28.3.02
Ieri sono venuto meno a uno dei miei impegni su quello che voglio evitare. Infatti ho visto il nostro presidente del consiglio da Maurizio Costanzo. Ho fatto bene a vederlo, perchè altrimenti non avrei creduto a quello che ho sentito, che il più grosso rammarico di Silvio Berlusconi è la comunicazione, ha detto proprio questo, che loro non sanno comunicare. Che è un po' come vedere Trapattoni durante un ritiro della Nazionale che si lamenta perché non sa con chi giocare una partita.
posted by Franco Bellacci at 21:28
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26.3.02
Dopo una serie di film tutt'altro che indimenticabili, mi sono riconciliato con il cinema. "Gosford Park" è un gran film. Non solo, ma per i patiti del giallo c'è anche un assassino da individuare. Io non ci sono riuscito, ma questo non dice molto sulla difficoltà di trovarlo, le mie capacità investigative arrivano ai polizieschi della settimana enigmistica. Nonostante questo però il film sono riuscito a godermelo tutto. Fra i tanti protagonisti spicca Maggie Smith, che se non ha vinto l'oscar per questa interpretazione vuol dire che la giovane vincitrice deve essere stata proprio brava.
posted by Franco Bellacci at 21:50
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25.3.02
A primavera bisogna cambiare, per questo mi sono posto 2 obiettivi da realizzare entro la fine del mese: 1 cambiare la testata del sito; 2 cambiare il layout del blog; Qualcuno si impegna a riprendermi ufficialmente se non avessi fatto nulla?
posted by Franco Bellacci at 20:19
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Rischio di ripetermi, ma purtroppo non esistono più i gobbi di una volta. Quelli che ci facevano gioire in finale, oppure perdevano il campionato all'ultima giornata dopo un purificante diluvio. Questi di oggi sembrano l'Ascoli, e solo il meritorio lavoro dell'arbitro che nega agli avversari rigori solari ci fa ricordare chi sono. Mancano 6 giornate alla fine del campionato e non c'è più da gufare. Il Toro intanto arriva a 36, ma siccome vincono anche quelle dietro per noi non cambia quasi nulla, La vittoria granata ha messo definitivamente la parola fine alle ultime residue speranze di salvezza dei viola, e questa non è certo una buona notizia. Lo sport a Firenze, ha solo un nome: Fiorentina, per questo la sua retrocessione è un motivo di tristezza per tutti i fiorentini, viola e non.
posted by Franco Bellacci at 20:06
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21.3.02
E' primavera Mattinata fiorentina
È primavera... svegliatevi bambine alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor. E a tarda sera, madonne fiorentine, quante forcine si troveranno sui prati in fior.
Fiorin di noce, c'è poca luce ma tanta pace, fiorin di noce, c'è poca luce; fiorin di brace, Madonna Bice non nega baci, baciar le piace, che male c'è?
È primavera... svegliatevi bambine alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor. È primavera... che festa di colori! Madonne e fiori tentaste il genio d'un gran pittor. E allora, a sera, fiorivano gli amori, gli stessi amori che adesso intrecciano i nostri cuor.
Fiorin dipinto, s'amava tanto nel quattrocento, fiorin dipinto, s'amava tanto; fiorin d'argento, Madonna Amante le labbra tinte persin dal vento si fa baciar! È primavera... che festa di colori! Madonne e fiori trionfo eterno di gioventù.
posted by Franco Bellacci at 19:56
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19.3.02
Qualche anno fa, ormai abbastanza anni fa, per San Giuseppe era festa. E San Giuseppe voleva dire Milano-Sanremo Con la Milano-Sanremo si apriva di fatto la stagione ciclistica. Dopo era la volta delle classiche di primavera (dalla Parigi Roubaix, al Giro delle Fiandre, la Liegi-Bastogne-Liegi , la Freccia Vallona ecc.), poi fra maggio e giugno il Giro d'Italia, quindi il Tour, che allora però la Rai non trasmetteva, e dovevo seguirlo su Antenne2. Tanto anche a non sapere il francese, si capiva lo stesso: vinceva sempre Hinault. La prima domenica di settembre c'era il mondiale e ad ottobre si chiudeva il tutto con il giro di Lombardia. I mesi da marzo a ottobre erano scanditi dal calendario ciclistico. Oggi invece il ciclismo al massimo scandisce le apparizioni televisive di Guariniello.
posted by Franco Bellacci at 19:46
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18.3.02
Qualche volta mi capita di riflettere sull'essenza della fotografia, non che lo faccia poi tanto spesso, ma mi capita. Mi chiedo cos'è a fare di un insieme di sali d'argento, qualcosa di vivo, qualcosa che significa qualcos'altro, oltre a quello che è rappresentato soprattutto per chi non ha alcuna attinenza diretta con chi o cosa è rappresentato Questa foto, ad esempio,
 corrisponde a quello che volevo dire sopra. In questa foto, nella parte di sinistra c'è una bambina, che per pochi centesimi di secondo è stata davanti ad un obbiettivo, e poi ha continuato la sua vita. La foto che è uscita da quell'attimo, da quell'incontro fra sguardo e clic (quello della macchina fotografica per me è clic, quello del mouse è click), ha preso una vita tutta sua, ed ogni volta, nelle infinite volte, che questa foto è stata riprodotta è stato così. Questo però non vale per tutte le foto. Forse, vale solo per quelle che riescono a catturare l'attenzione di chi guarda. Quindi l'essenza vera della Fotografia, sta nell'incontro di tre gruppi: soggetto (chi o cosa è rappresentato nella foto), oggetto* (la macchina fotografica e il fotografo) e spettatore (colui che guarda la foto). Ovviamente per spettatore non s'intende l'amico del fotografo che dice "non hai ancora imparato a mettere a fuoco" o del fotografato "in fotografia ci perdi", ma chi ha un relativo grado di distacco da questi. Se fosse così però a consegnare la foto alla storia, sarebbe un soggetto esterno, che nulla ha avuto a che fare con la creazione della foto. In pratica l'essenza della foto deriverebbe da qualcosa di assolutamente esterno alla foto stessa. Ha senso però che una foto acquisisca un valore aggiunto a livello intrinseco solo perché piace a qualcun altro. Forse mi sto perdendo. Per recuperare il filo, prendo come esempio un'altra foto storica: il bacio de l'hotel de la Ville di Doisneau. In questa foto ci sono oltre ai due elementi sempre presenti nella foto, soggetto e oggetto (quale che sia il soggetto quale che sia l'oggetto), c'è anche la cattura dell'attenzione di chi guarda, anche se la si guarda pur non essendo uno dei due che si baciano, pur non essendo il tipo con gli occhiali che sta dietro. Se la questione fosse risolta qui, la diatriba che nacque quando Doisneau rivelò che la foto non improvvisata, ma preparata con due attori non avrebbe avuto senso. Io su questo ho le idee chiare, la foto ha una tale carica d'espressività, che non è rilevante la spontaneità o meno dei soggetti. Nella foto quindi conterebbe l'apparire non l'essere. In definitiva, se tutto questo discorso ha un senso, e potrebbe benissimo non averlo (lo metto qui proprio perché mi piacerebbe avere un confronto) la vera forza della fotografia starebbe nella sua carica espressiva, espressività che trae la forza dal livello di simbologia che esprime, a prescindere dall'intrisneca realtà di quello che è rappresentato nella foto. Quindi tornando alla ragazza afgana, in conseguenza di quanto sopra, si può dire che il grande successo di quella foto sta non tanto in quegli occhi ricchi di magnetismo, ma perché ha rappresentato per anni tutto quel popolo di cui lei faceva parte. Ma addirittura sarebbe indifferente il fatto che questa ragazza nel 1983 fosse o meno una profuga. Come valutare allora, il reportage di questi giorni? Il fotografo che scattò quella foto nell'83, ha ricercato quella ragazza, e l'ha ritrovata. Ora quella ragazza, oggi donna, ha un nome, è stata nuovamente ritratta. Forse la fotto di oggi dominuisce il valore simbolico di quella passata,oppure avendo ribadito che quella foto non è un semplice ritratto, ma rappresenta una persona vera con la sua storia, aumenterà ancora il suo già fortissimo valore simbolico? Forse come sempre, la regola è che non c'è una regola, la foto di allora ha valore perché rappresentava qualcosa di reale, essendo reale, e la sua forza stava proprio in quello. Quindi?
*Definire oggetto il fotografo è un’altra questione fondamentale, cioè chi sia realmente il proprietario della foto, se chi scatta o chi è ritratto. Ovviamente la domanda ha poco senso quando la foto ritrae un cielo, ma quando c’è una persona, un’opera d’arte, una casa, un gruppo ristretto o una moltitudine? Chi può dire questa foto è mia? Non mi sto riferendo a questioni economiche o giuridiche, ma all’essenza filosofica del problema.
posted by Franco Bellacci at 18:53
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15.3.02
Vuoi farti la Coca-Cola o meglio la open-cola in casa? vai qui, troverai ricetta e modalità di preparazione. Il problema però sono alcuni fra gli ingredienti, che sono rintracciabili come le ricette delle pozioni magiche, niente paura non serve né i polmoni del gatto della transilvania, né il cuore di pipistrello ubzako, né i petali di rosa siberiana, ma tanti tipi di olio: di coriandolo (non quello che si usa a Viareggio per Carnevale), di neroli (cos'è?), di cassia e altro. Qualcuno ha idea dove si possono trovare?
posted by Franco Bellacci at 17:13
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13.3.02
Fai qualcosa di sinistro! La prima volta mi sembrò la classica boutade giornalistica, mi sembrava strano che a qualcuno fosse venuto in mente di piazzare delle telecamere segrete per controllare la piazza centrale del paese. Quando un mese dopo, nel solito giornale la notizia fu ribadita, mi venne qualche dubbio. E infatti, eccole:


Non sono segrete, ma ci sono. Per darvi un'idea di quello che possono controllare potete guardare foto 4 della già pubblicata galleria valdarnese la prima ha la stessa visuale. La seconda telecamera è puntata verso un bar e un ristorante. Perché? A cosa servono? è solo carenza di autorevolezza che quindi viene sostituita dall'autorità? un'illusoria risposta alla domanda di sicurezza? un invito a mangiare meno bistecca? Devo dire la verità non credo che in questa vicenda quelli messi peggio siano quelli che hanno avuto questa pensata, ma chi ritiene che sia una buona idea. A questi consiglio due letture: "1984" e "Faherenheit 451". Se poi non hanno voglia di leggere, va bene uguale, ma a questi chiedo un favore, di spiegarmi perché secondo loro avere due telecamere ad altezza di uomo che li controllano sia una bella cosa.
posted by Franco Bellacci at 19:17
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12.3.02
Rassegnazione E' il caso di rassegnarsi, neanche quest'anno gli juventini non ci regaleranno la più bella soddisfazione che ci possono dare: perdere la finale di Champions Legue. Non sono più in grado di arrivarci, da anno ormai non sono più in grado di superare i turni preliminari. Vederli uscire ora è bello, ma è una soddisfazione che domani è già finita. Rimangono invece vive nella nostra memoria le mitiche notti di Atene, Monaco e Amsterdam. Babic è l'eroe di un giorno, Magath, Ricken, Mihaitovic invece sono nella storia. Anche stasera hanno offerto uno spettacolo indecoroso. Il portiere del Leverkusen per apparire in tv si è addirittura improvvisato rigorista. Non è neanche bello infierire, per questo mi fermo.
posted by Franco Bellacci at 23:26
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11.3.02
Tifosi in fuga: I laziali sono quelli che capisco di più, dopo aver visto la squadra che meno si ama giocare un calcio fantastico e fare 5 gol, e si è visto il proprio beniamino incappare nella peggiore partita della propria carriera. Dopo tutto questo andarsene è un gesto comprensibile. I milanisti, loro li capisco meno, stavano perdendo 2 a 0 contro la vera rivelazione del campionato, non capisco cosa abbiano da lamentarsi, perché non si sono lamentati quando la dirigenza ha cacciato l'allenatore che gli ha fatto vivere l'unica soddisfazione della stagione, i 4 gol all'Inter, che all'Inter di quest'anno non vengono per caso. Io. La tre giorni romana, che però non è culminata con il piziaraduno come speravo, mi ha impedito di vedere il Toro e la partita di sabato sera. Non aver visto il Toro tutto sommato è stato un bene, in diretta avrei sopportato male i difensori granata offrire quei fantastici assist agli attaccanti del Chievo, visto che poi io sono uno di quelli, in Italia siamo all'incirca 27 che non nutre particolare simpatia nei confronti del Chievo (Campedelli a parte, su di lui ho un giudizio sospeso, perché se da un lato ama i libri di Nick Hornby, dall'altro tifa per il Manchester United, squadra da ammirare solo quando gioca contro i gobbi). Ho perso poi Inter - Juve, e questo mi ha fatto perdere una grande occasione. Il finale di quella partita sarebbe stato fonte di grande ispirazione per gli sms da spedire ai tifosi bianconeri. Sabato sera invece ero al ristorante, in uno con i muri molto spessi dove i cellulari non prendevano, ebbene quando sono uscito, all'incirca verso le 11 e il telefono ha cominciato a ricevere messaggi arrivati da persone che come minimo comune denominatore avevano la categoria "tifosi bianconeri", al che ho cominciato ad avere dei sospetti, quando poi il tema dei messaggi era il solito, cioè che stavano godendo, io escludendo che a: stessero tutti facendo sesso contemporaneamente; b: che se anche l'ipotesi a fosse valida, era comunque strano che mi volessero partecipare queste sensazioni; mi sono immaginato che avessero vinto, il tutto con gravi ripercussioni sui saltimbocca che avevo appena divorato. Quando poi, ed ero in Piazza del Pantheon, ho appreso come era terminata la partita mi sono sentito decisamente meglio, per un paio di minuti mi sono sentito anche monarchico.
posted by Franco Bellacci at 18:26
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7.3.02
E' finalmente arrivata a Firenze la mostra delle migliori foto di Life, quella rivista che come manifesto nel '36 utilizzava queste parole "Vedere la vita, vedere il mondo; essere testimoni oculari di grandi eventi; osservare i volti dei poveri e i gesti dei superbi; vedere cose strane: macchine, eserciti, moltitudini, ombre nella giungla e sulla luna; vedere l'opera dell'uomo: dipinti, torri e scoperte; vedere cose distanti migliaia di chilometri, cose nascoste dietro muri o dentro stanze, cose pericolose da avvicinare; le donne che gli uomini amano e molti bambini; vedere e gioire nel vedere; vedere ed essere sorpresi; vedere ed apprendere". Per i fiorentini interessati la mostra ci sarà fino al marzo nello spazio espositivo del Credito Artigiano in Via dei Boni 1.
Se invece volete leggere di una storia d'amore molto particolare, guardate il buongiorno di Gramellini di oggi.
posted by Franco Bellacci at 21:14
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Oggi pomeriggio sono stato ad un dibattito sul conflitto arabo-palestinese, il livello dei relatori era molto buono, sono stati molto chiari nell'esposizione, ma altrettanto chiaramente hanno fatto capire che non esiste oggi nessuna ragionevole speranza per essere ottimisti. Fra tutto quello che è stato detto mi è rimasta in mente una citazione di Clinton che su questione si è espresso più o meno così "pazzia è fare una cosa e poi ancora e poi ancora e aspettarsi un risultato diverso".
posted by Franco Bellacci at 00:08
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4.3.02
Io che credevo fosse un'idea originale quella dell'autoscatto davanti allo specchio. C'è invece un sito dedicato ai soggetti più vanitosi che stanno intorno alla fotografia: i fotografi. Questa foto ha più di 13 anni, rispetto ad allora non ci sono più gli occhiali, non c'è più quell'allucinante pastrano con i risvolti simil-leopardati. Non c'è più lo zoom caduto quest'estate da una ventata traditrice, mentre stava compiendo il suo dovere di fronte ad una salina mentre il sole tramontava.
posted by Franco Bellacci at 21:10
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3.3.02
Ci sono 1000 motivi perché non sono juventino, uno fra questi è l'assoluta mancanza di senso dell'umorismo. Domenica scorsa se il Toro avesse vinto il derby, Romero si sarebbe tagliato i capelli a zero, passi per questa il derby è importante per cui hanno messo in campo tutte le loro forze per non perdere. Oggi però avevano una grandissima occasione, se il Bologna fosse riuscito a pareggiare a Torino, Guidolin sarebbe tornato a Bologna a piedi. Io non avrei vinto, e mi sarei guardato il ciclista Guidolin farsi la passeggiata Torino-Bologna, loro invece che si prendono sempre maledettamente hanno preferito vincere questa partita. Io invece ho un grande senso dell'umorismo, visto che continuo ad andare a Perugia e tornare tutte le volte sconfitto, ormai l'ultima volta che sono tornato contento dal Renato Curi risale al 1987, e non era per una partita di calcio, ma per il concerto di Gil Evans.
posted by Franco Bellacci at 21:57
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2.3.02
Su rai 3 e la 7 c'è la manifestazione dell'Ulivo. In questo momento penso che dovrei essere lì. E' vero che ho 100 motivi per criticare questo Ulivo, ma ne ho 1000 per criticare questo governo. Non ho voluto andarci perchè non mi son piaciuti certi toni del centrosinistra di questi giorni. Vedo però che anche lo stare a casa è stata comunque una scelta, quella di chi, secondo il nostro presidente del consiglio, preferisce l'amore all'odio. Io, lo voglio dire chiaramente senza possibilità di errore, prefesrisco l'Amore all'odio, ma non preferisco questo governo a quelli che lo hanno preceduto.
posted by Franco Bellacci at 17:36
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