dalle mie parti ci sono due telecamere che controllano
i cittadini:
Una volta alienato, un "diritto inalienabile"
puo' essere perso per sempre, nel qual caso non saremmo
piu', nemmeno lontanamente, l'ultima e migliore speranza
della terra ma solo uno squallido stato imperiale i cui
cittadini vengono tenuti a bada dalle squadre SWAT e il
cui stile di morte, non di vita, viene imitato da tutti.
Gore Vidal, ottobre 2001
31.3.03
o è un grande appassionato o un mago TG5 domenica sera, c’è un servizio realizzato dall’inviato nelle zone curde. Il servizio parla di un fatto sorprendente, cioè che i tifosi curdi durante una partita di calcio abbiano intonato cori anti-americani e pro-saddam. Io però trovo sorprendente anche un’altra cosa, che l’inviato fosse con la troupe allo stadio fin dall’inizio della partita visto che non si trattava di Galatasaray-Besiktas, ma di una partita di bassa classifica della B turca. A questo punto le ipotesi che mi sento di fare sono 3: 1 l’inviato è un mago che ha previsto il fatto sorprendente, per cui è andato allo stadio con tutta la troupe per riprendere l’evento; 2 l’inviato e tutta la sua troupe sono tanto appassionati di calcio che pur di sopire la fame di calcio in sono andati a vedere tutti insieme una partita di B turca; 3 è l'ipotesi meno favorevole all'inviato.
Esperimento interessante suggerito dall’oroscopo di Internazionale: descrivi come saresti se fossi l'opposto di te stesso. Dunque se fossi completamente diverso da come sono, circa due settimane fa quando lessi per la prima volta che a Firenze ci sarebbe stato cookin avrei preso un paio di forbici, ritagliato l’articolo e lo avrei attaccato ad una lavagna metallica grazie ad una calamità rotonda colorata di verde o blu. Invece non ho fatto nulla di tutto questo ed ho perso lo spettacolo. Se fossi diverso da come sono, andrei al centro assistenza piaggio che mi ha recentemente messo la mani sulla vespa e gli direi queste parole “da quando vi ho portato la vespa non perde più l’olio, ma ha cominciato a perdere benzina, che mentre viaggio devo indossare una giacca con la scritta – se leggi questa scritta, e stai fumando io e te stiamo per prendere fuoco-. E’ evidente che i problemi alla tenuta del serbatoio sono stati causati da qualche intervento maldestro vostro, quindi avete un giorno per ripararlo e non ho intenzione di aggiungere un euro che sia uno ai 100 che vi ho già dato 3 giorni fa”. Invece la porterò nuovamente in officina senza fare ipotesi e accettando le condizioni di tempo e di soldi che mi verranno proposte.
punti di vista: "il calcio, come la letteratura, se ben praticato, è forza di popolo. I dittatori passano. Passeranno sempre. Ma un gol di Garrincha è un momento eterno. Non lo dimentica nessuno" Edilberto Coutinho "è giusto che la società per ragioni repressive constringa la gente ad occuparsi solo di calcio invece che delle cose che contano" Umberto Eco
Ci sono periodi nella mia vita in cui non riesco a fare più di una cosa per volta, divento come windows 3.1, niente multitasking, e se lanci una stampa bisogna aspettare che sia terminata prima di poter utilizzare di nuovo il pc. Questi giorni sono stati una di quelle fasi. Ora però ho finito. Ho fatto tutto quello che dovevo fare, la mente si sta riaprendo: rieccomi.
In questi giorni su Raisat album c’è un esperimento a mio avviso molto interessante. Stanno ripercorrendo infatti il rapimento Moro, giorno per giorno con i telegiornali del giorno stesso. Stasera, ad esempio, mostreranno i tg del 25 marzo ’78. La puntata termina sempre con delle considerazioni con quello che sappiamo oggi rispetto alle notizie passate ai tg. Al di là della vicenda, che è molto interessante riscoprirla con gli occhi dell’epoca, ho notato che di tutti i giornalisti allora in tv allora, in servizio ne è rimasto solo uno: Emilio Fede. Non è una questione di merito, ma esclusivamente anagrafica, Emilio infatti in quelle immagini è molto giovane. L’insegnamento che possiamo trarne quindi è questo: leccare i potenti probabilmente non allunga la carriera, o comunque è presto per dirlo, ma sicuramente la fa cominciare prima.
Durante la settimana si è parlato della grave crisi d’ascolto che ha colpito la domenica sportiva, che proprio domenica prossima festeggerà la puntata n° 2500, siccome sono un romanticone e che la domenica sportiva in passato era uno dei miei programmi preferiti ho raccolto la richiesta d’aiuto e ho deciso di guardarla. Dopo averla vista però, posso dire che il dato realmente sorprendente non è il basso ascolto, ma che ci sia ancora un ascolto. Ieri per dire che l’Inter gioca male, un concetto poi tutt’altro che rivoluzionario. ci hanno messo quaranta minuti di trasmissione. Niente altro, non dico i servizi sulla B, i risultati di basket, il 6 nazioni di rugby, la Milano Sanremo del giorno prima, ma almeno i gol della serie A potevano farli vedere. A un certo punto mi sono decisamente rotto e ho cominciato a fare zapping con italia1 dove c’era in onda controcampo, anche lì poco oltre infatti, la tesi prevalente era che l’inter oltre a giocare male, avesse anche un gran culo. Parola che per la verità non é stata pronunciata da nessuno, ma che si è capito quando Abatantuono ha invitato la Canalis ad alzarsi. E così finalmente dopo 25 puntate abbiamo anche capito l’utilità della Canalis a controcampo. Conclusioni sulla serata, questi programmi sono guardabili solo videoregistrati, utilizzando molto l’avanzamento veloce. Dopo una settimana mi sono dovuto ricredere stare due ore a vedere “jet lag” non è il modo peggiore per passare la domenica sera. Un consiglio a Caputi e i dirigenti Rai, diano un’occhiata alle vecchie DS con Fraiese, De Zan, stadio con Tito Stagno, 90° minuto con Paolo Valenti, copino quelle trasmissioni e lo share si rialzerà tranquillamente.
Negli ultimi due giorni gli accessi sono aumentati in modo deciso. Un fenomeno a cui non riesco a trovere nessun motivo, che non si capisce neanche calcolando tutti quelli cercano il testo di mattinata fiorentina (lo trovate qui) e le foto di Guia Soncini (che non solo non ho, ma non so neanche se esiste realmente), in ogni caso se fosse un nome collettivo o uno pseudonimo non è un grosso problema, da quando ho scoperto che ama il sushi penso che non sia più le persona ideale per presiedere la Rai. Tornando agli accessi, qualcuno ha una spiegazione?
Sulla guerra non ho idee originali da proporre: ero contrario, rimango contrario, spero si concluda velocemente. Ieri sera sono andato ad un dibattito a Pontassieve dove hanno parlato Ignacio Ramonet, Giulietto Chiesa e il presidente della Regione Toscana. Qui, trovate il mio resoconto della serata
Questo è un uomo che ammiro molto, si chiama Joseph Nicefore Niepce, e se oggi fosse vivo lotterebbe contro il protocollo EUCD, se però fosse vivo oggi, una delle invenzioni più importanti degli ultimi secoli avrebbe avuto una storia diversa, perché questo signore è riconosciuto come il padre della fotografia. Purtroppo per lui questo riconoscimento è stato tardivo, i suoi contemporanei infatti gli preferirono Daguerre, personaggio che oltre alle indubbie capacità artistiche, possedeva anche un buon livello di spregiudicatezza. E mentre Niepce passò gli ultimi anni della sua vita non proprio bene, Daguerre diventò ricchissimo. Che sarebbe andata così forse non ci voleva molto a capirlo, basta andare a leggere la loro corrispondenza. Quando infatti Niepce voleva rendere pubblici i suoi studi, Daguerre Rispose: “dobbiamo trovare il modo di trarre largo profitto dalla sua invenzione prima di pubblicarla”. Poco tempo prima infatti Niepce a Daguerre avevano fondato una società dove Niepce metteva “la sua invenzione” e Daguerre “un nuovo adattamento della camera oscura, il suo talento e la sua opera”. Le cose poi andarono anche peggio, quando Niepce morì nel 1833, e nella società entrò il figlio, che ci rimase per poco tempo, Daguerre infatti modificò il contratto un paio di volte fino a far sparire il nome di Niepce dalla società. Non pensate che la famiglia Niepce sia stata l’unica ad essere stata fatta fessa, Daguerre infatti riuscì ad ottenere un vitalizio dal governo francese nel 1839, perché la “sua invenzione” si legge nella motivazione “la Francia l’ha adottata sin dal primo momento, e si è mostrata fiera di poterne dotare generosamente il mondo intero”, peccato che solo 5 giorni prima Daguerre aveva provveduto a far brevettare il tutto in Inghilterra.. Prima di dirvi perché avrebbe firmato l’appello contro la EUCD, Niepce merita di essere conosciuto meglio, perché oltre che ad aver realizzato la prima foto, realizzò, spesso insieme al fratello, anche altre cose: inventò il pireoloforo, dal guado riuscì ad ottenere un materiale colorante che sostituì i coloranti che non potevano più essere importati dall’Inghilterra, dalla zucca riuscì ad estrarre l’amido, e dalla barbabietola tentò di ricavarne dello zucchero. Non inventò come dice qualcuno la draisina (l’antenata della bicicletta), che altrimenti si sarebbe chiamata niepcina, ma pensò di innovarla in due aspetti: sella regolabile e il motore. Riuscì a realizzare solo la prima delle due idee. C’è un altro aspetto fondamentale, Niepce come abbiamo visto aveva un figlio, che a differenza del padre e dello zio non aveva una mente orientata verso le scienze, ma verso l’arte, infatti il figlio fin da giovane fu un brillante litografo, suo padre invece era completamente diverso, una penna sapeva a malapena tenerla in mano. Secondo me, quest’aspetto non fu secondario, anzi fu proprio per sconfiggere la sua incapacità manuale, che pensò a quell’invenzione su cui molti stavano lavorando in quel periodo: quell’invenzione che permette di ottenere dei disegni senza l’intervento umano, ma con la luce. La fotografia infatti altro non è che il risultato di un raggio di luce che entra in una scatola attraverso un buco, e qui impressiona una superficie sensibile. Niepce non inventò nulla di tutto questo, anche perché sia la camera oscura, sia le capacità sensibili di certi materiali erano conosciute da secoli. Il problema era che quell’invenzione aveva un problema: il materiale sensibile, fermava la sua azione quando le immagini erano diventate nere. La fotografia, intesa come disegno di luce, esisteva già dunque, ma il prodotto era a rapidissima scadenza. Quello che occorreva era di bloccare gli agenti sensibili quando voleva il fotografo, per poter visualizzare l’immagine senza vederla scomparire rapidamente. Niepce nel procedimento fotografico intuì e realizzò il fissaggio. Ed è proprio di Niepce la foto più vecchia attualmente conservata. Per questo penso che a Niepce non piacerebbe l’EUCD, una legge che per tutelare gli autori, vorrebbe rendere i frutti dell’ingegno come una foto non fissata, ma con una data di scadenza. se volete firmare la petizione o comunque saperne di più
Il mio ricordo di 25 anni fa: le strade deserte. Non passava nessuno, né in auto né a piedi. Dalla finestra un’immagine fissa e silenziosa che durò per tutto il giorno.
“...e se è nuvoloso uscite con l’ombrello”. Era atteso da tempo il pronunciamenti del garante sull’uso che è possibile fare delle immagini in rete. Ieri finalmente è giunta la risposta, il titolo de La Stampa, “mms solo per uso personale”, però fa venire il dubbio che Rodotà e company stessero pensando a qualcos’altro. Il che non sarebbe male, così quando decideranno di dire qualcosa sulla materia, se ne occuperanno in modo serio e articolato occupandosi non limitandosi a pronunciamenti che avrebbe potuto dare anche Nonna Papera: non pubblicate foto in rete se i fotografati non vogliono essere in rete, non pubblicate foto oscene, non fotografate le persone di nascosto, ecc. ecc.. A deprimere ulteriormente la questione ci hanno pensato i giornali che hanno raccontato la questione come se riguardasse esclusivamente gli mms, cioè uno strumento largamente minoritario nel panorama fotografico italiano. Sempre ammesso che gli mms ne facciano parte. Insomma in questa vicenda ci abbiamo perso tempo tutti: il garante con il suo pronunciamento, i giornali con articoli che non chiariscono la vicenda, io a leggere gli articoli apparsi sulla stampa. Forse anche voi che avete letto questo post. Per fortuna oggi nel foglio c’è il paginone di Guia Soncini, ora lo leggo, e poi, sono convinto che mi aumenterà la convinzione che potevano nominare lei presidente della Rai. Anche perché in Rai più di ogni altra cosa ci vuole senso dell’umorismo, e la Annunziata di senso dell’umorismo ne ha mostrato poco, altrimenti avrebbe cominciato così “prima di tutto voglio Biagi e Santoro, poi per stipendio quello che voleva Mieli”.
Agenzia Alimentare UE: la diatriba che andava avanti da più di un anno fra Parma e Helsinki per diventare sede dell’Agenzia per la sicurezza alimentare, è stata risolta salomonicamente, un po’ di sede a Parma un po’ di sede a Helsinki. A questo punto è logico prevedere che a Parma si occuperanno degli antipasti e dei primi, a Helsinki dei secondi, dei contorni e probabilmente anche dei dolci. Rimane nel dubbio chi si dovrà occupare del caffè e del coperto.
mhhh, accetto il verdetto perchè è il colore simbolo del giro d'Italia, certamente non perchè è stata per lungo tempo la seconda maglia degli strisciati. Your Heart is Pink
Coraggio, lo so che è dura! Quello che è successo ieri sera sono cose che fanno male, non solo tutti i nostri messaggi del tipo “siete più divertenti di Zelig” oppure “Fran è meglio di Franz” “Tristan siamo noi, ma ridiamo come pazzi”, ci sono rimasti tutti nelle mani, ma dovremo sopportare i discorsi sul carattere bianconero, sulla voglia di lottare fino all’ultimo. Baaaah! Però, pensiamoci, se fossero usciti ieri sera difficilmente avrebbero perso lo scudetto, e già questo non è poco. La cosa più importante però è un’altra, le eliminazioni al secondo turno o al primo, sono soddisfazioni certamente, ma sono soddisfazioni effimere, volete mettere quanto è più bella una sconfitta in finale. Tutti noi ci ricordiamo di Magath, Mihajtovic, Ricken, Doll, sappiamo di Rep, ma chi si ricorda ancora di Butt, oppure dei giocatori dell’Amburgo e del Panatinaikos, per non dire di quelli del Celta Vigo che eliminarono i bianconeri dalla Uefa 3 anni fa. Ok, va bene, li sappiamo, di quelle partite ci ricordiamo tutto anche i nomi degli arbitri che contro l’Amburgo e il Celta Vigo fecero provare ai bianconeri quello che le squadre italiane provano ogni domenica contro di loro. Ci ricordiamo della punizione di Paulo Sousa, con cui si riabilitò dalla militanza bianconera, però diciamo la verità quelle finali sono state un’altra cosa, ed è il momento di provare un’altra volta quelle emozioni.
Ieri a Firenze, in curva Fiesole, è stato un giorno di festa, Il Collettivo ha festeggiato 25 anni. In questo quarto di secolo, quel gruppo nato da una costola degli Ultras, diventato poi la guida della Fiesole verso la metà degli anni '80 dopo lo scioglimento degli Ultras stessi, ha vissuto da protagonista pagine meravigliose e tristi: Coreografie indimenticabili, uno scudetto perso all'ultima giornata, una retrocessione, decine di trasferte in tutta Europa, una finale Uefa giocata due volte in trasferta, il fallimento della società, qualche striscione e coro sbagliato e tanto, tantissimo amore. Auguri dunque al Collettivo, ma non tanto perché tante volte ci sono stato anche io lì in mezzo mezzo, né perché lo striscione del CAV occupa da anni la parte centrale della Curva Maratona. Il motivo principale di questi auguri è perché il tifo è ancora una volta sotto il mirino, da una legislazione repressiva e inutile e da un'opinione pubblica che vuole risposte semplici, e se poi sono sbagliate non importa. Per quel che mi riguarda non saranno gli errori di pochi a farmi cambiare idea, il calcio vive grazie a loro, e del calcio sono l'unica parte essenziale. Sopravviverà a Biscardi, ai campioni di oggi, a Moggi, Berlusconi, anche a me, ovviamente, non sopravviverebbe senza quell'amore che ogni domenica arriva dalle curve. A Firenze molti si sono preoccupati di un eventuale decreto, figlio della lotta politica che si sta scatenando a Firenze per le prossime elezioni del 2004, che rimetterebbe in gioco la A.C. Fiorentina. Io non mi preoccupo, Firenze ha scelto con il cuore da che parte stare. E al cuore non si comanda, neanche per decreto.
L'utopico desiderio del neopresidente Fiat Umberto Agnelli, ha fatto una nuova vittima: La Ferrari. La mancata vittoria al gran premio d'Australia secondo molti è vittima della nuova stagione in casa Fiat dove la parola d'ordine è risparmiare. Jean Todt però ha smentito tutto: "non è vero che abbiamo licenziato il metereologo per ridurre i costi, ci siamo accorti che in rete c'è un ottimo servizio per le previsioni del tempo, e quindi il metereologo è diventato di troppo. Purtroppo Michael Schumacher ha sbagliato, non ha visto la ragazza col pancino all'aria e ha pensato che sarebbe piovuto. Anche sulla benzina imabarcata al 30 giro si sono dette malignità. Non è vero che 70 chili erano pochi per finire la gara. Noi gli abbiamo dato tutta quella che avevamo, se avesse preso la rincorsa giusta sarebbero bastati. Comunque quando ha perso quel pezzo di carta stagnola che fungeva da deflettore, e quindi ha perso la rincorsa, siamo stati pronti e abbiamo rabboccato il suo serbatoio. Ora scusate devo andare alla Minardi gli devo pagare i 50 litri di benzina che ci hanno prestato per il rabbocco e a riprendere l'orologio che mi hanno chiesto in pegno per prestarmi la benzina."
Lavare l’auto dunque non fa piovere, almeno nelle 24/36 ore successive. No, i tergicristallo non possono essere stati, perché ha dispetto dell’accattivante slogan, qualcosa del tipo “il tempo di far cloc e sono già pronti” per montarli occorre essere ingegneri o meccanici con almeno un triennio d’esperienza alle spalle. Per ora se ne stanno lì abbandonati sui sedili posterieri, pronti ad essere divisi in due al momento che qualcuno entrerà in macchina senza vederli. Ieri, oltre ai tergicristalli, ho fatto un altro acquisto ad ora assolutamente improduttivo:la batteria per la vespa. La primavera sta tornando e con lei tornerà anche la Vespa. Semprechè riesca a farla ripartire. Devo infatti portarla dal meccanico per risolvere alcuni problemi di vecchiaia, che poi tanto vecchia non è visto che ha solo 4 anni. quindi anche nel caso in cui gli anni per le vespe fossero come quelli dei cani sarebbe sempre giovane. Il problema è che non posso portarla dal meccanico, se non riesco a farla ripartire, visto che non ho un furgone dove poterla caricare, per la verità non ho neanche un meccanico dove portarla, perché i centri d’assistenza Piaggio probabilmente sono dati in appalto ai servizi segreti dato che hanno lo stesso livello di reperibilità Il piano di rimessa in strada però l’ho chiaro in testa. 1 rimettere in moto la vespa; 2 portarla dal meccanico che la rimetterà in sesto Funzionale al punto 1 era l’acquisto della batteria. Ho proceduto all’acquisto della batteria, ma fra quello e realizzare il punto 1, c’è un po’ di strada da percorrere. Infatti le batterie per moto una volta che ero a casa ho scoperto che non funzionano come le pile duracell. Prima vanno montate poi vanno caricate. Quindi o uno ha la passione del bricolage, oppure inizia a rompere le scatole a tutti quelli che ce l’hanno. Io non ho nulla che contro chi ha la passione del bricolage, ma dico, esistono anche gli altri ,quelli che vogliono un po’ di comodità. A questi non potrebbero vendere una versione di batterie per moto, pronte all’uso? O almeno potrebbero scrivere sulla scatola, “attenzione per rendere utilizzabile il contenuto occorrono capacità manuali e un caricabatterie per auto”. Che il caricabaterie per auto mica lo hanno tutti. Ricapitolando: Ho una vespa che non da cenni di vita, una batteria nuova inutilizzabile ed è già primavera.
E’ stato richiesto, quindi non potevo certo tirarmi indietro: il punto sul campionato. ho visto poco per poter commentare: i servizi e il posticipo domenicale. Cosa c’è da dire? Intanto che il rigore concesso al Milan rafforza la mia convinzione che gli arbitraggi non sono uguali per tutti. Anche il posticipo non mi ha portato nuove convinzioni. La cosa peggiore è stata che c’è stato chi ha potuto replicare al mio sms di martedì sera senza neanche avere il bisogno di pensarne uno nuovo. L’Inter è una squadra che vive di fiammate, quindi ha bisogno di tutti i suoi fuoriclasse, e senza Crespo non vale né Juve e né Milan, Batistuta è da tempo un ex fuoriclasse, e fra poco anche un ex giocatore, in 6 giornate ha fatto un gol grazie a una carambola. Con Batistuta in campo e un Recoba come quello di ieri l’Inter è una squadra che gioca in 9. Della juventus non mi ha impressionato il gioco, le azioni migliori sono state le iniziative solitarie di Nedved e Thuram, ma la prestazione sotto il profilo fisico. Detto tutto questo posso fare il mio pronostico per lo scudetto. Juventus se esce dalla Coppa, perché due partite la settimana a questi ritmi non è in grado di reggerle fisicamente, altrimenti Milan. L’Inter è in gioco se Crespo torna presto e non è molto lontana dal primo posto. Dopo aver detto del primo posto parliamo dell’ultimo, finalmente siamo dove ci compete, nonostante questo per dovere di cronaca, e perché non tutti lo hanno fatto notare, il secondo gol del Chievo è nato da una palese azione di fuorigioco, l’arbitro Rizzoli però non se ne è accorto. C’era da aspettarselo non si è mai visto un buon arbitro con il nome di una casa editrice
Oggi c’è da parlare di Calcio con la C la A la L la C la I e la O maiuscole. Perché oggi è un giorno speciale. Quelli della mia generazione non hanno fatto in tempo a vedere Beckenbauer, né Cruyff e soprattutto Pelè e il suo Brasile. Il nostro, il mio primo mito calcistico è stato Zico, il suo Flamenco e il Maracanà. Il giocatore più forte del mondo che giocava nella squadra più forte del mondo e nello stadio più grande del mondo. Una squadra che da come era forte non aveva neanche bisogno d’allenarsi, loro ballavano, si muovevano a tempo di musica, tutti insieme. Questo ci raccontavano e questo vedevamo nelle poche immagini di un calcio molto raccontato e poco visto. I giocatori del Flamenco si chiamavano Junior, Leandro, Nunez, Lico e soprattutto Zico. Il mito si materializzò ai mondiali del 1982, dove giocò con la squadra più spettacolare e sciupona che la storia del calcio ricordi. Non gli andò meglio 4 anni dopo, quando il Brasile fu sconfitto ai quarti di finale dalla Francia, e Zico sbagliò anche un rigore. Nel mezzo l’esperienza italiana due anni ad Udine, un trasferimento che, quando fu sul punto di essere bloccato dalla federazione italiana, fece apparire sui muri di Udine la scritta “o Zico o Austria”. Se furono quelle scritte o un rinsavimento spontaneo da parte dei vertici della federazione non è possibile saperlo, l’importante è che Zico fu tesserato e anche lui, insieme ai tutti i campioni di allora, contribuì a rendere il nostro campionato il più bello del mondo. La carriera da calciatore Zico l’ha chiusa in Giappone, e in Giappone nel 1993 realizzò il suo gol più bello fra i quasi 1000 che ha realizzato nella sua carriera. Zico era sulla lunetta, quando la palla da destra entrò in area, per lo slancio andò troppo avanti, quando si accorse che il pallone sarebbe arrivato dietro fece una capriola e mentre era in volo con la faccia rivolta verso il basso colpì la palla di tacco. Oggi Zico compie 50 anni, domani sfilerà al Carnevale di Rio e poi tornerà in Giappone ad allenare la nazionale nipponica. E del campionato italiano si parla domani.
Tempi duri per la stampa Quando qualcuno prende sul serio il concetto di “creare informazione” c’è sempre qualcun altro che non la prende bene, anche a livello locale. Questa vicenda riguarda il giornalista blogger Samuele Venturi. Questa è la vicenda. A Figline è stato recentemente ristrutturato il Palazzo Pretorio. L’intervento, durato circa due anni, nel suo complesso è stato decisamente positivo, ad eccezione di alcuni particolari. Infatti quando al palazzo è stata tolta l’imbracatura mancavano le vecchie porte borchiate e le finestre decorate con il bronzo. Tantochè, la domanda se la sono posta un po’ tutti, dove sono finite porte e finestre? Sulle porte hanno cominciato a circolare due versioni: quella popolare secondo cui erano diventate le porte di una villa di una cittadino; quella ufficiale secondo cui erano state demolite perché, essendo di tamburato, non avevano valore. Sulla versione popolare non so che dire, su quella ufficiale due cose sono da dire: 1 il tamburato nel 1920, anno in cui facevano già mostra di sé in una foto, secondo me non esisteva; 2 per demolire un bene pubblico, occorrono una serie di atti e certificati (perizia sul valore, certificato di demolizione, conferimento in discarica) di cui non c’è traccia. Le porte, come le finestre, sono state sostituite da nuove porte in vetro che non sono state accolte con molto entusiasmo. Almeno secondo la modesta rilevazione statistica che ho condotto. A me infatti le nuove porte non dispiacciono, ma non ho trovato ancora una persona che sia d'accordo. C’era anche chi pensava che fossero temporanee “guarda, queste sono qui solo perché deve essere inaugurato. Quando terminano di restaurarle mettono quelle di prima”. Il buon Venturi sulle pagine del giornale dove scrive, altro non ha fatto che raccontatare il mistero del materiale scomparso e che le nuove porte non piacevano ai cittadini. Sabato scorso c’è stata l’inaugurazione del Palazzo ristrutturato. Ebbene durante la cerimonia ufficiale il progettista ha ribadito lo scarso valore delle porte, e che le nuove porte a vetro ai cittadini piacevano. E quindi che il giornalista aveva fatto male a sollevare una questione irrilevante e che se non piacevano a lui non doveva permettersi di dire che non piacevano ai cittadini. Insomma l’ha presa bene. non è entrato nel merito, ma ha fatto capire che secondo lui quel giornalista non andava preso in considerazione. Io però non la penso così e, una volta tanto, sono solidale con la stampa.