si ricomincia

Written by Franco Bellacci on . Posted in io, me

L’1 settembre è il vero capodanno, se poi capita assieme alla prima di campionato è la combinazione perfetta. Si ricomincia contro l’Inter. L’ultima volta con l’Inter fu il 20 ottobre. Pioveva, tanto. Partita pazza, Inter in 10 dopo 4 minuti, Cerci che sbaglia un rigore, gli sarebbe successo di nuovo 6 mesi più tardi a Firenze. Toro in vantaggio 2 volte poi in svantaggio e gol nel tempo di recupero pareggio con Bellomo. Finì 3-3. Il protagonista di quella partita nel bene e nel male fu il portiere granata Padelli, molto più nel male, che nel bene. Io rimpiangevo Gillet e nel mentre finivo di scrivere un documento che nelle settimane successive avrebbe avuto grande apprezzamento, anche se forse non l’ha letto quasi nessuno.
Da allora sono cambiate tante cose, Padelli per esempio da allora è diventato un altro portiere e oggi, proprio nel giorno in cui incontra di nuovo l’Inter viene convocato in nazionale.
Le cose cambiano. E ogni anno si ricomincia.

ogni momento ha la sua risposta giusta

Written by Franco Bellacci on . Posted in Partito Democratico, politica

In un’isola greca d’estate a pranzo converrete con me che una greek salad è molto più adatta di un peposo all’imprunetina, se il termometro vi dovesse indicare 37,2 troverete più giusto affidarvi alla tachipirina piuttosto che ad una crema idratante per mani, se per la prova costume vi ponete l’obiettivo di perdere 4 chili, non saranno le 4 stagioni di Battlestar Galactica ad aiutarvi (poi Battlestar Galactica guardatela lo stesso).
Quello che voglio dire che non esiste la risposta perfetta per ogni cosa, esiste la soluzione giusta per l’esigenza del momento, che inevitabilmente cambieranno nel corso del tempo.
Domenica andremo al voto, cerco di farla più breve possibile, secondo me la risposta migliore per l’Italia in questo momento è il Partito Democratico. Lo è per mandare i rappresentanti del nostro paese al Parlamento Europeo, lo è per le 2 regioni dove si vota, e penso lo sia negli oltre 4000 comuni dove si vota. Poi domani si sarebbe dovuto votare per le province, invece no, non si vota e non si voterà più questo grazie al Partito Democratico e le altre forze del governo, per quelli che invece stanno all’opposizione invece domani si sarebbe dovuto votare per avere di nuovo presidenti di provincia, giunte provinciali e consiglieri provinciali. Il movimento 5 stelle, giusto per fare un nome, ha urlato per anni contro le province ma poi ha votato a favore. Per votare bene domenica, non guardiamo a quanto urlano, ma come votano.

Mariotto, che dici?

Written by Franco Bellacci on . Posted in politica

Mariotto, proprio tu? finchè lo dicono Ainis e Rodotà che una legge elettorale diversa fra camera e senato è anticostituzionale lo posso accettare, è gente che vola alto e può anche infischiarsi della verità dei fatti, da te no. Non puoi dire che modificare le regole solo per un ramo del Parlamento  sia un pasticcio. Perchè nel 1993 facemmo proprio questo: raccogliemmo le firme (questo per la verità a fine 1992) per modificare la legge elettorale per avere un senato eletto con il maggioritario, mentre per la camera non facemmo niente, e sarebbe rimasta con il proporzionale. La Corte Costituzionale nel gennaio 1993 ammise questo referendum, ammettendo di fatto la costituzionalità di una legge elettorale diversa fra i due rami del parlamento. E dopo il 19 aprile la legge elettorale era così 2 sistemi elettorali diversi e rimase così fino ad agosto quando fu approvato il mattarellum.

Una nuova Italia

Written by Franco Bellacci on . Posted in Partito Democratico, politica

Ieri la direzione nazionale del partito democratico ha dato il via ad un percorso che se arriverà al traguardo avremo:

  • la fine del bicameralismo uguale e perfetto, che aveva una ragione alla fine della seconda guerra mondiale, dopo venti anni di dittatura fascista, ma che ora rappresenta un freno oggettivo;
  • una ridistribuzione meno schizofrenica dei poteri fra regioni e stato centrale;
  • un notevole risparmio dei costi della politica regionale;
  • una nuova legge elettorale che garantisce governabilità a chi vince.

In poche parole una rivoluzione.
Una rivoluzione che segue 20 anni di NIENTE.
Ora io non dico che c’è da fare la olà, però concentrarsi esclusivamente sulle preferenze, mi sembra davvero eccessivo, diciamo che usando la metafora un po’ usurata della luna e del dito, mi pare che si sia tutti concentrati a guardare il granello di sabbia sotto l’unghia.

Non dico che le preferenze non siano importanti, io ho un’età che mi ha permesso di votare quando le preferenze erano multiple: 1987, il mio primo voto, siccome non ero molto preparato ed ero convinto che ogni preferenza valesse un voto, di preferenze ne misi quattro, allora infatti esisteva la preferenza multipla, scrissi 1,2,3,4. Bastava scrivere il numero per votare. Poi ci fu il primo referendum elettorale, via alle preferenze multiple, via alla possibilità dei numeri. per cui nel 1992 scrissi espressi la mia preferenze scrivendo un cognome.
Insomma le preferenze mi piacciono, le ho sempre usate.
Però di fronte alla rivoluzione, di fronte a liste di 4/5 persone che realisticamente potranno cambiare 20/25 deputati, ne faccio a meno e preferisco una nuova Italia, che la continua e sterile discussione.

#fareilpd

Written by Franco Bellacci on . Posted in Partito Democratico

Oggi ho scoperto che ci sono quelli che vogliono #fareilpd. Sono nuovi? No, sempre gli stessi, c’erano anche il 25 ottobre 2007, quando nacque il pd. Ebbene un bambino nato lo stesso giorno nel frattempo ha imparato a camminare, parlare, forse sa già leggere, scrivere e far di conto, a settembre andrà a scuola. Il pd sta ancora discutendo come eleggere il segretario.

Firenze bene pubblico

Written by Franco Bellacci on . Posted in Fiorentinismi


Leggo con notevole stupore le accuse contro il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, per aver deciso di affittare per 7 ore Ponte Vecchio per 100.000 euro.
Per accusare Matteo Renzi di essere un sindaco che toglie spazi di Firenze ai cittadini bisogna:
- essere particolarmente distratti;
- aver vissuto altrove negli ultimi 4 anni
- essere in malafede.
Non c’è una quarta opzione.
Basta pensare a cosa erano prima alcune zone del centro storico: Piazza Duomo era uno spartitraffico, Piazza Pitti il luogo migliore per imparare a praticare la gimkana, mentre il semaforo di Via Tornabuoni era il punto migliore della città dove testare l’accelerazione da 0 a 100.
Oppure Palazzo Vecchio, fino al 2009 era un bunker accessibile da due porte dopo aver passato il metal detector. Oggi si entra a Palazzo Vecchio liberamente dalle 4 porte che stanno ognuna su una via diversa. Una volta al mese i fiorentini possono entrare nel museo di Palazzo Vecchio (e negli altri musei civici), compresa la Torre di Arnolfo. Già la Torre di Arnolfo, ci si scandalizza che per 7 ore 7, Ponte Vecchio non sia fruibile, ma nessuno di questi abbia mai detto una parola sul fatto che fino a poco tempo fa sulla Torre di Arnolfo i fiorentini non potessero salire.
Qualcuno aggiunge che non si è mai visto la concessione di una parte di città per iniziative di privati. Ecco in questo caso c’è solo un’opzione: la malafede. Perché in ogni parte del mondo, vengono concessi spazi per iniziative private che per un po’ di tempo impediscono la fruizione di alcune parti di città: per concerti, iniziative sportive, culturali ecc. Succede in qualunque parte del mondo. Senza andare lontano a Firenze recentemente una parte di città è stata chiusa per il Giro d’Italia, o più lontano nel tempo Ponte Vecchio è stato già chiuso del tutto per un concerto (Lucio Dalla) e una sfilata (Roberto Cavalli). Nel 2007 Piazzale Michelangelo, viali d’accesso compreso, per due sere fu accessibile solo da chi aveva il biglietto per il concerto dei Muse.
Cose così accadono ovunque ed è un modello che funziona, perché è un uso dei beni pubblici sensato e forse l’unico che permetta di curare e mantenere i tanti beni artistici. Oltre ai 100.000 euro infatti, gli organizzatori dell’evento pagheranno un restauro del valore 20.000 euro.
Ma forse chi critica ama un altro modello, quello di Pompei, quello dei crolli e delle rampogne dell’Unesco, anche perché ad ogni crollo si può criticare, protestare ed urlare e per chi vive di questo il modello Pompei è un vero Eldorado.

Se io avessi previsto tutto questo…

Written by Franco Bellacci on . Posted in politica

Al di là dei nomi, alcuni ottimi, altri buoni, altri discutibili la questione che a me interessa sul governo è questa: per me PD e PDL sono come acqua e olio, due cose diverse che non possono stare insieme. Con il governo Monti PD e PDL erano insieme in maggioranza da oggi sono costituiscono maggioranza e governo. Capisco che era l’unico governo possibile, ma senza sottolineare che questo governo rimane un’anomalia e l’unico modo possibile era mettergli una data di scadenza, sembra che l’alleanza PD PDL sia una cosa naturale.
Manca qualcuno che auspichi la fusione e siamo a posto.