne piace questa roba qua, regolati di conseguenza
3) Dalla Cina con furore: non fare incazzare gli orientali
4) Alex l'Ariete: il cinema non è necessariamente fatto da gente del mestiere
5) Starship Troopers: siamo pazzi e armati fino ai denti, scappa finchè sei in tempo!
Comunque questo elenco è solo per rispettare le tue regole, fosse per me andrebbero a pennello gli episodi di "Mork & Mindy"...
Quello che vorrei sapere ora è la tua educazione cinematografica, fumettistica, libraria, televisiva e musicale. Ti chiedo di fare uno sforzo di memoria e cercare di ricordare quali sono i primi fumetti che hai letto, e cha hai scelto di acquistare. I primi programmi tv con cui hai litigato in casa per vederli. I primi libri che hai letto e che ti hanno dato la consapevolezza che leggere è una cosa bella.
Wow, e in quante righe?
Intanto partiamo: l'educazione cinematografica è facile, i miei mi portavano al cinema che ancora non mi rendevo conto di essere al mondo. Il colpo di fulmine decisivo però è stato nell'ottobre 1986, quando recandomi in edicola coi miei per il solito fumetto o giornaletto da colorare rimasi
attratto dal mostro di Alien in copertina e comprai Ciak, che mi svelò per la prima volta i retroscena di quel pazzo mondo di creatività applicata alla massima potenza. Il numero successivo aveva in copertina Stallone in "Cobra", un mito, e il gioco era fatto: non lo abbandonai più, anche se ora lo leggo più che altro per inerzia e collezionismo potendo recuperare informazioni più interessanti e molto prima grazie a internet. Naturalmente andavo matto per la fantascienza, l'horror, l'azione, tutto ciò che implicasse personaggi carismatici, situazioni estreme ed effetti speciali.
Col tempo mi sono vagamente raffinato: ho passato il mio bel periodo impegnato, co-organizzavo cineforum e mi imponevo tutti i classici e i film d'autore, poi sono guarito.
Quando ero bambino inoltre erano anni d'oro per i supereroi a fumetti: come personaggi in sè adoravo soprattutto Hulk, o campioni di arti marziali tipo Shang-Chi e Iron Fist (avevo già il senso del personaggio di culto, cosa che mi rovinò non poche feste di carnevale per le quali costringevo mia madre a cucirmi costumi di personaggi che nessun altro bambino era in grado di riconoscere). Ma aldilà di queste preferenze ero costretto a inchinarmi alla maggior scorrevolezza e affidabilità delle storie dell'Uomo Ragno. E comprai anche diversi numeri di Conan che usavo soprattutto come personale manuale di disegno, a tutt'oggi disegnare è rimasta la mia unica passione
non ancora sviluppata.
In tv poi cercavo di guardare qualsiasi cosa avesse un robot come protagonista: il mio preferito era Jeeg, tra quelli più soddisfacenti posso citare Goldrake, Daitarn III, Daltanious, Gordian, Megaloman, GodSigma (che mi stava sulle balle ma aveva una trasformazione imbattibile, e le sequenze di trasformazione avevano un ruolo decisivo per il mio gradimento della serie). Potrei citare un sacco di cose che mi coinvolgevano, adoravo Fonzie e anche i Jefferson, che guardavo con mia nonna.
Anche la musica è facile: mio padre è maestro di pianoforte e mio zio mi intratteneva spesso da bambino suonandomi Bruce Springsteen con chitarra e armonica. A 7 anni mia zia mi regalò "Born in the USA". A 8 pretesi "The Final Countdown" degli Europe, e da lì, poichè il videoregistratore era ancora roba da ricchi, cominciai a spendere tutte le mie paghette in cassette: la mia prima compilation autogestita, anche prima di allora, comprendeva tra altre cose la canzone di Ghostbusters e alcune registrazioni in diretta di mio padre che suona pezzi di Richard Clayderman. A 15 anni compravo tutto quello che Nikki di Radio DJ mandava in onda nella sua trasmissione "Rock the Nation", ma lo abbandonai presto per dedicarmi alla storia del rock, classici e non solo. Tardissimo, dopo i 18, una persona che non cito mi introdusse alla scena indie e lì, pur non rinnegando il passato, trovai definitivamente quello che cercavo.
Leggere è stata una cosa più complicata. Mia madre mi racconta spesso che imparai a leggere, prima di andare a scuola, perchè a lei scocciava leggermi le storie per addormentarmi, al punto da provocare in me il primo moto di indipendenza. E ricordo che cominciai a leggere "La Storia
Infinita" che il film non era ancora uscito. Poi per parecchio tempo, soprattutto a causa della mancanza di fonti attendibili di consigli, lessi soprattutto dei gran libri di Stephen King, una garanzia, e di Eric Van Lustbader, unico a condire le sue storie di sesso e spionaggio con grandi dosi di arti marziali e cultura orientale. E non dimentichiamo "Bar Sport", che so ancora citare a memoria. Ora, piuttosto banalmente, i miei scrittori preferiti sono Bret Easton Ellis, Niccolò Ammaniti e Nick Hornby. E come gran finale posso aggiungere di essere stato un fortunato possessore i Commodore 64, con ben 400 floppy disk intasati di giochi entrati in casa grazie a mio padre che fece 13 al totocalcio e li acquistò in blocco da un amico, e che considerò anch'essi fondamentali per la mia (dis)educazione.
Non riuscii mai a provarli tutti.
Ora vorrei parlare un po' di Inter e di tifo.
Secondo me c'è sempre una relazione fra il tifoso e la squadra che tifa, per capirsi è un po' come se avessero lo stesso odore. Sei d'accordo oppure è una forzatura? se sei d'accordo, come è possibile che uno fin da piccolo sia in grado di scegliere la squadra che lo accompagnerà tutta la vita, perchè si sa, Emilio Fede a parte, che poi passando da juve a milan non è che abbia fatto tutto questo cambiamento, si può cambiare tutto, ma non la squadra.
Dopo che hai detto tutto questo, l'angolo amarcord, in cui racconti la prima volta in cui hai visto l'inter dal vivo.
Se sei un tifoso serio ti accorgi di seguire il calcio mentre già stai tifando per una squadra, scesa su di te per imposizione divina, reazione chimica, scherzo del destino, burla del DNA. E' una scelta talmente priva di qualsiasi supporto critico che non ha senso cambiarla. Non è un partito, non è una moglie, è piuttosto una specie di parente in più con cui ti abitui a convivere.
Il calcio, come quasi tutti gli sport, è metafora di vita, e come tale produce insegnamenti ed esperienze da cui un tifoso finisce più o meno inconsciamente per attingere. Da interista per esempio posso dire di avere imparato a non dare mai niente per scontato e a non stupirmi davanti a
nulla; ho imparato che dove non arriva il talento può arrivare il cuore e la perseveranza; ho imparato che bisogna dare il massimo fino all'ultimo secondo, e a non crollare per le sconfitte in modo da conservare la forza per riottenere le vittorie. La vita suggeriva e il calcio a suo modo confermava.
Da piccolo scelsi l'Inter perchè volevo fare il contrario dei miei parenti juventini approfittando del fatto che Pellegrini, acquistando Rummenigge, aveva vinto lo scudetto del calciomercato (ci misi degli anni a rendermi conto che era un merito del tutto insignificante). Fu poi un amico interista di mio padre a portarmi allo stadio la prima volta, e qui gli almanacchi mi vengono in aiuto: 19 maggio 1985 (avevo 7 anni e mezzo), Inter-Ascoli 5-1, per noi Marini-Altobelli-Bergomi-Rummenigge-Altobelli, per l'Ascoli la pertica Cantarutti. Ma ricordo sì e no il gol di Kalle e
l'amico di mio padre che mi interrogava sulle figurine.
A parte quelli calcistici, altri miti sportivi? ciclisti, boxeur, piloti, centauri atleti?
Extracalcio... Bruce Lee conta? Penso di sì, perchè prima che un attore era sicuramente un grande atleta e studioso di arti marziali, che ideò uno stile tutto suo parecchio reazionario per quei tempi, in quanto sminuiva la tradizione e includeva movenze tipiche occidentali. Ma pur disposto a fare
dimostrazioni di ogni tipo si è sempre rifiutato di partecipare a qualsiasi competizione agonistica. Ai tempi d'oro ero affascinato anche dalla potenza devastante di Tyson, e come lui ho sempre avuto un debole per i personaggi esagerati: Jabbar, Jordan, Barkley, Rodman e O'Neil per il basket, Carl
Lewis per l'atletica, McEnroe, Courier e Michael Chang per il tennis, Deion Sanders che giocava contemporaneamente a baseball e a football, e naturalmente Mohammed Ali, dal carisma e dalla chiacchera insuperabile, che però ho conosciuto fuori tempo massimo. E di sicuro scordo qualcuno. Il mondo dei motori invece non mi ha mai appassionato.
Come direbbe Maria Liusa Busi, cambiando decisamente argomento, in Emilia si mangia molto bene, se te dovessi farla conoscere a qualcuno, qual'è il menù, dall'antipasto al dessert che gli proporresti?
Ahia questa la chiedi all'emiliano sbagliato, per non fare figuracce consiglio solo la piadina Sgurz (http://www.valido.tv/sgurz)... è mia madre che ci sa a pacchi, per me la cucina emiliana è la sua
Per chiudere, cosa ti senti di consigliare ai giovani che stanno cominciando ora la carriera di blogger?
Credo sia essenziale ricordarsi sempre perchè si è messo su un blog. Tutti i motivi vanno bene, dal "voglio risparmiare i soldi dello psichiatra e magari finchè ci sono inseguire la fama" al "non ho un cazzo da fare finchè non supero l'esame di guida, fottutissima patente a punti" (categoria numericamente sottovalutata). La cosa importante è non farsi prendere dalla frenesia e ricordarsi che la gente che legge, scrive e commenta è gente vera, anche se a volte se lo scorda, e che quindi sui blog valgono le stesse regole di educazione e rispetto del mondo reale.
Dopodichè, prima di parlare di carriera, è opportuno ricordarsi che ad oggi gli unici a fare soldi con i blog sono (se non sbaglio) Neri, Sofri e pochi altri giornalisti che per reputazione già ampiamente guadagnata in altri modi potrebbero fare a meno di questa risorsa in qualsiasi momento. Le soddisfazioni non mancano, ma al portafoglio conviene ancora raccontargliene un'altra...
posted by Franco Bellacci * --

MatteoC sostiene che scrivere codici rilassi molto. Ecco perchè sono così teso, non ho le conoscenze neanche per scrivere una riga di codice, e per questo motivo faccio sogni brutti, tipo che il Toro alla quarta di campionato (il prossimo) ha due punti dopo 3 giornate e alla quarta perde 2 a 0 in casa con il Venezia. Oppure che mi arriva la cartolina precetto per andare a fare l'obiettore di coscienza a Prato.
Considerato che il caldo non accenna a diminuire, sarà bene che mi iscriva a qualche corso di programmazione, anche molto elementare, tanto funzionerà lo stesso.
posted by Franco Bellacci * --

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